E-commerce : L’e-commerce oggi

Da Wiki Corso Web.

Indice

STATO=Occupato

Introduzione [Simone Compagnone]

L’e-commerce è la forma di commercio elettronico, che si avvale di un sito web per realizzare unatransazione economica (acquisto-vendita). Di essa vengono date principalmente 3 definizioni. La prima di esse definisce l’e-commerce come l’insieme delle transazioni per la commercializzazione di beni e servizi tra produttore (proponente di un’offerta) e consumatore ( proponente della domanda), realizzate tramite Internet. La seconda definizione intende il commercio elettronico come l’insieme delle applicazioni dedicate alle transazioni commerciali. Secondo la terza ed ultima definizione il commercio elettronico è la comunicazione e la gestione di attività commerciali attraverso modalità elettroniche, come l’EDI(Electronic Data Interchange) e con sistemi di raccolta dati.

In relazione a delle ricerche statistiche del 2008 si evince che nel 2007 il commercio l’elettronico ha un valore stimato di 4,868 miliardi di euro con l’esecuzione di 23 milioni di ordini on-line in Italia e con una crescita del fatturato pari al 42,2%. Questi dati progrediscono notevolmente nell’anno 2009 durante il quale il valore del commercio elettronico sale a 10 miliardi di euro, crescita dovuta principalmente al settore del tempo libero (giochi d’azzardo) che rappresenta circa la metà del mercato 42,2%, al settore del turismo (35%) e al settore relativo all’elettronica di consumo.

Per statistiche aggiornate agli anni 2011 rimando la lettura ad un articolo di Riccardo Perini (SEO / SEM Specialist e Consulente di Web Marketing) il quale riporta delle stime calcolate con l'ausilio di questionari e interviste effettuate a quasi 3.000 aziende italiane.

Il commercio elettronico[Simone Compagnone]

Con la diffusione delle reti telematiche e di internet è possibile effettuare la vendita o l’acquisto di un bene o di un servizio mediante computer. Questa modalità di acquisto/vendita, meglio nota con il termine tecnico di e-commerce (commercio elettronico), si avvale di un sito internet che mette a disposizione del pubblico un catalogo di prodotti e che consente il pagamento on-line degli stessi, qualora, previa consultazione, si scelga di proseguire con l’acquisto. Questo sito internet può essere di proprietà di unsingolo venditore che decide di aprire un punto vendita esclusivamente on-line, oppure un negozio virtuale che offre prodotti di vario genere provenienti da differenti produttori, o addirittura un decentramento di un negozio reale che decide di creare un punto vendita on-line per rendere accessibili i suoi prodotti a un pubblico più vasto e dislocato geograficamente.
Le potenzialità del commercio elettronico sono state principalmente sfruttate da nuove piccole imprese che per fronteggiare la richiesta di un determinato tipo di prodotti si sono avvalse dello strumento del web per consentire in primis una maggiore conoscenza della loro azienda e poi per fare incontrare, alle condizioni migliori, domanda ed offerta. Tutto ciò è stato reso possibile dallo sviluppo di Internet con l’avvento del web 2.0.
Per quanto riguarda i servizi invece, l’e-commerce ha avuto peculiare successo nei servizi bancari e finanziari che permettono di controllare ed eseguire transazioni anche complesse mediante per esempio servizi di home banking.


Le principali categorie di commercio elettronico sono:





 



Business to business [Simone Compagnone]

Esso ha come acronimo B2B e indica le transazioni commerciali elettroniche che avvengono tra due o più imprese (rapporto paritario). Più precisamente B2B indica le relazioni che un’impresa intrattiene con i suoi fornitori per attività di approvvigionamento, di pianificazione e di monitoraggio della produzione, oppure le relazioni che l’impresa ha con clienti professionali, ossia altre imprese, in relazione alla collocazione delle altre filiali.

 

Business to customer [Simone Compagnone]

Esso è l’acronimo di B2C e indica le relazioni che un impresa detiene con i suoi clienti per le attività di vendita/assistenza. Ci si riferisce principalmente alla vendita/acquisto via internet, ossia e-commerce. Questo tipo di relazione vede la presenza abbastanza incidente degli intermediari finanziari, i quali frapponendosi fra venditore e acquirente, facilitando l’esecuzione della transazione, ricavano una percentuale della stessa transazione (brokers, infomediari).

 

Customer to customer [Simone Compagnone]

Esso è l’acronimo di C2C e indica la vendita online tra privati. E’ anch’essa una forma di commercio elettronico, in quanto presuppone un accettazione di una proposta virtuale e un pagamento da eseguire online; rappresenta la modalità meno sicura di e-commerce. Infatti la maggior parte delle volte questi acquisti avvengono attraverso la visione di annunci di vendita su siti web di privati e la transazione si concretizza senza intermediazione, basandosi solamente sulla affidabilità del venditore/consumatore e sul principio di buona fede.

Accettazione e luogo della stipulazione del contratto [Simone Compagnone]

L’accettazione della proposta d’acquisto è resa nota al proponente tramite click oppure via mail. La mail può arrivare in ritardo oppure, a causa di eventi fortuiti, può addirittura non arrivare. E’ per questo motivo che si dovrebbe sempre avere conferma, da parte del venditore, della ricezione dell’accettazione, ma a volte accade che egli non la invii per svariati motivi. L’accettazione si considera eseguita quando giunge al proponente ed egli ne ha effettiva conoscenza.
In ogni caso sul punto non c’è una specifica normativa ma solamente un’interpretazione giurisprudenziale. Ciò che conta in caso di incertezza è la decisione del giudice.


