Evoluzione del Web : L’e-commerce

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E-commerce:definizione [Aurora Ripamonti]

"L’E-commerce[...] consiste nello svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on-line di contenuti digitali, l’effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo della pubblica Amministrazione" (Il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato)

fonte:http://www.f-merchant.com/e-commerce.html

Che cos'è? [Aurora Ripamonti]

L'espressione commercio elettronico, viene utilizzata per indicare l'insieme delle transazioni per la commercializzazione di beni e servizi tra produttore (offerta) e consumatore (domanda), realizzate tramite internet.

Esistono diversi tipi di commercio elettronico:

Business-to-business

Spesso indicato con l'acronimo B2B, con il termine business-to-business si indicano le transazioni commerciali elettroniche tra imprese, differenziandosi dunque da quelle che intercorrono tra le imprese ed altri gruppi, come quelle tra una ditta e i consumatori/clienti individuali (B2C, dall'inglese Business to Customer o Business to Consumer).
Questa tipologia di e-commerce prende la forma di processi automatizzati tra partner commerciali e si riferisce anche a tutte le transazioni effettuate in una catena di valore industriale, prima che il prodotto finito venga venduto al consumatore finale.
"Più specificamente, Business-to-Business o B2B indica le relazioni che un'impresa detiene con i propri fornitori per attività di approvvigionamento, di pianificazione e monitoraggio della produzione, o di sussidio nelle attività di sviluppo del prodotto, oppure le relazioni che l'impresa detiene con clienti professionali, cioè altre imprese, collocate in punti diversi della filiera produttiva."

Business-to-consumer

Indicato con l'acronimo B2C, indica l'insieme di relazioni tra un'impresa commerciale ed i suoi clienti per le attività di vendita e/o di assistenza.Gli intermediari online sono le aziende che facilitano le transazioni tra clienti e venditori, ricavando una percentuale dal valore della transazione stessa. Costituiscono attualmente la maggior parte delle aziende operanti nel B2C.

Government-to-Business

Si intende il rapporto che si instaura, solitamente on-line, tra Pubblica Amministrazione e imprese.

Le altre tipologie di e-commerce sono:

fonte: http://www.webopedia.com/TERM/B/B2C.html ; http://en.wikipedia.org/wiki/E-commerce ; http://it.wikipedia.org/wiki/Commercio_elettronico


Sviluppi del termine  [Ferioli Francesca]

Il significato del termine "commercio elettronico" è mutato col passare del tempo. All'inizio indicava il supporto alle transazioni commerciali in forma elettronica, generalmente ricorrendo a una tecnologia denominata Electronic Data Interchange (EDI, introdotta alla fine degli anni settanta) per inviare documenti commerciali come ordini d'acquisto o fatture in formato elettronico.
In seguito vennero aggiunte delle funzioni che possono venire denominate in modo più accurato come "e-commerce" (contrazione di electronic commerce) -- l'acquisto di beni e servizi attraverso il World Wide Web ricorrendo a server sicuri (caratterizzati dall'indirizzo HTTPS, un apposito protocollo che crittografa i dati sensibili dei clienti contenuti nell'ordine di acquisto allo scopo di tutelare il consumatore), con servizi di pagamento in linea, come le autorizzazioni per il pagamento con carta di credito.


Storia dell'e-commerce [Silvia Assi]

Dall'e-commerce all'm-commerce  [Ferioli Francesca]

Le reti per la comunicazione elettronica, e in particolare internet, si sono sviluppate in modo estremamente pervasivo, superando anche quelle che erano state le previsioni più ottimistiche. La ricerca sia accademica che di marketing ha seguito l'innovazione tecnologica al punto tale che nuovi ambiti disciplinari si sono sviluppati con uno specifico focus. Fra le tante aree di ricerca si è studiato il mezzo di internet per valutare le possibilità di applicazione nel campo della ricerca di mercato, della comunicazione strategica e dell' e-commerce.

