La politica online : Politici e partiti online

Da Wiki Corso Web.

Indice

[Sarah Cillo]

"La politica 2.0 è quella dove gli elettori fanno una campagna elettorale migliore di quella che fa il proprio candidato. Pisapia, ringrazia."

(A. su Twitter, Maggio 2011)


Jeff Jarvis, nel 2006, scriveva: "I democratici hanno bisogno di un messaggio e di una nuova maniera di comunicarlo all'audience di massa [...] Internet è un medium che fortifica le visioni politiche in una cassa di risonanza sempre più definita. [...] Non consiste infatti solo nelle conversazioni delle persone, ma è in grado di frammentare il vecchio e unificare il nuovo, è rivoluzionario." (The Guardian)


La prima fase della politica online: Youtube [Sarah Cillo]

I politici, da qualche anno, hanno cominciato a postare video su Youtube. Questo mezzo gli permette di evitare domande inopportune, controllare la propria presentazione, ed evitare di pagare ingenti somme di denaro a reti televisive.

Youtube offre una grande audience potenziale, ma non è libero da rischi:

Innanzitutto non deve essere scambiato per qualcosa di simile alla televisione. Non consiste solo in qualcosa che la gente osserva, ma soprattutto in qualcosa che la gente fa e in cui partecipa attivamente (vedi user generated content). La creazione di materiale appartiene agli utenti che quindi sono essi stessi creatori/osservatori (a differenza del modello televisivo, dove il rapporto è uno a molti e non molti a molti)

Questa cultura partecipativa sta diventando un grande mainstream e non comprende solo i giovani. Se i politici abbracceranno questa nuova modalità, è possibile un cambiamento anche dell'idea di politica: più inclusiva e partecipativa.

L'altro grande rischio però, è dato dal fatto che spesso i politici non comprendono che mezzi come Youtube non sono fatti per promuovere se stessi, ma un'idea.

(20th Century Politics Meets 21st Century Media, Graham Meikle, ABC)

Obama ha inaugurato una nuova forma di comunicazione politica più informale e vicina alle persone utilizzando Internet (molti hanno notato l'analogia con le famose fireside chats- "chiacchere del caminetto" di F.D.Roosvelt)


I blog e i social network [Sarah Cillo]

Oggi molti politici utilizzano varie piattaforme allo scopo di avvicinarsi ai cittadini e permettere una possibile collaborazione.


Fonte: comunicare la politica nell'era del web 2.0

La politica 2.0 in Italia: problemi [Sarah Cillo]

Intervista a Massimo Melica

Alcuni siti di partiti e partitini [Dimitri Piccolillo]

Riporto solo quelli che mi hanno stupito di più (che mi sembrano più divertenti), ma sul web sono presenti tutti i partiti principali italiani.

I politici sui social network [Sbarra Andrea]

I politici italiani, come anche quelli di altri paesi, mantengono i rapporti con i propri elettori anche attraverso mezzi più interattivi di un sito internet, infatti molti hanno la propria pagina su facebook e hanno anche un account su twitter, i contenuti che vengono pubblicati molto spesso sono gestiti direttamente dal politico. Ecco alcuni politici che si possono trovare su twitter:


Would you like to social network with the President? [Silvia Antognazza]

La politica con i social network si è fatta apparentemente più democratica. La pagina ufficiale di Barack Obama su Twitter, per esempio, ha oltre 12 milioni di seguaci; da essa il suo staff e a volte lui in persona, forniscono aggiornamenti e informazioni in tempo reale e chiunque lo segue ha la possibilità di dire la sua. Anche se in maniera molto teorica questo collegamento ci da la sensazione di avere più diritti di parola e l'illusione di poter essere ascoltati da chi, in passato, non era minimamente raggiungibile eppure ci governava.

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Altri politici italiani...[Sara Minoli]

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Google.com/elections [Sarah Cillo]

Negli Stati Uniti è nata una piattaforma simile a Google News, ma dedicata principalmente alla discussione sulla politica e le campagne elettorali (principalmente web). Si chiama google.com/elections ed è un nuovo passo verso una politica sempre più 2.0

Fonte: ninjamarketing.it

Link [Melania Mauri]


Pirate Party

Il Partito Pirata (Pirate Party) è un movimento politico nato nel 2006 in Svezia per iniziativa di Rickard Falkvinge, e successivamente approdato in tutta europa. I movimenti nazionali fanno riferimento al Partito Pirata internazionale (PPI), fondato nel 2006 come un'unione di partiti indipendenti, dall'ottobre 2009 ha ottenuto lo status di organizzazione non-governativa in Belgio. La fondazione ufficiale con l'adozione di uno statuto è avvenuta in una conferenza tra il 16 ed il 18 Aprile 2010 a Bruxelles, a cui hanno partecipato delegati provenienti da 22 paesi. E' guidato da un consiglio direttivo, i cui copresidenti sono Marcel Kolaja (Repubblica Ceca) e Samir Allioui (Paesi Bassi). In Germania il Piratenpartei partecipa alle sue prime elezioni con le europee del 2009 raccogliendo lo 0,9% dei voti dell'elettorato tedesco. Nelle Elezioni federali tedesche del 2009 ha più che raddoppiato i voti ottenendo il 2,0 %, risultando il primo partito fra quelli che non hanno superato la soglia di sbarramento. Nelle elezioni europee svedesi del 2009, il Piratpartiet raccoglie il 7.1% dei voti e ottiene due mandati per il parlamento europeo.