Il luogo in cui si intende avvenuta la stipulazione (accettazione della proposta) può essere:

  1. Il luogo in cui si trova il proponente quando riceve l’accettazione;
  2. Il luogo in cui ha la sede di attività il proponente.




Storia dell'Ecommerce [Marco Carisio]

La storia del commercio elettronico risale agli anni '70, quando attraverso l’utilizzo di reti private le aziende potevano scambiarsi informazioni di tipo commerciale così che fornitori ed acquirenti comunicavano tra loro aggiornandosi costantemente.

Questo imponeva il limite di usare formati di comunicazione e documenti standard solo su reti private, creando una sorta di circolo chiuso e negando l’accesso a chiunque non facesse parte di quel piccolo mondo, in particolare al cittadino/consumatore. Grazie allo sviluppo di Internet si è passati ad un vero e proprio mercato senza confini geografici e senza limiti di entrata per qualsiasi soggetto che ne abbia intenzione.

Grazie ad Internet i siti web si trasformano in veri e propri negozi virtuali in cui acquistare ogni genere di prodotto. Il produttore ha la possibilità di diffondere il proprio messaggio elettronicamente, modificandolo a piacere e aggiornandolo in tempo reale con pochissimi costi aggiuntivi. Internet offre l'opportunità al produttore di interagire direttamente con il consumatore e permette alle aziende che ricorrono ad esso, di essere più competitive nel mercato. Sul web la fase preliminare di ordine e l’eventuale pagamento vengono effettuati "online", ma il bene acquistato viene poi spedito al domicilio o alla sede dell’acquirente. Il commercio elettronico si presenta oggi in modalità ed ambienti diversi a seconda dei soggetti che ne prendono parte, cittadino, imprese, istituzioni, ecc.

 


Modalità di e-commerce e metodi di pagamento [Simone Compagnone]

Esistono diverse modalità per effettuare l’e-commerce. Esso può avvenire tramite:


Bisogna aggiungere che determinati beni sono soggetti a particolari requisiti per la transazione. In qualsiasi tipologia di e-commerce l’acquisto avviene attraverso la stipulazione di una sorta di contratto. La stipulazione corretta del contratto avviene nel momento in cui si possiedono tutti i requisiti essenziali e quindi, in gergo giuridico, quando si sono perfezionati tutti gli elementi determinanti. L’accettazione e la relativa conclusione del contratto avviene nel momento in cui si manifesta la volontà di acquisto e quindi di concludere, attraverso il pagamento, la transazione.

Con quali modalità è possibile eseguire il pagamento?
Nella fase di scelta della modalità di pagamento da adottare, ogni acquirente dovrebbe tener conto di quattro criteri fondamentali:


I metodi di pagamento si dividono principalmente in due tipologie:
    a) pagamento in contrassegno: rappresentano la stragrande maggioranza e sono identificati con denaro contante, carte di credito o bancomat;
    b) pagamento attraverso strumenti dematerializzati: sono strumenti finanziari virtuali ad esempio fatture elettroniche, bonifico bancario.


Principalmente noi ci occuperemo della trattazione dei metodi di pagamento online di:



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BONIFICO BANCARIO

 

Vantaggi

Limiti

Semplicità d'uso, i bonifici possono essere effettuati in modo tradizionale o tramite internet

 

Ottima confidenza con il mezzo

 

Sistema di pagamento molto diffuso

 

Costi contenuti (molte banche non applicano nessuna commissione sui bonifici online)

 

 

CONTRASSEGNO

 

Vantaggi

Limiti

Facilità d'uso

Costi elevati per l'acquirente

Estrema confidenza con il mezzo

 

Ampia diffusione

 

Nessun canone periodico per l'esercente

 

   
 

PAY PAL

 

Vantaggi

Limiti

PayPal è facile e può essere eseguito in pochi minuti

E' richiesta una doppia registrazione da parte dell'acquirente se non è già registrato a PayPal

Discreta diffusione del servizio

Tariffe per le transazioni da 1,9% a 3,4% + €0,35 EUR, a seconda del volume mensile

Nessuna tariffa mensile e nessuna tariffa di configurazione

 

 

CARTE PREPAGATE

 

Vantaggi

Limiti

Sono facili da usare e veloci da ottenere

Scarsa diffusione

 

Più adatte alle microtransazioni

 

Poca confidenza

 

Costi elevati (costi di attivazione e di ricarica)

 

CARTE DI CREDITO

 

Vantaggi

Limiti

Facilità d'uso, basta inserire il numero e la data di scadenza della carta

Commissione percentuale sul transato a carico dell'esercente

Confidenza nell'utilizzo della carta di credito

 

Sistema di pagamento diffuso

 



Fatturazione elettronica [Simone Compagnone]

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Un argomento sul quale è bene dare qualche accenno grazie al suo recente sviluppo, è quello della fatturazione elettronica che appartiene alla categoria degli strumenti dematerializzati.

L’ambito applicativo della Fatturazione elettronica si attua in modelli molto differenziati tra loro:

Per quanto riguarda la Conservazione Sostitutiva possiamo dire che la sua utilità è legata ai benefici relativi alla dematerializzazione del documento Fattura e di conseguenza anche di altri documenti, che grazie alle disposizioni varate nel 2004 possono essere conservati solamente in forma digitale senza necessariamente mantenere l’originale cartaceo.