Oggi dobbiamo affrontare un'ulteriore evoluzione di grande significatività, l'm-commerce. La tecnologia mobile estende le occasioni per la comunicazione interattiva a tutti i luoghi possibili, indipendentemente dalla presenza di un terminale e di un contesto ad esso favorevole, ovvero la casa, l'ufficio o anche un luogo pubblico, ma sempre comunque statico nello spazio e pertanto limitato nelle occasioni di accesso/uso. La mobilità della nuova tecnologia sembrerebbe spontaneamente favorire quello che è stato definito come l'inesorabile destino di ogni artefatto, secondo cui dopo un iniziale periodo in cui l'artefatto irrompe nella scena, in un secondo momento sarebbero le ristrutturazioni stimolate e i contesti d'uso a prendere il sopravvento. La tecnologia mobile richiede pertanto di concentrarci fin da subito sugli innumerevoli contesti di consumo in cui servizi interattivi e di localizzazione potranno essere implementati, sulle implicazioni per il disegno di nuove strategie di marketing e sulla possibilità di scambiare interattivamente informazioni e dati con il consumatore anche ai fini della ricerca.

Molti autori concordano sull'enorme potenziale di sviluppo dell'm-commerce, ovvero del commercio dei beni, servizi e scambio di informazioni attraverso il cellulare. L'Europa e soprattutto Paesi come l'Italia, data l'alta penetrazione dei cellulari (molto più alta di quella di internet) sembrano rappresentare mercati ideali per tale sviluppo. Le stime prevedono la crescita degli scambi passando dal contenuto in-banda a quello fuori-banda, ovvero all'acquisto di contenuti scaricati su un terminale mobile (come suonerie, news, risultati sportivi), ad acquisti di beni consegnati attraverso altri mezzi (per posta o in negozio).
Parallelamente con la crescita del mobile commerce, un ambito di sviluppo già in corso è rappresentato dal mobile marketing, che si prefigge di raggiungere il consumatore attraverso comunicazione interattiva direttamente sul cellulare.


Fonte: Olivero N., Russo V. "Manuale di Psicologia dei Consumi - individuo, società, comunicazione", 2008, cap.10



L'avvento del F-commerce [Di Donato Leonardo]

Nell'anno appena passato (2011) ci sono state le prime avvisaglie di quello che sarà l'e-commerce in futuro: la traslazione del fenomeno che in america viene chiamato garage sale sul web, in particolare sui social network, o meglio, sul social network per eccellenza: facebook.

fcommerce.png

Per f-commerce si intende infatti l'utilizzo di Facebook quale piattaforma per facilitare ed eseguire le vendite, direttamente ed esternamente, utilizzando il framework Facebook Open Graph. Questo fenomeno ricalca i modelli di social commerce, ovvero l'utilizzo di social media e/o online media che supportano interazioni sociali e contributi degli utenti, al fine di favorire le transazioni, l'acquisto di beni e servizi online. Gli oltre 800 milioni di utenti facebook hanno già spinto i primi analisti a prevedere, nel giro di 5 anni, un volume di commercio elettronico su facebook superiore a quello di amazon. Ma non solo, il punto di forza individuato in questo modello sono le dinamiche sociali sottostanti: si chiedono consigli agli amici e si condivide l'esperienza.

Gli aspetti cruciali dell'f-commerce [Di Donato Leonardo]

Ecco un video (in inglese) che cerca di spiegare in modo semplice il funzionamento dell'f-commerce.

