Mobile applications : Android

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Stato=Libero

Cos'è Android? [Marco Carisio]

Android è il sistema operativo open source di Google per dispositivi mobili, basato sul kernel 2.6 di Linux. A livello tecnico, la piattaforma open source Android si può definire uno "stack", cioè un set di sottosistemi software costituito appunto da: un sistema operativo di base, i middleware (insieme di programmi informatici) per le telecomunicazioni e le applicazioni di base.

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Il sistema operativo Android è composto in tutto da 12 milioni di righe di codice che comprendono 3 milioni di righe di XML, 2,8 milioni di righe di C, 2,1 milioni di righe di Java e 1,75 milioni di righe di C++. 

Una delle caratteristiche più evidenti di Android è il fatto che le sue diverse versioni sono indicate a livello ufficiale con un numero di versione secondo gli standard informatici ma che alla fine queste vengono di preferenza distinte per il proprio "codename", tradizionalmente ispirato alla pasticceria e rigorosamente in ordine alfabetico: Cupcake (Android 1.5), Donut (1.6), Eclair (2.0/2.1), Froyo (ossia Frozen Yogurt, 2.2), Gingerbread (2.3/2.4), Honeycomb (3.0), Ice Cream Sandwich e così via.


Introduzione ad Android [Francesca Mangione]



Storia [Marco Carisio]

Android fu sviluppato inizialmente nel 2003 da una casa californiana chiamata Android, Inc., fondata da Andy Rubin, Rich Miner, Nick Sears e Chris White. In questo periodo, ogni telefonino montava il proprio sistema operativo proprietario chiuso e gli unici smartphone più evoluti avevano installato Windows Mobile. In questo scenario, la visione di Andy Rubin era di creare un sistema operativo aperto, basato su Linux, conforme agli standard, con un'interfaccia semplice e funzionale che mettesse a disposizione degli sviluppatori strumenti efficaci per la creazione di applicazioni. E soprattutto, a differenza di tutti gli altri sistemi operativi sul mercato, la sua adozione doveva essere gratuita.

Nel 2005 Google acquista Android, Inc. trasformandola nella Google Mobile Division con a capo sempre Andy Rubin. L'acquisizione fornì a Rubin i fondi e gli strumenti per portare avanti il suo progetto.

Poco dopo nel novembre dello stesso anno viene fondata l'OHA (Open Handset Alliance), capeggiata da Google e composta da 35 membri, fra cui troviamo operatori telefonici come Vodafone, T-Mobile, Telecom Italia; produttori di dispositivi mobili come HTC, Motorola, Samsung; produttori di semiconduttori come Intel, Texas Instruments, Nvidia; compagnie di sviluppo software e di commercializzazione, il cui scopo comune era quello di creare standard aperti per i dispositivi mobili.

Il 5 novembre 2007 L'Open Handset Alliance viene istituita ufficialmente e presenta la prima versione del sistema operativo Android. Qualche giorno dopo verrà rilasciato anche il primo Software Development Kit (SDK) per gli sviluppatori che include: gli strumenti di sviluppo, le librerie, un emulatore del dispositivo, la documentazione, alcuni progetti di esempio, tutorial e altro.
Nel giugno del 2007 arriva sul mercato il primo iPhone di Apple, che ha rivoluzionato il modo concepire gli smartphone. Inizialmente si pensò subito ad un duro colpo per Google e ci si aspettava che questa rispondesse a breve a sua volta con un proprio smartphone, ma grande fu la sorpresa quando l'azienda americana presentò di tutta risposta un vero e proprio ecosistema, un sistema operativo cioè capace di funzionare su molti dispositivi diversi tra loro!
Al momento del lancio Android presentava un numero molto ridotto di applicazioni: un browser basato su webkit, una rubrica e un calendario sincronizzati con gmail e poco altro. Per invogliare i programmatori a cimentarsi con questa nuova piattaforma, Google istituì nel gennaio del 2008 un concorso con un montepremi di 10 milioni di dollari per le migliori 50 applicazioni.


Evoluzione di Android [Marco Carisio]

T-Mobile G1 (HTC Dream), il primo smartphone Android [Marco Carisio]

Ad agosto del 2008 viene presentata la versione 0.9 di Android e l'operatore T-Mobile annuncia il primo smartphone con sistema operativo Android: il T-Mobile G1 o anche commercializzato in italia come HTC Dream. Furono venduti 1 milione di pezzi nei primi 60 giorni.