I benefici sopra accennati rilevano per quanto riguarda la riduzione dei costi di conservazione fisica dei documenti e di reperimento degli stessi in caso di necessità (sono compresi anche i costi del personale relativamente addetto).  Tali benefici, per quanto facili da ottenere, tuttavia hanno un valore netto molto ridotto: ammontano a circa 1 – 2 euro per fattura.

I modelli di Fatturazione Elettronica “pura” a norma di legge invece, sono caratterizzati dal fatto che la fattura viene creata, trasmessa, ricevuta e conservata solamente in formato elettronico. I benefici netti che si possono ricavare vanno dai 5 ai 10 euro per fattura e sono strettamente dipendenti dalla qualità dell’interazione con i propri partner commerciali, siano essi clienti, siano fornitori.

L’ultima tipologia, la Veicolazione Elettronica delle fatture e di altri documenti del ciclo dell’ordine, estende la Fatturazione Elettronica “pura” all’interno del ciclo commerciale. Siamo in presenza di un processo commerciale automatizzato al quale si aggiungono i benefici derivanti dalla veicolazione elettronica che influiscono sulla qualità, migliorandola e quindi riducendo i costi di gestione delle inaccuratezze. I benefici netti possono ammontare da 25 fino anche a 65 euro per fattura, in funzione soprattutto del settore considerato.

In Italia sono poche le aziende che hanno sviluppato o stanno implementando modelli di fatturazione elettronica “pura” a norma di legge a causa delle lungaggini formali ad essa dovute (accordo tra le parti, scambio di fatture firmate digitalmente e conservazione a norma delle fatture solo in formato digitale).

Sono invece circa 4000 le imprese che hanno adottato o stanno per farlo i modelli di Conservazione Sostitutiva  delle Fatture o di altri documenti a valenza fiscale o civilistica. Si registrano percentuali di crescita anno dopo anno anche se il valore assoluto di adozioni è ancora limitato.

Più numerose sono invece le aziende che scambiano fatture in formato elettronico strutturato (circa 60.000) la cui dinamica di crescita è sostenuta  sia dalla continua estensione delle comunità EDI sia dall’azione di alcune imprese medio grandi.

Quindi accade che ci sono numerosi casi di aziende che partecipano a sistemi di interscambio di fatture elettroniche senza però giungere alla conservazione sostitutiva, anche se il passo per arrivarci è davvero breve.


Da “ La Fatturazione Elettronica in Italia” in ICT4 Executive del mese di giugno/2011, sito web www.ict4executive.it .



 

Rischi per il consumatore [Simone Compagnone]

Il commercio elettronico per quanto possa essere comodo per molteplici motivi poiché permette di acquistare in tutta comodità dal proprio computer in qualsiasi posto ci si trovi tuttavia è anche sinonimo di incertezze e rischi in quanto la merce è possibile vederla solo astrattamente attraverso immagini e a volte può capitare di incorrere in spiacevoli inconvenienti(merce sbagliata, merce che non arriva nonostante il pagamento effettuato, merce rovinata).


 

Truffa [Simone Compagnone]

Uno dei maggiori inconvenienti in cui può incorrere l’acquirente è rappresentato dalle truffe relative al pagamento. Esse possono essere dovute da:


Questa ultima tipologia di truffa potrebbe essere evitata mediante l’utilizzo di tecnologie protette nelle quali i dati non sono più “in chiaro” ma vengono criptati (https). Tuttavia nessun sistema si può ritenere sicuro al 100%


Alcuni consigli per difendersi dalle truffe online [Marco Carisio]

Mancanza di contatto diretto [Simone Compagnone]

Un’altra disfunzione che rappresenta un ostacolo al commercio elettronico è la mancanza di contatto con il venditore e quindi la diffidenza del pubblico verso la possibilità di effettuare transazioni sicure su internet.
Infatti chi esegue acquisti in e-commerce:


Tuttavia, per eliminare la diffidenza sui pagamenti, sono stati creati due standard per garantire la sicurezza sulle transazioni. Essi sono SET (Secure Electronic Transaction) e SSL (Secure Socket Layer), che consentono di effettuare transazioni elettroniche criptate e protette. In ambito europeo per rispondere alle esigenze di sicurezza giuridica legate a questo tipo di commercio è stato creato il Web Trader, un decalogo redatto dal Comitato Consumatori Altroconsumo, in collaborazione con analoghe associazioni europee. Grazie a questa normativa, chiunque decida di comprare i prodotti messi in vendita dai siti europei di commercio elettronico potrà così avvalersi di precise garanzie: diritto di recesso dell'acquisto, rispetto dei termini di consegna, conoscenza dei fornitori, "protezione" dei propri dati personali (protocollo sicuro HTTPS), ecc….



Diritto di recesso [Simone Compagnone]

E’ sancito dall’articolo 1373 c.c. norma derogata dal codice dei consumatori che ha reso questa previsione contrattuale discrezionale. Il diritto di recesso è diverso dalla garanzia e significa diritto al ripensamento.
Il presupposto per questa forma di tutela è che vi sia disparità tra le parti. Inizialmente il diritto di recesso durava solamente 7 giorni dal giorno della consegna del bene. Nel caso in cui si volesse esercitare tale diritto, il bene deve essere riconsegnato, ex art. 67 c. 1 e 2 del Codice del Consumo, nelle normali condizioni iniziali di utilizzo; il criterio è quello di utilizzo normale sia del bene sia della confezione (per es. imballaggio perfettamente integro altrimenti penale fino all’80% del bene).
Si esercita con una comunicazione che deve essere inviata a mezzo di una raccomandata (anticipazione mediante fax). La tempestività della comunicazione riguarda il timbro apposto dalle poste. La modalità di consegna è indicata con accordo tra le parti. Nel contratto bisogna indicare le modalità e l’esistenza di tale diritto; in caso di omissione il recesso si estende fino a 90 giorni. In caso di recesso il consumatore è tenuto a pagare solamente le spese relative alla restituzione, quando è previsto dal contratto.