Piattaforme per l'f-commerce [Di Donato Leonardo]

Più tangibili delle parole sono gli investimenti e gli sforzi in direzione dell'f-commerce dal punto di vista software. Nel 2011 infatti sono nate le prime aziende il cui core business è fornire servizi informatici per la creazione e integrazione di un e-commerce in facebook. Per aprire un negozio online su Facebook esistono diverse applicazioni e plugin per convogliare la propria attività e-commerce sulla piattaforma. Esistono fornitori che offrono software che spostano tutto il processo d'acquisto su Facebook comprensivo del processo pagamento direttamente e altri che invece fornisco software che allo step finale dell'acquisto rimandano i visitatori al sito originario, evitando cosi anche problemi di privacy. I principali e degni di nota in tale ambito sono:

Keepio
Una volta registrati e dopo aver ricamato il proprio profilo, è possibile subito iniziare ad aggiungere articoli alla propria esposizione, in pieno stile garage sale. Ogni articolo necessita di una foto, di una breve descrizione (nel caso di libri o dischi è anche posibile dare un voto al pezzo) e, volendo, un indicativo prezzo di vendita. Sebbene Keepio nasca come strumento social per collezionisti che vogliano esporre e scambiare oggetti collezionabili online, il suo asso nella manica lo si trova proprio nel suo lato e-commerce: con qualche clic è possibile creare una collezione personale invisibile agli altri, una lista di oggetti visibili solo agli amici di Keepio oppure un elenco di prodotti in vendita visibili a tutti. Insomma, modificando le specifiche puoi creare delle vere e proprie vetrine virtuali facilmente raggiungibili da chiunque abbia interesse ad acquistare uno dei tuoi prodotti. Se un tempo e-Bay ti consentiva di vendere e fare acquisti senza uscire di casa, Keepio ti consente di vendere e fare acquisti senza uscire da Facebook.
Blomming
Applicazione tutta italiana di commercio elettronico per Facebook. Sono necessari pochi semplici step per integrare in una fan page la voce shop, corrispondente ad un sistema di e-commerce con carrello, checkout, pagamenti e strumenti per tracciare e gestire contatti ed ordini.

Il dibattito [Di Donato Leonardo]

Riguardo questo fenomeno il dibattito fra gli analisti web e le community è ancora molto acceso. I vantaggi innegabili citati da chi è convinto che questo fenomeno non solo prenderà piede ma diventerà il principale fenomeno di e-commerce sono i seguenti:

  1. gli utenti Facebook spendono online più del doppio degli utenti che non usano Facebook;
  2. se un cliente mette il like a un brand la probabilità che effettui un acquisto aumenta del 51%;
  3. se un cliente mette il like a un brand la probabilità che torni ad effettuare un acquisto aumenta del 28%;
  4. se un cliente mette il like a un brand la probabilità che raccomandi il brand aumenta del 41%.

Dall'altra parte gli scettici ribattono con dati non altrettanto incoraggianti:

  1. il mercato di Facebook rappresenta solo 1/3 di quello mobile, 4% dell'intero mercato digitale;
  2. un report di Booz & Allen ha rivelato che il 73% degli acquirenti online non comprerebbe attraverso Facebook o altri social network;
  3. solo il 7% dei retailer afferma che Facebook è un tool di acquisizione clienti efficace;
  4. una campagna marketing via email genera un click-through dell'11% e un conversion rate del 4%, mentre secondo Forrester Facebook genera un click-through dell'1%, e solo il 2% di questi diventano clienti;
  5. solo 1% delle visite arriva da un social media, dato che mette in dubbio l'effettiva capacità di Facebook di diventare un vero e proprio generatore di traffico e-commerce.

Al momento quindi, è bene non sbilanciarsi in previsioni affrettate e seguire l'evoluzione del web e dell'e-commerce con attenzione: per ora Facebook rimane una ottima piattaforma di marketing virale, e questo è bene non dimenticarlo mai.

Case Study [Di Donato Leonardo]