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A differenza di quanto avviene con l'iPhone, Android punta da subito alla personalizzazione dell'interfaccia. Nasconde alla vista l'elenco delle applicazioni instalate lasciando libero l'utente di configurare a suo piacimento le schermate a sua disposizione con widget, shortcut a programmi e cartelle.
Come Apple anche in Android è presente un'app store, l'Android Market. A differenza dell'iPhone il sistema di notifiche non è gestito tramite pop-up ma tramite un menù a tendina che scende dall'alto. Il multitasking è pienamente supportato e tenendo premuto il tasto home compare un elenco delle ultime applicazioni aperte che permette di passare dall'una all'altra.


Android 1.5 "Cupcake" [Marco Carisio]

Nell'aprile del 2009 viene rilasciato Android 1.5 chiamato anche Cupcake. A partire da questa versione Google prenderà l'abitudine di assegnare ad ogni versione del suo sistema operativo il nome di un dolce, procedendo in ordine alfabetico e farà anche allestire delle statue nel cortile del suo quartier generale per celebrare il rilascio di ogni versione.
Cupcake presenta delle grandi innovazioni per questo sistema operativo: oltre alla tastiera virtuale, dà la possibilità di scattare foto e registrare filmati caricandoli direttamente su Picasa o Youtube, introduce il riconoscimento vocale, migliora i widget e le animazioni tra le schermate. Fornisce le API per lo sfruttamento dell'accelerometro e il Bluetooth stereo.

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Il secondo telefono a montare il sistema operativo Android è stato HTC Magic, presentato durante il Mobile World Congress di Barcellona del 2009, in cui veniva raddoppiata la quantità di memoria e il display fino a 3 pollici. La maggiore differenza consiste nell'assenza della tastiera fisica.


Pochi mesi dopo Android arriva anche su Samsung Galaxy i7500 e da allora si asssiste ad una vera invasione di telefoni Android di tutte le marche, forme e dimensioni. 


Android 1.6 "Donut" [Marco Carisio]

Nel settembre del 2009 viene rilasciato Android 1.6 Donut. Si tratta di una release minore che migliora la funzione integrata di ricerca rendendola trasversale ed estendendola a tutti i dati del terminale.

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Su Donut viene migliorata inoltre la velocità della fotocamera e della videocamera ed aggiornata l'interfaccia della galleria e dell'app store Android Market.


Android 2.0 e 2.1 "Eclair" [Marco Carisio]

Nel novembre del 2009 viene rilasciato Android 2.0 Eclair. Si tratta di un aggiornamento importante per il sistema operativo di Google che permette l'integrazione dei contatti con Facebook e Twitter. E' possibile importare le immagini dei contatti direttamente da Facebook e cliccandoci sopra appare un piccolo menù che presenta tutti i modi in cui possiamo contattare la persona.
Nella fotocamera compare per la prima volta lo zoom digitale, scene mode, bilanciamento del bianco, effetto sui colori e macro focus. La tastiera virtuale diventa multitouch e con un dizionario più ricco. Il browser permette lo zoom con il doppio tap ed è garantita la piena adesione allo standard HTML5. Vengono inoltre introdotte le API per utilizzare direttamente il Bluetooth all’interno delle applicazioni.
Fa la sua comparsa Google Navigator, il navigatore satellitare integrato in Google Maps. 

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Dopo qualche mese verrà rilasciato un aggiornamento minore ad Android 2.1 che manterrà il nome Eclair, trattandosi di una minor release.


Android 2.2 "Froyo" [Marco Carisio]

Il 20 maggio 2010 nasce Android 2.2 FroYo. Grazie ad un nuovo compilatore (Dalvik JIT) si riescono ad ottenere prestazioni circa 7 volte superiori rispetto a quelli di Android 2.1 Eclair: i programmi si aprono più velocemente e il sistema è molto più fluido.

Grazie all'Engine V8 Javascript e Chrome, la navigazione in internet diveta quasi fulminea fulminea. Viene introdotto il tethering Wi-Fi e USB che trasformano gli smartphone in hotspot mobili che condividono la connessione con altri dispositivi. Le applicazioni del Market hanno la possibilità di aggiornarsi automaticamente (auto-update) e adesso possono essere installate sulla memoria card per risparmiare la memoria interna.
C'è il pieno supporto ad Adobe Flash Player per tutti i siti internet che ne fanno uso. La tastiera virtuale supporta più lingue indipendentemente da quella impostata nel terminale. Viene introdotta la funzione "send to phone" per inviare contenuti dal browser del PC direttamente allo smartphone.