Aspetti legali [Simone Compagnone]

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L’e-commerce ha ricevuto una specifica regolamentazione legale  per tutelare la compravendita tra venditore/acquirente.

Il commercio elettronico è regolato dagli istituti previsti dal codice civile relativi ai contratti. Tuttavia oltre alle norme codicistiche vi sono anche delle norme speciali:

·         D.Lgs. 206/2005: Codice dei Consumatori

·         D.Lgs. 196/2003: Codice della Privacy

In particolare, a causa della necessità  di conformarsi alle indicazioni perentorie derivanti dalla normativa comunitaria, è stato emanato,  nell’aprile del 2003 il decreto legislativo n.70 (D.Lgs. 70/2003) in attuazione della direttiva comunitaria 2000/31/CE. I principali punti del decreto sono rappresentati dagli articoli :

ART.1 (comma 1): Finalità

 Il presente decreto è diretto a promuovere la libera circolazione dei servizi della società dell'informazione, fra i quali il commercio elettronico.

ART.2 (comma 1) : Definizioni

a)      "servizi della società dell'informazione": le attività economiche svolte in linea - online …

b)      "prestatore": la persona fisica o giuridica che presta un servizio della società dell'informazioni;

c)      […]

d)      "destinatario del servizio": il soggetto che, a scopi professionali e non, utilizza un servizio della società dell'informazione, in particolare per ricercare o rendere accessibili informazioni;

e)      "consumatore": qualsiasi persona fisica che agisca con finalità non riferibili all'attività commerciale, imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

f)       "comunicazioni commerciali": tutte le forme di comunicazione destinate, in modo diretto o indiretto, a promuovere beni, servizi o l'immagine di un'impresa, di un'organizzazione o di un soggetto che esercita un'attività agricola, commerciale, industriale, artigianale o una libera professione. Non sono di per sé comunicazioni commerciali.

ART.3 (comma 1): Mercato Interno

I servizi della società dell'informazione forniti da un prestatore stabilito sul territorio italiano si conformano alle disposizioni nazionali applicabili nell'ambito regolamentato e alle norme del presente decreto.

ART.5 (comma 1): Deroghe

La libera circolazione di un determinato servizio della società dell'informazione proveniente da un altro Stato membro può essere limitata, con provvedimento dell'autorità giudiziaria o degli organi amministrativi di vigilanza o delle autorità indipendenti di settore, per motivi di:

a)      ordine pubblico, per l'opera di prevenzione, investigazione, individuazione e perseguimento di reati, in particolare la tutela dei minori e la lotta contro l'incitamento all'odio razziale, sessuale, religioso o etnico, nonché contro la violazione della dignità umana;

b)      tutela della salute pubblica;

c)      pubblica sicurezza, compresa la salvaguardia della sicurezza e della difesa nazionale;

d)      tutela dei consumatori, ivi compresi gli investitori.

ART.6 (comma 1): Assenza di autorizzazione preventiva

L'accesso all'attività di un prestatore di un servizio della società dell'informazione e il suo esercizio non sono soggetti, in quanto tali, ad autorizzazione preventiva o ad altra misura di effetto equivalente.

ART.7 (comma 1) : Informazioni generali obbligatorie

Il prestatore, in aggiunta agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi, deve rendere facilmente accessibili, in modo diretto e permanente, ai destinatari del servizio e alle Autorità competenti le seguenti informazioni:

a)      il nome, la denominazione o la ragione sociale;

b)      il domicilio o la sede legale;

c)      gli estremi che permettono di contattare rapidamente il prestatore e di comunicare direttamente ed efficacemente con lo stesso, compreso l'indirizzo di posta elettronica;

d)      […]

e)      […]

f)       […]

g)      il numero della partita IVA o altro numero di identificazione considerato equivalente nello Stato membro, qualora il prestatore eserciti un'attività soggetta ad imposta;

h)      l'indicazione in modo chiaro ed inequivocabile dei prezzi e delle tariffe dei diversi servizi della società dell'informazione forniti, evidenziando se comprendono le imposte, i costi di consegna ed altri elementi aggiuntivi da specificare;

i)        l'indicazione delle attività consentite al consumatore e al destinatario del servizio e gli estremi del contratto qualora un'attività sia soggetta ad autorizzazione o l'oggetto della prestazione sia fornito sulla base di un contratto di licenza d'uso.

ART.18 : Codici di condotta

1. Le associazioni o le organizzazioni imprenditoriali, professionali o di consumatori promuovono l'adozione di codici di condotta che trasmettono al Ministero delle attività produttive e alla Commissione Europea con ogni utile informazione sulla loro applicazione e sul loro impatto nelle pratiche e consuetudini relative al commercio elettronico.

2. Il codice di condotta, se adottato, è reso accessibile per via telematica e deve essere redatto, oltre che in lingua italiana e inglese, almeno in un'altra lingua comunitaria

3. Nella redazione di codici di condotta deve essere garantita la protezione dei minori e salvaguardata la dignità umana.