Terranova
L'esperienza del gruppo di moda Terranova nell'f-commerce è stata molto positiva: per inaugurare il proprio portale di e-commerce, ha deciso di lanciare un'iniziativa sul noto social, intitolata "+ Piace, - Costa". Per aumentare la visibilità, è stato chiesto agli utenti di cliccare sul "mi piace" di Facebook ogni qual volta veniva pubblicata sulla bacheca della fan page un indumento, per un determinato periodo di tempo. Ogni clic di utenti diversi avrebbe diminuito di 5 centesimi il costo del bene, che poteva addirittura azzerarsi. Il giorno dopo, gli utenti avrebbero potuto trovare l'indumento al prezzo scontato direttamente sull'ecommerce. In questo caso Facebook ha fatto da promotore e non direttamente da canale di vendita, ma i risultati sono stati comunque strabilianti: in soli 18 giorni di attività, 20.000 like, 8.000 commenti, oltre 10.000 nuovi fan ed un incremento di circa 500 nuovi fan italiani al giorno, raggiungendo 120 ordini online all'ora. Questi risultati sono esemplificativi dell'attività di commercio online che si potrebbe condurre direttamente su Facebook: si tratta di traguardi che difficilmente si sarebbero potuti raggiungere fuori da un centro di aggregazione così grande e potente come il social in blu.

Altre esperienze significative:

L'effetto virale [Di Donato Leonardo]

Il processo di diventare fan per approfittare delle offerte ha anche un effetto virale. Sulla bacheca del visitatore che diventa fan verrà visualizzato il messaggio che è diventato fan di una data pagina e tutti suoi amici potranno vedere questo update: una bella pubblicità insomma. Si può anche fare un ulteriore passo: ad esempio il negozio di Krembel, una marca Americana di vestiti per studenti, chiede ai suoi clienti durante il processo d'acquisto se vogliono condividere il proprio acquisto.

Facebook-Krembel.jpg

E-commerce: nel 2011 in Italia cresce del 20% rispetto al 2010 [Aurora Ripamonti]

Il commercio elettronico e-commerce è sicuramente il servizio con le maggiori prospettive di crescita tra quelli messi a disposizione dal web.
L'evidente potenzialità di un sistema che permette ad un utente di accedere a beni e servizi anche molto distanti da quella del venditore costituisce la caratteristica che lascia prevedere tassi di crescita esponenziali nei prossimi anni. Infatti il mercato italiano dell’e-commerce sembra essere in un momento favorevole ed a testimoniarlo vi è il fatto che nel 2011 è stata registrata una crescita del 20% con un giro d'affari di 8 miliardi di Euro.

“Oggi più che mai, in un contesto di crisi globale che investe anche il nostro Paese, l’e-commerce non è più un’opportunità, ma diventa un’esigenza inderogabile per le imprese italiane che vogliano seriamente competere sui mercati internazionali" ha dichiarato Roberto Liscia (Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano)"La creatività, il genio e l’unicità italiana possono trovare in questo canale un alleato irrinunciabile e le imprese se ne stanno accorgendo. Dal monitoraggio mensile dell’indice di soddisfazione dell’eCommerce italiano che conduciamo con Human Highway, risulta che ad ottobre i compratori online sono stati 9,2 milioni e che circa l’87% di questi ha dato valutazione superiore a 7, in una scala da 1 a 10, a questo canale che si conferma quello con il maggiore indice di soddisfazione rispetto a tutti gli altri.”

A crescere sono le vendite sia di prodotti (+24%) sia dei servizi (+18%). I risultati mostrano come ci sia stata una rapida crescita del mobile commerce (+210%) che supera nel 2011 quota 80 milioni di Euro, pari all’1% delle vendite online.

Ad incrementare la crescita dell'e-commerce nel corso del 2011 sono stati i siti di social shopping come Groupon, Glamoo, Groupalia, LetsBonus, Jumpin, Poinx, Prezzo Felice oltre all’ingresso di realtà ben avviate all'estero e che sono giunte fino in Italia, come LivingSocial ed il gruppo Amazon.

Questa crescita permetterà anche all'Italia di riguadagnare terreno nei confronti dei mercati europei più avviati, come quelli inglese, tedesco e francese che rappresentano ancora di importanza fondamentale per il nostro continente.