Il Partito Pirata fondamentalmente vuole riformare la legge sul copyright, in particolare legalizzare la copia privata e accorciare la durata della protezione del diritto d'autore e il rifiuto di supporti fissi o oneri hardware e divieto di tecnologie DRM. Vuole introdurre l'obbligo per uno studio UE sull'impatto economico del diritto dei brevetti, nonchè riformare il diritto dei brevetti al fine di non ostacolare l'innovazione. Crede necessario un rafforzamento dei diritti civili attraverso la trasparenza nel lavoro di governo,  della libertà di espressione e del diritto di comunicazione anonima e dei canali di comunicazione digitali.



Openpolis: adesso l’elettore vota il sindaco ideale sul web [Stefano Manicone]

A breve in molti Comuni si terranno le elezioni e per non perdersi nel marasma delle numerose candidature, la tecnologia può essere d’aiuto. È nato infatti Openpolis, che offre agli utenti un test politico elettorale che aiuta gli elettori ad orientarsi nelle scelte di voto. Per prepararsi adeguatamente alle elezioni che si terranno il 15 ed il 16 giugno, Openpolis offre agli elettori l’opportunità di sapere qual è l’opinione dei vari candidati a sindaco sugli argomenti più svariati e vedere mediante una griglia, in cosa e quanto si differenziano tra loro i vari esponenti politici. Openpolis può quindi anche rappresentare un valido strumento per favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica. Anche se i politici hanno dimostato di conoscere poco la tecnologia, soprattutto quando si parla di Apple, proprio quest’ultima può invece essere d’aiuto per coloro che devono votarli.


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Lo strumento, disponibile online, si basa su un algoritmo, che monitora la produttività dei parlamentari, valutando il consenso che sono riusciti ad ottenere e i risultati raggiunti dalle loro proposte. In questo modo, gli elettori non avranno più il timore di perdersi tra candidati di destra, Sinistra e Centro, in quanto con Openpolis potranno immediatamente individuare i candidati più vicini ai loro ideali e desideri.
Il progetto Openpolis è stato accuratamente studiato. Per ogni città infatti, sono stati selezionati venti temi ritenuti importanti e che poi la redazione del progetto stesso ha sottoposto all’attenzione di tutti i candidati a Sindaco. Nella maggior parte dei casi, i candidati hanno risposto direttamente alle domande loro rivolte, mentre nei casi in cui ciò non sia stato possibile, la redazione di Openpolis ha stabilito la posizione del candidato in base a programmi elettorali e dichiarazioni fatte in pubblico.
Tra le domande rivolte agli aspiranti sindaco, vi sono state: ‘Istituire la tassa di soggiorno a carico dei turisti che pernottano in albergo’, ‘Impiegare la polizia municipale contro la criminalità e l’immigrazione clandestina riducendone l’attività in materia di gestione del traffico e viabilità e di controlli annonari’ e le opzioni di risposta erano Favorevole o Contrario.
Openpolis è andata anche oltre. Infatti, mediante lo strumento voisietequi.it, i cittadini-elettori possono rispondere al questionario e ottengono come risultato, il nome del candidato più vicino alla propria posizione.
Il progetto, diretto da Ettore Di Cesare, va anche oltre le elezioni, infatti,continua ad esistere per tutta la durata del mandato, all’insegna di quelli che sono i punti cardine del progetto stesso: trasparenza, ma soprattutto monitoraggio dell’operato delle amministrazioni comunali e dei parlamentari, che tra l’altro, sono stati spesso vittime di parodie politiche mediante video diffusi in rete grazie a YouTube.
Openpolis comprende infatti anche la sezione openparlamento.it, con cui i cittadini hanno l’opportunità di tenere sotto controllo l’attività svolta dai parlamentari, grazie ad un particolare software che ogni giorno sistematizza gli atti, le proposte di legge e le mozioni promosse dai vari esponenti politici, costantemente monitorati dalla redazione di Openpolis, che ogni giorno offrirà ai cittadini le informazioni riguardanti i loro ambiti di interesse. E con uno specifico algoritmo, che fa leva su due parametri, consenso politico, che conta il numero di firme ricevute anche da diversi gruppi, e la strada percorsa dai vari disegni di legge, è possibile anche monitorare la produttività di un parlamentare. Oltre ai siti cloni di WikiLeaks che preoccupano i politici, i rappresentanti del governo italiano hanno adesso un nuovo strumento tecnologico con il quale confrontarsi.





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