Foro competente [Simone Compagnone]

Per foro competente si intende il tribunale a cui si rivolge il venditore o il consumatore nel momento in cui si denota una patologia nella formazione o conclusione dell’accordo. Tendenzialmente il consumatore ha per foro competente quello della sua residenza e ciò gli conferisce una maggior tutela.


Autotutela [Simone Compagnone]

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Oltre alle disposizioni di tutela ex lege il consumatore può ricorrere di per se stesso a una forma di autotutela, attraverso degli accorgimenti messi in pratica mediante la consultazione di forum, di siti appositi per il consumatore, feedback.

La necessità dell’autotutela si pone principalmente in caso di compravendita tra un privato e un consumatore ( e non in caso di vendita tra due professionisti le cui conoscenze in materia sono quasi certe ). Infatti il rapporto tra privato/consumatore non è più un rapporto di tipo paritetico, bensì un rapporto caratterizzato da un utente forte e un utente debole (Business to Customer).

Si parla anche di autotutela preventiva:

·         in caso di scelta del miglior prezzo attraverso la consultazione dei siti www.costameno.ite www.trovaprezzi.it, attraverso i quali è possibile avere delle agevolazioni sul prezzo.

·         In caso di scelta di migliore affidabilità attraverso la consultazione dei siti www.ciao.it e www.kelkoo.it, che riguardano sia il prodotto sia il venditore.

  


Cosa ne pensiamo dell’e-commerce? [Simone Compagnone]

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Per meglio comprendere come i consumatori si rapportino nella nostra società, da un punto di vista pratico, a questa nuova modalità di vendita/acquisto online ho scelto di intervistare tre campioni (Alessia 15 anni, Marco 30 anni e Daniela 50 anni) appartenenti a tre generazioni differenti, per fare emergere come la qualità dell’informazione sia cambiata con il tempo e per confrontare i diversi modi di relazionarsi con l’e-commerce. Ai tre soggetti sono state poste quattro identiche domande, vediamo ora le loro risposte:

1.Effettui frequentemente acquisti su internet?

Alessia (15 anni):“Qualche volta, non frequentemente perché devo chiedere sempre ai miei genitori”.

Marco (30 anni):”Si molto spesso, mi trovo benissimo ad acquistare su internet perché, oltre alla comodità di effettuare acquisti da casa dato il mio poco tempo libero, risparmio anche sul prezzo degli oggetti ”.

Daniela (50 anni):”No, non ho mai acquistato su internet perché non mi fido e non sono capace”.

2.Cosa hai acquistato o acquisteresti?

Alessia (15 anni): ”Una maglietta e le casse nuove per il mio Ipod”.

Marco (30 anni): ”Ho comprato tantissime cose, gli acquisti più recenti sono una nuova macchina fotografica e una nuova sedia ergonomica per l’ufficio ”.

Daniela (50 anni):”Se fossi capace comprerei una bella borsa nuova”.

3.Reputi internet un mezzo affidabile per effettuare degli acquisti?

Alessia (15 anni):”Non mi è capitato di avere problemi quando ho comprato anche se a volte evito di acquistare su internet perché alcuni siti sono poco chiari”.

Marco (30 anni):”Assolutamente si, lo reputo un mezzo affidabile ed efficace, anche se bisogna stare sempre attenti e scegliere siti affidabili ”.

Daniela (50 anni):”Secondo me internet non è molto affidabile perché sento spesso ai telegiornali e leggo sulle riviste numerosi casi di truffe, però imparando a fare acquisti online potrei cambiare idea ”.

4.Con quale criterio scegli/sceglieresti il sito in cui effettuare gli acquisti?

Alessia (15 anni):”Scelgo il sito in base alla sua notorietà, alla sua chiarezza nelle descrizioni degli oggetti e dei modi di pagamento.”

Marco (30 anni):”Scelgo i siti in base ai consigli dei miei colleghi di lavoro, nei quali hanno effettuato acquisti senza mai aver avuto problemi e poi cerco usare sempre siti che mi permettono una modalità sicura come Paypal”.

Daniela (50 anni):”Mi farei consigliare da mio figlio”.

Ovviamente le risposte di Alessia, Marco e Daniela non rappresentano la generalità dell’opinione pubblica poiché possono essere influenzate sia in senso positivo che in senso negativo da esperienze di vita pregresse; tuttavia possiamo considerare queste interviste come tre possibili modi di approcciarsi al commercio elettronico nella società odierna. 




  

Qualche curiosità tra i siti di e-commerce meno famosi [Simone Compagnone]

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Navigando in rete e cercando di districarmi tra un'offerta e l'altra, a volte capita di incontrare veramente qualcosa di buono. Ci sono siti e siti, per non annoiarvi cercherò di elencarne qualcuno che ho trovato/provato e che reputo interessante.

Il numero di siti che si occupano di e-commerce è aumentato a dismisura negli ultimi anni. Non tutti però, sia quelli appena aperti sia tra quei siti che ormai calcano le strade del web da parecchio tempo (eBay, Amazon), danno un servizio di utilità alle imprese o ai consumatori finali, alcuni sono poco chiari, altri, a dispetto di una buona impostazione grafica, sono talmente poveri di contenuti da occupare appena poche pagine. Per non parlare di quei siti di e-commerce che contengono pochissimi prodotti, che non acquisterebbe neanche il titolare del sito stesso. Insomma, il panorama dell’e-commerce è così ampio, così vario che magari qualche piccolo consiglio non può far mai male.
Sono tanti i siti affidabili e seri, a cominciare da quelli che si occupano di prodotti alimentari.