"Cosa si vende?": si scopre che l’abbigliamento è in testa (+38%) mentre il settore dell'editoria, musica e audiovisivi segue con simili risultati (+35%). L'informatica ed elettronica di consumo sono anch'essi in crescita (+22%) con tassi che sono il doppio rispetto al precedente anno.

fonte:http://www.xtremehardware.it/news/varie/lecommerce-cresce-in-italia-del-20-rispetto-al-2010-201111156042/

PayPal Italia e Gfk-Eurisko presentano una ricerca sugli italiani e l’ecommerce [Sara Minoli]


Secondo una ricerca commissionata da PayPal Italia a Gfk Eurisko gli italiani guardano con sempre maggiore interesse all'ecommerce. La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di utenti internet composto da oltre 600 individui d’età compresa tra i 18 e i 64 anni, analizzandone gli atteggiamenti e le abitudini in merito agli acquisti online. Si scopre così che sono ben il 37% gli utenti internet che hanno effettuato acquisti online negli ultimi tre mesi, spinti soprattutto dalla leva del risparmio (70%), della comodità (69%) e dalla maggiore disponibilità di scelta (63%). Certo, rimane uno “zoccolo duro” di utenti che non acquista online (58% del campione) per la perdita del piacere dell’esperienza d’acquisto fisica, per la scarsa sicurezza e la mancanza di garanzie (54%) o, ancora, per gli elevati costi di spedizione (25%).
Proprio il tema della sicurezza è molto sentito da PayPal, che si dichiara impegnata a favorire una maggiore consapevolezza degli strumenti tecnologici a disposizione dei consumatori e a diffondere una maggiore trasparenza sui diritti che riguardano la sicurezza delle vendite online. A questo proposito va ricordato che PayPal ha recentemete realizzato, in collaborazione con la Polizia di Stato, una guida allo shopping online in sicurezza e senza rischi, che comprende una serie di consigli pratici da adottare per evitare di incappare in spiacevoli imprevisti.
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Bitcoin. [RICCARDO PIETRA]

Ho postato un articolo sul Bitcoin, cos'è, la sua economia, come funziona. L'ho aggiunto sotto Modelli di Business-Pay, ma poichè non penso sia il posto davvero adatto, metto il link anche da qui, essendo il Bitcoin un sistema di pagamento per transizioni monetarie via web, e quindi utilizzato anche da siti e-commerce.

Salvagente digitale per il pil Italiano [Andrea Sbarra]

Una fetta del Prodotto Interno Lordo pari al 4 per cento. Entro il 2015 potrebbe arrivare a tal risultato la web economy in Italia, così almeno sostengono i risultati dell’indagine condotta dal Digital Advisory Group. Conosciuto con l’acronimo di DAG, il gruppo promosso da American Chamber of Commerce in Italy si compone di una trentina tra aziende, enti pubblici, organizzazioni e università. Tutte orientate a sviluppare il potenziale dell’economia digitale.

Pollice in alto per l’occupazione [Andrea Sbarra]

Un settore che crea posti di lavoro, negli ultimi 15 anni ben 700.000 persone hanno ottenuto un contratto nel mondo del Web, il 40% nell’indotto, ovvero presso gli apparati produttivi che lavorano dietro la “macchina virtuale”. Secondo le statistiche, nel Belpaese il digitale al momento crea 1,8 nuove occupazioni di fronte a un posto eliminato. Siamo ancora lontani dalla media di 2,6:1 registrata in ben 13 paesi sviluppati. La Svezia, in cima alla classifica con il coefficiente di 3,9, sembra irraggiungibile. Ma la strada intrapresa dall’Italia sembra quella giusta.

Avanti solo le aziende che aprono al Web [Andrea Sbarra]

Significativo come le imprese che vendono online e investono oltre il 2% del proprio fatturato annuo in tecnologie legate al Web, hanno registrato un tasso di crescita del 10%. E ancora: quelle che impiegano almeno il 5% dei propri dipendenti a mansioni correlate all’Information Technology hanno riportato un mol (margine operativo lordo) del 50% superiore alle società ancora distanti da questa ottica. E’ proprio questo il problema da risolvere, una crescita culturale che fatica ancora ad affermarsi su larga scala. Anche perchè Internet garantisce introiti da oltre 20 mld di euro a livello di impatto indiretto: ci riferiamo agli acquisti effettuati sui canali tradizionali successivamente a ricerche e valutazioni compiute sulla rete (effetto Ropo, Research Online, Purchase Offline).