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Android 2.3 "Gingerbread" [Marco Carisio]

Nel dicembre del 2010 viene introdotto Android 2.3 Gingerbread. Alcune ottimizzazioni del codice rendono Gingerbread ancora più veloce. Oltre ad un generale restyling dell'interfaccia troviamo il supporto alla tecnologia Near Field Communication, che fornisce connettività wireless bidirezionale a corto raggio, quando cioè due apparecchi vengono accostati entro un raggio di 4 cm, viene creata una rete peer-to-peer tra i due, ed entrambi possono inviare e ricevere informazioni, scambiandosi dati. La tecnologia NFC opera alla frequenza di 13,56 MHz e può raggiungere una velocità di trasmissione massima di 424 kbit/s).
La tastiera virtuale è stata ridisegnata risultando molto più veloce; il meccanismo del copia e incolla è reso più agevole e i giochi possono sfruttare nuovi driver che migliorano l'accelerazione hardware. Il supporto alle telefonate via internet è adesso integrato nel sistema tramite i protocolli SIP e VOIP.

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Android 3.0 "Honeycomb" [Marco Carisio]

Nel gennaio del 2011 Google ha lanciato Android 3.0 Honeycomb, un sistema operativo sviluppato appositamente per i tablet. Il primo dispositivo a montare Android 3.0 Honeycomb è stato il Motorola XOOM, messo in vendita negli Stati Uniti il 22 febbraio 2011. Questa nuova versione del sistema operativo mette al bando ogni tasto fisico, sostituendoli con tre tasti virtuali presenti nell'angolo in basso a sinista a prescindere dall'orientamento del tablet.

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Il multitasking adesso sfrutta delle immagini di anteprima delle applicazioni aperte e il sistema delle notifiche è stato ulteriormente migiorato spostandolo nell'angolo in basso a destra. Sono stati rivisti anche i widget che sfruttano il maggiore spazio a disposizione riuscendo a mostrare la maggior parte delle informazioni utili senza dover aprire l'applicazione.
È stato implementato il supporto nativo alle videochiamate e all'accelerazione grafica hardware. Molte applicazioni sono state ridisegnate, come pure il Market. In alto a destra è presente una barra delle azioni dinamica il cui contenuto cambia in base all'applicazione che si sta utilizzando.


Android 3.1 "Honeycomb" [Marco Carisio]

L'aggiornamento non introduce nuovi elementi ma migliora diversi aspetti caratteristici di questo sistema operativo per tablet. Il primo miglioramento riguarda il multitasking: prima limitato alle ultime 5 applicazioni, adesso mostra tutte le ultime applicazioni aperte. Alcune applicazioni saranno ancora aperte, altre potranno essere state chiuse ma verranno riaperte immediatamente nel caso fossero selezionate. Il sistema provvederà automaticamente a gestire la memoria disponibile così che l'utente non si vedrà mai costretto a forzare la chiusura di un'applicazione.
Il secondo miglioramento riguarda i widget, che adesso potranno essere ridimensionati a piacere per mostrare un maggior quantitativo di dati senza dover aprire l'applicazione vera e propria.
Il terzo miglioramento riguarda le porte USB dei tablet che adesso Android gestirà nativamente come USB Host, così da poter gestire un gran numero di periferiche come tastiere, mouse, fotocamere e controller di gioco.


Android 3.2 "Honeycomb" [Marco Carisio]

Di fatto rilasciata a brevissimo dalla precedente, ottimizza le prestazioni di Android sui tablet con display da 7", introducendo al contempo il supporto per i processori Qualcomm, che cercano di imporsi come rivali delle CPU NVIDIA Tegra 2, attualmente le più utilizzate sui tablet Android.
Questa versione aggiunge inoltre nuove funzionalità per utenti e sviluppatori, come il supporto per una più vasta gamma di risoluzioni per i display e per il caricamento di contenuti multimediali dalle memory card, una nuova modalità Smart Zoom (o "zoom-to-fill") per eseguire le app sempre a schermo intero.


Android 4.0 "Ice Cream Sandwich" [Marco Carisio]

Google l’ha definita “la più ambiziona release” ed è stata presentata il 18 ottobre 2011.Android Ice Cream Sandwich presenta un design estremamente cambiato rispetto al passato: colori freddi ed effetti al neon rendono l’interfaccia simile ai colori utilizzati ampiamente nel mondo virtuale rappresentato nel film Tron. Con questa nuova veste grafica Android si allontana nettamente da iOS; trovare una qualunque somiglianza tra i due ora è davvero difficile. Una decisione presa anche per cercare di allontanare la possibilità che Apple possa rivalersi su chi utilizza Android per via della possibile somiglianza con iOS.