L'accostamento "mangiare/web" non ha ancora convinto tutti, ma bisogna ammettere che Mangibene non è soltanto un sito ben fatto, ma anche un’ottima occasione per provare alcune ricette e prodotti locali, che altrimenti non si avrebbe occasione di provare se non recandosi sul posto ad assaggiarle. Ma non è solo il settore alimentare ad aver imboccato la strada giusta, ad esempio Raffaello raccoglie al suo interno le migliori marche di moda e alta moda ed è principalmente incentrato sugli accessori. Tra i migliori non poteva certo mancare Ermes un posto simpatico e accogliente dove si parla di viaggi, come una comunità di appassionati del viaggio ma anche come un agenzia di viaggi su misura, insomma un alleato sicuro per il tempo libero. Non poteva mancare il mondo dell'artigianato, forse uno dei primi settori a scoprire e capire le potenzialità del web per far aumentare vertiginosamente richieste e guadagni, in questo campo Artigianinet, è un ottimo esempio di come le imprese artigiane abbiano saputo riunirsi per sfruttare al meglio la rete e le opportunità che questa propone, come lo è Le Artigiane, che accoglie un ricco catalogo di oggetti unici nel loro genere e che ha alle spalle uno staff di sole donne che si rivolge solo ad artigiane donne, un caso più unico che raro. E veniamo al settore che maggiormente ha cavalcato l'onda della crescita nel commercio elettronico, la categoria che occupa il gradino più alto nella classifica di chi ha saputo sfruttare la rivoluzione dle commercio elettronico è senza dubbio l'Hi-tech, su CHL per esempio trovate un vasto assortiemnto di articoli a prezzi competitivi nei settori dell'informatica, telefonia, audiovideo, fotografia, elettrodomestici. e su Direct trovate gli stessi ma anche casa e benessere, su Facal Point trovate componenti hardaware delel migliori marche, ma anche elettrodomestici e prodotti per la sorveglianza. Infine anche per i più piccoli la rete offre un vero paese dei balocchi vale a dire il sito Blinky dove trovate dai tricicli per i più piccoli ai giochi di società, ai giochi interattivi , gli avanzatissimi cuccioli robot, senza dimenticare le intramontabili bambole. Insomma c'è solo l'imbarazzo della scelta, nel caos del web spuntano anche tanti ottimi siti di e-commerce per praticamente qualsiasi settore, sbizzarritevi ma attenti a non farvi prendere la mano, con una scelta così vasta si rischia di prosciugare il conto.

Siete curiosi di conoscere altri siti web dedicati all'e-commerce? Clicca quì, è la sezione del wikibook che mostra alcuni esempi di siti di e-commerce famosi e non.



   

Crea il tuo widget e-commerce per il blog [Simone Compagnone]

Sono moltissimi oggi giorno i siti di e-commerce che ci permettono di vendere e acquistare, si però a che prezzo? Quanto ci guadagnano loro sulle nostre vendite?

Creamoci noi allora il nostro mercato, magari sul nostro blog !

Questo sito ci permette facilmente di creare semplici widget da utilizzare nei nostri blog per poter mettere in vendita e fare annunci. (il sito non è completamente gratuito e alcune limitazione sono presenti negli account free).

Naturalmente bisogna iscriversi e sarà possibile creare facilmente il tuo widget quì,da portare sempre con te:

 


Ecco un esempio di possibile annuncio:



   


Se invece non puoi fare proprio a meno e vuoi vendere su eBay e magari comunicare, a tutti gli utenti del tuo blog, le tue specialissime offerte, puoi creare quì il tuo widget

e indicando il tuo nome identificativo di eBay (id) verrà mostrata una lista degli ultimi oggetti messi in vendita. Per una piccola dimostrazione vediamo le ultime offerte dell'utente geom.web venditore affidabile specializzato nella vendita di accessori per pc:


Nulla da vendere su eBay?
Commento

Commento
Testo: Questo widget è molto interessante. Andrebbe spiegato, anche con esempi.
Autore: Roberto Polillo

Cerca quello che ti serve allora:


Questa widget permette agli utenti del tuo blog di essere aggiornati sulle nuove inserzioni che vengono esposte sul sito di ebay internazionale. Inoltre è possibile visualizzare le descrizione e il prezzo dei singoli articoli direttamente all'interno del widget stesso ed infine CERCARE gli oggetti che più ti interessano.

Un'altra widget: crea la tua widget, sempre legata al mondo ebay, inserendo i canoni di ricerca strettamente legati al sito di e-commerce che riguardano i tuoi oggetti di interesse.

  


Self-Hosted e-commerce [Di Donato Leonardo]

Al giorno d'oggi, si sta ritagliando una sempre maggiore fetta di mercato in questo settore un fenomeno chiamato self-hosted e-commerce. Piccole e medie imprese, e sempre più spesso singoli individui, cercando di ritagliarsi uno spicchio in una qualsiasi nicchia di mercato di loro interesse sul Web. Per raggiungere tale obiettivo vengono utilizzate framework free, open-source o freemium che permettano il deployment di un sistema e-commerce dotato (sempre più frequentemente) di tutte le caratteristiche necessarie, anche quelle avanzate come, ad esempio, un layer di sicurezza, il supporto di molti tipi e tecnologie di pagamento ecc. ecc..

Le modalità e le soluzioni per mettere in pratica un e-commerce "personale" che non si appoggi ai big del settore (ebay, amazon ecc. ecc.) sono molte e di vario tipo oramai. Se ne illustrano di seguito alcune.