Le istituzioni devono farsi sentire [Andrea Sbarra]

Per raggiungere la quota del 4% di PIL è necessario infine un deciso scatto in avanti da parte delle istituzioni. Serve infatti colmare il digital divide, pianificare le reti di nuova generazione, assicurare una regolamentazione favorevole all’innovazione digitale. E ancora, bisogna stimolare la domanda dei consumatori, sostenere l’attività e-commerce delle PMI, incrementare l’adozione dei servizi di e-government e tanto altro.


E-commerce:siti migliori [Fabrizio Pontiggia]

Il numero di siti che si occupano di e-commerce è aumentato a dismisura negli ultimi anni. Non tutti però, sia tra i nuovi nati sia tra quei siti che ormai calcano le strade del web da parecchio tempo, rendono un vero servizio di utilità alle imprese o ai consumatori finali, alcuni sono poco chiari, altri, a dispetto di una buona impostazione grafica, sono talmente poveri di contenuti da occupare appena poche pagine. Per non parlare di quei siti di commercio elettronico che contengono appena due o tre prodotti, che non acquisterebbe neanche il titolare del sito stesso. Insomma, il panorama dell’e-commerce è così ampio e così vario da spingerci a stilare una lista dei migliori siti che abbiamo avuto modo di navigare durante la preparazione di questo speciale. Sono tanti i siti buoni, a cominciare da quelli che si occupano di prodotti alimentari. L'accostamento "mangiare/web" non ha ancora convinto tutti, ma bisogna ammettere che Mangibene non è soltanto un sito ben fatto, ma anche un’ottima occasione per provare alcune ricette e prodotti locali, che altrimenti non si avrebbe occasione di provare se non recandosi sul posto ad assaggiarle. Ma non è solo il settore alimentare ad aver imboccato la strada giusta, ad esempio Raffaello raccoglie al suo interno le migliori marche di moda e alta moda ed è principalmente incentrato sugli accessori. Tra i migliori non poteva certo mancare Ermes un posto simpatico e accogliente dove si parla di viaggi, come una comunità di appassionati del viaggio ma anche come un agenzia di viaggi su misura, insomma un alleato sicuro per il tempo libero. Non poteva mancare il mondo dell'artigianato, forse uno dei primi settori a scoprire e capire le potenzialità del web per far aumentare vertiginosamente richieste e guadagni, in questo campo Artigianinet, è un ottimo esempio di come le imprese artigiane abbiano saputo riunirsi per sfruttare al meglio la rete e le opportunità che questa propone, come lo è Le Artigiane, che accoglie un ricco catalogo di oggetti unici nel loro genere e che ha alle spalle uno staff di sole donne che si rivolge solo ad artigiane donne, un caso più unico che raro. E veniamo al settore che maggiormente ha cavalcato l'onda della crescita nel commercio elettronico, la categoria che occupa il gradino più alto nella classifica di chi ha saputo sfruttare la rivoluzione dle commercio elettronico è senza dubbio l'Hi-tech, su CHL per esempio trovate un vasto assortiemnto di articoli a prezzi competitivi nei settori dell'informatica, telefonia, audiovideo, fotografia, elettrodomestici. e su Direct trovate gli stessi ma anche casa e benessere, su Facal Point trovate componenti hardaware delel migliori marche, ma anche elettrodomestici e prodotti per la sorveglianza. Infine anche per i più piccoli la rete offre un vero paese dei balocchi vale a dire il sito Blinky dove trovate dai tricicli per i più piccoli ai giochi di società, ai giochi interattivi coem gli avanzatissimi cuccioli robot, senza dimenticare le intramontabili bambole. Insomma c'è solo l'imbarazzo della scelta, nel caos del web spuntano anche tanti ottimi siti di e-commerce per praticamente qualsiasi settore.





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