Le icone seguono uno stile minimal nei menu, sono in bianco e nero e seguono perfettamente i dettami utilizzati per il design dell’interfaccia, ovvero “meno è meglio”.

I classici pulsanti Indietro, Home, Ricerca e Menu - che da sempre sono una delle peculiarità dei modelli Android - spariranno per lasciare il posto a “colleghi” virtuali sullo schermo. Adesso basta un touch per tornare alla schermata principale, a quella precedente e alle applicazioni aperte di recente e, tra l’altro, la barra di sistema e i tasti possono essere nascosti dai programmi per una visualizzazione a tutto schermo.

Il nuovo sistema di notifiche ti permette di eliminare le informazioni meno urgenti e interessanti che, come per le applicazioni, basta trascinare fuori dal display, mentre la tastiera è stata migliorata con un occhio di riguardo alla correzione degli errori. Android sfodera, inoltre, anche un nuovo sistema di dettatura Live Speech - concorrente di Apple Siri . Insomma, tu parli e lui trascrive, ma la vera chicca è che riconosce pure la punteggiatura e le varie “faccine”.

Il riconoscimento facciale è il “piatto forte" del nuovo sistema operativo, insieme ai due photo editor integrati. Android 4.0 avrà un sistema in grado di effettuare la scansione del tuo volto come sistema biometrico di sicurezza per sbloccare il tuo smartphone, ma che potrebbe essere usato anche in altre applicazioni. Non mancano poi un editor fotografico, come vi avevamo accennato qualche giorno fa , che permette di migliorare la qualità delle immagini, e la funzione per creare foto panoramiche semplicemente scattando una serie di immagini a raffica da varie angolazioni e lasciare che sia il sistema a unirle poi tutte insieme. Novità in arrivo anche sul fronte video grazie all’introduzione del fuoco continuo, zoom digitale e supporto time lapse, a cui si aggiunge la possibilità di catturare un singolo fotogramma con una semplice "ditata" sullo schermo durante la registrazione.

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The android story (immagine) [Melania Mauri]


via

Diffusione [Marco Carisio]

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Nel primo semestre del 2011 il grande successo riscosso da Android, ha permesso un'enorme diffusione del sistema operativo in tutto il mondo, tanto da raggiungere quasi l'inarrivabile iPhone di Apple.

Le ultime news sul tuo blog [Simone Compagnone]

Il mondo Mobile, in particolare coloro che utilizzano dispositivi Android, ha avuto una forte espansione negli ultimi anni e numerosi utenti dedicano parte del loro tempo in rete a cercare nuovi prodotti, nuove App e aggiornamenti sul sistema operativo di Google.

Per questo sono nati numerosi blog, anche italiani, per cercare di raccogliere informazioni importanti e riportarle ai più interessati. Propongo ora due widget create dagli sviluppatori di Androidiani.com e AndroidWorld.it che ci permettono di essere sempre aggiornati sui nuovi post proposti da questi due siti:




Fonti [Marco Carisio]

http://it.wikipedia.org/wiki/Android
http://www.jacktech.it/news/hi-tech/cellulari-e-smartphone/google-android-4-0-ice-cream-sandwich-novita-e-caratteristiche-ufficiali
http://www.mobilejournal.net/android/android-ice-cream-sandwich-ecco-com%E2%80%99e-fatto-8626
http://pollycoke.org/2010/04/03/android-sta-per-raggiungere-la-diffusione-di-iphone-os/


AndroidLand: il primo store [Aurora Ripamonti]

AndroidLand è il primo negozio al mondo interamente dedicato al sistema Android, presentato in Australia dall’operatore Telstra in collaborazione con Google e i vari produttori aderenti alla Open Handset Alliance tra cui Samsung, HTC, Sony Ericsson, Motorola ed LG. Si trova a Bourke Street nel centro di Melbourne.


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Warwick Bray, direttore esecutivo di Telstra Mobile, sottolinea che "è la prima volta che un gestore di telefonia mobile collabora con Google per creare una presenza dedicata al sistema Android al dettaglio e considerando che essi rappresentano una buona parte della line-up del gestore telefonico, lo spazio espositivo messo a disposizione servirà a far conoscere servizi, funzionalità e caratteristiche del sistema Android aiutando nuovi utenti e nuovi potenziali clienti nell’acquisto del prodotto"


Fonte: http://android.hdblog.it/2011/12/02/androidland-il-primo-store-al-mondo-tutto-dedicato-ad-android/


Un buon natale speciale da parte del GTUG [Simone Compagnone]

Spettacolo di luci natalizie con protagonista Android; Auckland GTUG è un gruppo tecnologico neozelandese composto da Google Users. Il gruppo ha caricato suYouTube un video che dimostra un utilizzo spettacolare della piattaforma open del sistema operativo Android. E' impressionante lo spettacolo di luci a tema natalizio.