Wordpress [Di Donato Leonardo]

l'ultimo stadio dell'evoluzione di WordPress è stato ed è tutt'ora l'e-commerce. Già da un po' di anni si assiste al proliferare continuo di plugin ed estensioni relative a questo dominio per WordPress. Oggi le soluzioni disponibile sono mature ed utilizzabili. Infatti non pochi siti web si stanno affidando a WordPress come piattaforma di e-commerce. Ciò per, principalmente 2 motivi: una facile e completa personalizzazione della user experience in base ai gusti dei clienti, una integrazione pulita fra CMS e servizi di e-commerce. Come se non bastasse sono disponibili, oltre a una miriade di plugin e estensioni, interi pacchetti customizzati di WordPress per l'e-commerce ed ognuno di essi possiede tutte le caratteristiche necessarie ad un sistema e-commerce di successo (oltre chiaramente ai prodotti). Si elencano di seguito le soluzioni che vanno per la maggiore.

WooCommerce
Questo framework, rilasciato a WooThemes (uno dei più famosi theme store per WordPress), è probabilmente la piattaforma di vendita più completa disponibile al momento per WordPress. Nata da un precedente plugin, Jigoshop, offre moltissime caratteristiche come, ad esempio, tipi multipli di prodotti (semplici, configurabili, scaricabili ecc. ecc.), gestione dell'inventario, spedizione e tasse, strumenti di marketing e di reportistica.

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Cart66
Questo plugin offre tutte le funzionalità di e-commerce che comunemente ci si aspetta, tra cui la configurabilità dei prodotti, delle spedizioni e delle tasse, il tracciamento del magazzino e molto altro ancora. Il suo focus primario è sulla sottoscrizione di account premier (vendite ricorrenti) e sulla vendita sia di prodotti fisici sia digitali. Consigliato nel caso vogliate vendere contenuti web premium, come ad esempio magazines. Il prezzo va da un minimo di 89$ ad un massimo di 399$, tuttavia esiste anche una versione "lite" con funzionalità ridotte che è scaricabile gratuitamente.

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Shopp
Un altro plugin e-commerce per WordPress disponibile da molto tempo, e quindi molto sviluppato e migliorato nel tempo, è Shopp. Il suo punto di forza è la semplicità con cui è possibile personalizzare le apparenze del sito. Una sua licenza costa da un minimo di 55$ a un massimo di 299$ in base al numero di siti su cui desiderate usarlo. Offre, come WooCommerce, plugin adizionali a pagamento, in genere sui 25$ l'uno: essi servono ad aggiungere funzionalità avanzate. Un ulteriore punto di forza di questa piattaforma è la possibilità di acquistare ($49-$199) una funzionalità che integra un CRM telefonico nel sito WordPres.

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WP-ECommerce
Conosciuto anche come GetShopped.org, questo plugin risalente agli albori di WordPress è caratterizzato da un semplice approccio alla vendita. Anch'esso fornisce la maggiori e più comuni funzionalità di e-commerce, più altre feature aggiuntive, come la capacità di lavorare con WordPress MU e un'ottima ottimizzazione SEO. La versione di base è disponibile gratuitamente, così come per gli altri plugin presentati. La versione "Gold Cart" invece è a pagamento.

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Joomla! [Di Donato Leonardo]

Le estensioni più famose e utilizzate per trasformare Joomla! da semplice CMS in un CMS e-commerce sono Tienda e VirtueMart, tuttavia ne esistono varie che è possibile trovare a questa pagina.

Riporto i seguito due video tutorial sulla creazione di un sito e-commerce con i suddetti plugin:

Come per quanto riguarda il bloggging e l'utilizzo di Joomla! come CMS l'unico problema evidenziabile è la difficoltà maggiore, rispetto ad altre piattaforme (eg. WordPress) nella personalizzazione grafica del sito.

Bibliografia [Simone Compagnone]


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Il Social Commerce [Sarah Cillo]

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Il Social Commerce è la monetizzazione dei social media usando l'e-commerce. E' il concetto del marketing passaparola allineato all'e-commerce e di conseguenza la convergenza tra di essi.

La pubblicità e il commercio sono inevitabilmente attratti come la gravità dai luoghi dove le persone trascorrono il proprio tempo. Man mano che le persone han cominciato a usare i social network, si è iniziato a parlare di come vendere efficacemente ai consumatori sui social network. Aspetto ancor più importante, c'è stato molto dibattito intorno al ROI nel caso di vendita ai consumatori usando social network. Per molti il Social Commerce risponde alla domanda fondamentale sul ROI.

I due princìpi del Social Commerce sono:
- Mettere in contatto le persone e i loro amici nel luogo in cui comprano.
- Far sì che le persone comprino nel luogo in cui sono connesse.
Stiamo entrando in una nuova era dello shopping, che è collaborativo e sociale, dove le persone influenzano i pari e i brand competono basandosi sul valore e l'esperienza all'interno dei social network.

Perché questo è importante?
Il Social Commerce estende le possibilità che i brand entrino in contatto con i clienti in un contesto sociale, dove informazioni rilevanti, interazione e partecipazione sono plasmate non solo dai media, ma dai loro amici e dalla loro rete sociale estesa.

Il Social Shopping è un'estensione naturale dei nostri comportamenti quotidiani: andiamo a fare shopping con gli amici, chiediamo consigli agli amici per poi decidere, almeno in parte, in base al loro feedback.