Le luci sono controllate da un Acer Iconia Tab A500, l’applicazione di controllo permette di sequenziare fino a 9 canali, tutto questo sincronizzandolo con la musica. Molto divertente è la scenografica con cui compare il robottino Android,  per poi andarsi a mimetizzare con l’albero di natale:




250 Milioni di dispositivi Android attivati, 11 miliardi di Apps scaricate [Sarah Cillo]

Secondo Larry Page, Android è stato attivato su più di 250 milioni di dispositivi. Questo è il 50 milioni di euro dal solo novembre dello scorso anno.

Nel frattempo, il Marketplace di Android è riuscito a passare i suoi 11 miliardi di download. (Per i curiosi: App Store di Apple, che è di circa 3 mesi più vecchio, ha superato il suo 18 miliardesimo download nel dicembre dello scorso anno.) Ahimè, nessuna parola su quanti di questi fossero gratuiti / a pagamento.

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Fonte: TechCrunch

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Amuse [Silvia Assi]

Amuse per Android è una delle app che, nel suo genere, raccoglie il maggior numero di gradimenti da parte degli utenti, mantenendo una media voto altissima anche nel contatore di installazioni e download. Il funzionamento di Amuse è tutto sommato molto semplice, consistendo in un aggregatore di feed per dispositivo mobile che raccoglie i più popolari website di intrattenimento come Rage Comics, Demotivators, 9gag e molti altri. La home screen di Amuse è organizzata con le icone che portano ai feed dei siti preferiti, scelti da una apposita lista. Cliccando su una delle icone, si viene immediatamente portati al sito corrispondente con notevole risparmio prestazionale nei confronti di attese e comandi sequenziali da dare manualmente per visualizzare, alla fine, la stessa informazione.
Già dal lancio di Amuse ci si accorge come l’app sia molto ben fatta: essa appare chiara, con un design brillante, definito, mai confusionale e molto semplice da utilizzare. Si ha a disposizione l’opzione di personalizzarne l’aspetto ma, i 5 temi tra i quali scegliere, sono piuttosto semplici. In più, è possibile scegliere quale sito web debba apparire come home screen di Amuse.
Tra le minori impostazioni utenti, quella più gradita riguarda la scelta di rendere visibile o meno la barra di stato quando l’app è in esecuzione. Navigare tra i siti scelti è facile, anche nell’ottica di cambiare rapidamente da uno all’altro, visto la buona organizzazione del layout della app. Non sembrano esserci particolari problemi tecnici durante la navigazione. Il bello di navigare attraverso i siti di Amuse consiste nel condividerne i contenuti in pochissimi istanti: con una lunga pressione su un’immagine o su una voce, sarà possibile accedere al menù contestuale che darò l’occasione di spedire l’elemento tramite email, SMS o sui social network supportati. E’ possibile, inoltre, salvare il contenuto nella clipboard del telefono o sulla SD card.

Handy Scanner [Silvia Assi

Handy Scanner è un app che ci permette di convertire le immagini scattate con la fotocamera in PDF pronti per la stampa. Capita spesso di ritrovarsi in situazioni un cui farebbe comodo un ottimo scanner portatile ed Handy Scanner è la soluzione per chi necessita di un ottimo tool da tasca. Per ovviare al problema della fotocamera, che ovviamente non può lavorare come uno scanner professionale, gli sviluppatori hanno introdotto la modalità di scatto multiplo, con la quale sarà possibile scattare più foto e avere un risultato migliore. L’applicazione fornisce anche un editor interno al programma che può essere utilizzato per migliore le immagini scansionate (definire i bordi, regolare il contrasto, scegliere un filtro), mentre dal menù Settings saranno regolabili qualità del documento, layout e formato pagina.

Dragon GO!: versione di Siri per Android [Silvia Assi]

Nuance Communications è la società di sviluppo software che ha fatto del riconoscimento vocale e del successivo input al pc il proprio punto di forza, sviluppando la tecnologia alla base di Dragon Naturally Speaking, oggi riconosciuto come il miglior software per la dettatura vocale di testi scritti poi a video, aggiustati, formattati e salvati senza che l’operatore tocchi mai la tastiera, con grande risparmi di tempo, ma anche con applicazioni enormi anche in campi esterni all’informatica.
Nuance Communication, dopo Siri, si ripete e rilascia una versione dello stesso software anche per Android, chiamata Dragon Go!.
Dragon Go! è la migliore alternativa attualmente fruibile per replicare le funzionalità di Siri su smartphone Android. Dragon Go! funziona proprio come specificato nella descrizione del Market Android, dal quale è possibile scaricarlo, ed è stato già testato con Android 2.3 Gingerbread. Proprio per questo motivo, dunque, sarà accessibile dalla grande maggioranza degli smartphone Android attualmente in circolazione.
Come avviene con Siri, è sufficiente domandare a Dragon Go! un quesito qualsiasi per avere una risposta. Le richieste audio vengono processate dai servers di Nuance e dirottate poi verso il servizio appropriato per la risposta (per intenderci servizi quali Google, YouTube,IMDB ecc). Dragon GO! è disponibile anche presso iTunes App Store per quei dispositivi Apple che non si basano su iOS 5.0.
A causa del coinvolgimento di terze parti, Dragon GO! non è integrato con il sistema operativo Android, e dunque non è possibile gestire funzioni del sistema operativo, quali l’allarme della sveglia o il controllo delle email, come invece si può fare con Siri. Al momento Dragon GO! è disponibile solo per il Market Android USA ma, per coloro che possiedono uno smartphone Android rooted, non è difficile trovare la ROM adatta presso il Market Enabler.

iVid trailer [Silvia Assi]

iVid trailer è un’applicazione che, oltre a tenerci aggiornati sulle ultime dalle sale cinematografiche, ci mostra trailer di videogiochi, booktrailer dei libri in vendita, dvd in uscita e le serie televisive più famose, tutto visibile in formato HD.
iVid è strutturata in questo modo: in alto c'è la scrolbar, con cui accedere alle varie categorie disponibili, mentre in basso si può accedere alla home, alla playlist per rivedere tutti i propri video preferiti quando si vuole, e alle impostazioni, in cui si potranno regolare le dimensioni, l’uso della memoria cache e svuotarla in caso di necessità.
Oltre alle sezioni prima nominate, c’è anche una sezione foto che permette di visualizzare tutte le immagini di protagonisti di film, programmi e serie tv. L’app è disponibile sia per dispositivi smartphone che tablet ed è scaricabile gratuitamente dall‘Android Market.

Google Music si rinnova solo per Android [Samar Ramadan]

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Il servizio musicale in cloud Google Music si rinfresca e aggiunge alcune funzionalità che gli utenti Android hanno chiesto sin dal momento del lancio del servizio. Con la relese annunciata su Google+ in questo fine settimana gli utenti Android avranno la possibilità di scaricare un’intera raccolta musicale e non più un brano alla volta, questo velocizzerà di molto lo scambio di brani tra il proprio account in cloud e il dispositivo Android associato.
Il gruppo di lavoro basato a Mountain View ha infatti annunciato l’estensione del servizio, così da accontentare tutti coloro che hanno richiesto un modo più semplice e rapido di scaricare su mobile una collezione che si ha a disposizione sul proprio computer. A fronte di un aggiornamento di Google Music, nell’applicazione Music Manager sono state introdotte due nuove opzioni, “Download my library” e “Download purchased music”; all’utenza Android viene consentito dunque di creare un backup della musica che caricata e di quella acquistata dal negozio musicale di Google.
Le novità non si fermano qui, che già non sono poche, l’update in questione apporta una ulteriore opzione, che si trova nel menu a tendina accanto ai titoli delle tracce musicali, che permette di condividere il video su YouTube di una determinata canzone con tutti i propri contatti Google+. Sarà quindi possibile adesso condividere un brano caricato e/o acquistato sul social network di Google, un ulteriore modo di far conoscere i propri gusti musicali a tutti.
Google ha inoltre sottolineato che i brani scaricati saranno automaticamente formattati come file MP3 a 320kbps, un bitrate di tutto rispetto che a fronte di una dimensione per file decisamente superiore offre una qualità audio ottima (vi ricordo che la qualità CD è di “soli” 128kbps). In tutto questo c’è un “ma” ed è evidenziato dal fatto che l’aggiornamento e di conseguenza le opzioni appena descritte sono disponibile solo per l’utenza Android degli Stati Uniti, tutti gli altri al momento devono aspettare gli accordi con le major.