Noi impariamo dalla conoscenza e dall'esperienza di altri che conosciamo e/o di cui ci fidiamo. Tuttavia è la psicologia sociale dell'influenza a caratterizzare la differenza tra e-commerce e Social Commerce e il modo in cui può essere usata per migliorare i tassi di conversione e vendere prodotti e servizi. I principali canali dell'influenza sono: popolarità, autorità, affinità, scarsità, coerenza e reciprocità.

Le persone si fidano di prodotti e servizi acquistati e consigliati dagli "amici; il Social Commerce facilita questo processo all'interno di una piattaforma sociale.
Il Social Commerce utilizza efficacemente il passaparola per monetizzare i social media.
Il rapporto Nielsen sulla fiducia dei consumatori e qualche altra informazione. In aggiunta a questo vi è la socializzazione della pubblicità esaminata qui.
Fornisce modelli di misurazione robusti: traffico, penetrazione, ingaggi, conversione, vendite e ROI
L'incremento di vendite dei negozi online eccede di gran lunga quello dei negozi fisici (fonte: Financial Times). Secondo Comscore l'89% degli utenti online visita negozi online. Se a questo dato si unisce quello del rapporto Nielsen, secondo il quale 1 su 6 utenti poi effettua acquisti, si può notare che i numeri diventano molto interessanti.

"Il Social Commerce è l'evoluzione in senso web 2.0 del commercio online (e-commerce), che consente una maggiore interattività e partecipazione da parte dei clienti, attraverso blog, sistemi wiki e la condivisione di articoli scritti dai membri delle community come nei social network/social media.

Questa nuova modalità di commercio elettronico abbraccia in pieno la tesi che caratterizza il cosiddetto Cluetrain Manifesto: "i mercati sono conversazioni".

Caratteristica peculiare del Social Commerce è quella che le aziende mettono a disposizione degli utenti gli strumenti per poter creare il proprio business in modo semplice.

Il Social Commerce capovolge il paradigma secondo il quale sono le aziende a proporre i propri prodotti ai clienti, lasciando che siano gli utenti a fare proposte."

Lockerz [Sarah Cillo]

Lockerz è un sito molto interessante che permette di ricevere dei premi in base ai punti accumulati nel sito. Con pochi punti si possono ricevere a casa propria prodotti come WII, iPod nano, iPod Touch, ma anche televisori computer e quant’altro. Per guadagnare punti ci sono vari modi:

Fare il login ogni giorno ci fa guadagnare 2 punti.
Rispondere alla domanda del giorno ci fa guadagnare fino a 4 punti.
Invitare una nuove persona ci fa guadagnare 2 punti.


I premi sono divisi in tre categorie: Cool barands, Electronics, Experiences. Nella prima categoria ci sono premi come borse, occhiali, collane e persino un motorino Piaggio. In electronics ovviamente troviamo premi come portatili, TV LCD, Xbox, PS3 e via discorrendo. In experiences invece si trovano tutt’altro. Questo è un video che spiega come funziona a grandi linee il sito


Lockerz e Pinterest [Sarah Cillo]

Articolo di TechCrunch

Lockerz ha appena debuttato su Pinterest-come piattaforma di auto-espressione, dove i membri possono creare e condividere le collezioni di immagini e video. Ma a differenza Pinterest, gli utenti possono effettivamente ricevere ricompense per la condivisione di contenuti, che possono essere utilizzati per ottenere sconti in negozi Lockerz.

Come abbiamo riportato in passato, Lockerz ruota attorno all'idea che influenzatori all'interno di un social network possono sostenere contenuti e influenzare il comportamento dei loro amici. La rete, che sta ottenendo circa 45 milioni di visitatori unici mensili, è utilizzata principalmente da uomini e donne di età da 13 a 30, con l'intento di costruire una comunità di trendsetter e Tastemakers che amano fare shopping, giocare e connettersi sul web. Gli utenti possono guadagnare punti e sconti su marchi di condividere i contenuti sul sito. Fondata da Kathy Savitt, un ex Amazon e American Eagle Outfitters exec; Lockerz vuole poi essere il go-to homepage commerce per adolescenti e giovani adulti.

Con Lockerz i membri guadagnano quello che la rete chiama 'PTZ' per quasi tutto ciò che fanno sul sito, che vengono utilizzati per ottenere sconti su centinaia di prodotti offerti nel negozio Lockerz. Fin dalla sua nascita, i membri Lockerz hanno usato quasi 3 miliardi di PTZ per milioni di dollari di risparmio sui marchi, di cui 7 for All Mankind, James Jeans, Xbox 360, Nintendo, SkullCandy, Canon e Olympus.

Le collezioni sono create da immagini e video presi da qualsiasi sito web. Gli utenti possono farlo scaricando un bookmarklet o inviando immagini e video manualmente. I video provengono da un certo numero di piattaforme di video online, Hulu, Vimeo, MTV, VH1, Funny or Die, Comedy Central, CollegeHumor, e YouTube. Gli utenti possono anche catturare immagini da collezioni già esistenti di altri utenti di creare il proprio, che premia giri il creatore originale con PTZ.

Mentre la nuova piattaforma di auto-espressione attira un sacco di analogie con la rapida crescita Pinterest, la bacheca on-line, Savitt ci dice che la nuova funzione è stato nella roadmap di prodotto per qualche tempo (forse anche prima che decollasse Pinterest). Savitt aggiunge che Lockerz lavorerà anche con marchi e personaggi famosi per curare Collezioni sponsorizzate.

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