Il browser Chrome di Google arriva anche su Android [Samar Ramadan]



Il browser Chrome di Google è disponibile anche su piattaforma Android. L’annuncio arriva direttamente dalla società di Mountain View che ha deciso di realizzare una versione beta del software per la navigazione su internet da utilizzare in piena compatibilità con i dispositivi mobili con sistema Android. Anche se si tratta ancora di un’edizione beta, il nuovo Google Chrome per Android è un prodotto molto interessante per le sue caratteristiche, che lo rendono simile in molti aspetti alla versione dedicata ai computer desktop.
Si tratta nella maggior parte dei casi di caratteristiche dal punto di vista tecnico, che il browser mobile riprende per costituire un prodotto molto interessante e funzionale dal punto di vista dell’usabilità sui prodotti mobili con la piattaforma di Android, sia che si tratti di smartphone, sia che si tratti di tablet.
Chrome in versione mobile infatti presenta il motore JavaScript V8, come succede nella versione desktop del browser. Naturalmente sono presenti anche altre caratteristiche più visibili, che riguardano la navigazione attraverso varie schede, la visualizzazione delle pagine in modo anonimo e sicuro e le funzioni di sincronizzazione con gli altri browser tramite un account Google.
Tutto questo naturalmente garantisce ampie possibilità di personalizzazione dell’esperienza di utilizzo della rete. Grazie a Chrome in versione mobile si ha a disposizione la possibilità di navigare più velocemente rispetto a quanto si può fare con l’applicazione presente di default su Android. Ricordiamo che Chrome mobile è al momento compatibile solo con Ice Cream Sandwich 4.0.

L’app mobile Chrome per Android si può scaricare dal marketplace di Google.


Software Data Cable per Android: gestire i file dello smartphone attraverso il WiFi [Silvia Antognazza]

Per coloro che hanno necessità di trasferire spesso file tra lo smartphone Android e il PC, senza l’ingombro del cavo USB, ecco che Software Data Cable fornisce tutto il necessario per il trasferimento in maniera rapida e senza alcun fastidio per l’utente.

Questa app gratuita trasforma il vostro Android in un hard disk esterno con tutte le funzionalità del caso, attraverso il quale è facile navigare dal proprio pc. Dopo l’installazione di Software Data Cable, sarà possibile collegare e navigare attraverso i file del telefono da qualsiasi pc sia collegato alla stessa rete Wi-Fi sulla quale si trova lo smartphone Android: basta scrivere l’indirizzo IP dello smartphone sul browser del pc e si avrà accesso alla sua interfaccia, permettendo di gestire il contenuto dei dati copiando, incollando, muovendo e cancellando i file del nostro telefono.

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Software Data Cable unisce quindi le funzioni di Dropbox ma con maggiore controllo sulla disposizione dei file, visto che Dropbox, per quanto rapido e comodo sia, impone che tutti i file da sincronizzare si trovino nella stessa cartella. Con la gestione di Software Data Cable potrete tenere in ordine il contenuto dello smartphone secondo il vostro criterio, così da non correre il rischio di perdere foto, o audio, nelle sottocartelle di telefono e pc. Software Data Cable è un programma gratuito, disponibile presso il Market Android per il download, che funziona con ogni versione del sistema operativo di Google.


App per Android: arriva anche OneNote di Microsoft [Samar Ramadan]

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Tra le numerose app per Android disponibili c’è anche OneNote di Microsoft. Finalmente l’app dedicata a chi vuole archiviare note e appunti è disponibile anche per i prodotti mobili con piattaforma Android. Si tratta di una possibilità molto interessante a disposizione degli utenti che potranno in questo modo utilizzare pienamente tutte le funzionalità offerte dall’applicazione in versione mobile anche sulla piattaforma di Google. Vediamo quindi tutti i dettagli relativi a questa nuova edizione dell’app portatile.

Il lancio della nuova applicazione mobile dedicata a OneNote dell’azienda produttrice con sede a Redmond è molto utile perché in questo modo viene completata la pubblicazione del programma sulla maggior parte delle piattaforme disponibili. Dopo il computer e i dispositivi iOS in effetti non poteva mancare una versione di OneNote per Android.
A questo punto gli utenti possono creare e gestire gli appunti personali anche da Android, come succede fino ad ora su PC con Windows, su iPhone o su iPad. E si possono utilizzare tutte le numerose funzionalità personalizzate per la sincronizzazione dei dati personali tra le varie applicazioni su ogni dispositivo tecnologico.

Naturalmente possiamo scaricare OneNote per Android dal Marketplace di Google, attraverso l’apposita pagina dedicata all’app mobile. Grazie a questa app, che è disponibile gratuitamente, possiamo anche condividere con gli amici le nostre note in modo da rendere maggiormente visibile all’esterno i nostri contenuti.


Meg Whitman: Google e Motorola potrebbero far diventare Android un sistema chiuso [Stefano Manicone]

L’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google potrebbe far diventare Android un sistema chiuso, parole e musica di Meg Whitman. La CEO di HP non ha usato mezze misure per spiegare che nel mercato mobile c’è molta meno libertà di quello che si pensa e che c’è ancora spazio per una nuova piattaforma, una piattaforma open.
“Credo che ci sia spazio per un altro sistema operativo“, ha detto la Whitman nel corso di un summit con i soci a Las Vegas. “iOS è un grande sistema operativo ma è chiuso mentre Android potrebbe diventare chiuso a causa del rapporto fra Google e Motorola“.
Ovviamente, il sistema open che ha ancora spazio per emergere a cui si riferisce HP è WebOS, che dopo i flop commerciali dei device lanciati sul mercato dopo l’acquisizione di Palm è stato trasformato in una piattaforma open source e non ceduto al miglior offerente come in molti credevano.

Anche se chiaramente portato verso l’estremo, invero il ragionamento fatto dalla CEO di Hewlett Packard è stato, almeno in passato, condiviso da diversi analisti ed utenti del sistema del robottino verde. I pericoli per la trasparenza e l’apertura del progetto Android che potrebbero nascere da un contratto di esclusiva fra Google e Motorola sono effettivamente tanti, ma da Mountain View continuano ad arrivare messaggi rassicuranti.
Non più tardi dello scorso novembre, Eric Schmidt ha dichiarato pubblicamente che Google non favorirà Motorola e pure in passato, nei giorni immediatamente seguenti alla clamorosa acquisizione, ci furono dei chiarimenti circa il rapporto che stava per nascere fra Google e Motorola.
Insomma, quella di Meg Whitman è stata sicuramente una provocazione per “pompare” un progetto come WebOS su cui sembrano scommettere in pochi, ma una provocazione intelligente. Per ora non sembra esserci il rischio concreto di una chiusura di Android in stile iOS, ma bisogna sempre stare vigili, soprattutto quando ci sono di mezzo contratti milionari.


Android@Home, Google è al lavoro sul suo sistema di intrattenimento domestico [Stefano Manicone]

Secondo molteplici indiscrezioni diffuse da fonti differenti, comprese il Wall Street Journal ed il New York Times, Google sarebbe al lavoro su un nuovo ed interessantissimo progetto interamente incentrato su Android e mirante in tutto e per tutto all’intrattenimento domestico.
Il progetto, meglio conosciuto come Android@Home, non andrebbe quindi a configurarsi come una rivisitazione o un’ottimizzazione della già ben conosciuta Google TV ma come un qualcosa di totalmente nuovo.
Si tratterebbe, in sostanza, di un vero e proprio dispositivo che, fungendo da hub multimediale, risulti in grado di rivoluzionare in tutto e per tutto l’esperienza digitale nelle abitazioni degli utenti.

Il fatto che Google fosse intenzionata ad investire seriamente nell’intrattenimento domestico era una voce in circolo già da alcuni giorni ed il progetto, a quanto pare, sarebbe già nei cantieri di big G da diverso tempo a questa parte presentando, allo stato attuale delle cose, linee già ben definite tanto da far presupporre la sua comparsa sul mercato proprio entro l’anno corrente.
Il dispositivo andrà a configurarsi, con molta probabilità, come il primo ad essere stato realizzato con hardware interamente prodotto da Google (ed in tal senso l’acquisizione di Motorola avrebbe giocato un ruolo fondamentale) la cui effettiva esistenza risulterebbe confermata da alcuni brevetti depositati presso la FCC americana tra le cui funzioni viene messa in risalto la presenza di Bluetooth e Wi-Fi.
Tenendo conto di ciò il nuovo sistema di intrattenimento domestico by Google farebbe ben sperare per quanto concerne la condivisione e lo streaming dei file musicali colelgandosi alla libreria cloud di Google Music, il tutto reso ancor più interessante dalla possibilità, alla quale starebbero ora lavorando gli sviluppatori, di permettere ad Android di collegare qualsiasi dispositivo elettrico presente nell’abitazione.
Stando sempre a quelle che sono le indiscrezioni attualmente in circolo, alcuni dipendenti di Google pare stiano già testando il funzionamento del nuovo sistema nelle proprie case.





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