Online marketing : Sharing

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Il file Sharing [Davide Landi]

In informatica e telecomunicazioni il file sharing è la condivisione di file all'interno di una rete come il web. Può avvenire attraverso una rete con architettura client-server oppure peer-to-peer.

Queste reti possono permettere di ricercare un file in particolare per mezzo di un URI (Universal Resource Identifier), di individuare più copie dello stesso file nella rete per mezzo di hash crittografici, di eseguire lo scaricamento da più fonti contemporaneamente, di riprendere lo scaricamento del file dopo un'interruzione.

Programmi di File-sharing, sono utilizzati direttamente o indirettamente per trasferire file da un computer ad un altro su Internet, o su reti aziendali Intranet. Questa condivisione ha dato origine al modello peer-to-peer.

peer to peer [Davide Landi]

Il p2p e uno strumento di scambio file basato su semplicissimo sistema. Nel file-sharing siamo contemporaneamente sia client che server, quando scarichiamo file dalla rete siamo client, mentre quando qualcuno scarica da noi, siamo server, questo sistema risulta essere molto più stabile, del sistema client-server e fornisce una quantità superiore di file disponibili. Il primo programma di file-sharing fu Napster, che però aveva un punto debole, infatti Napster si basava su un server centrale al quale i client inviavamo una nostra richiesta, quest’ultimo ci rimandava indietro una lista degli utenti che possedevano la nostra richiesta, ma se il server centrale per qualche motivo veniva chiuso o si impallava tutto il sistema diventava inutilizzabile. Le case discografiche intrapresero la via legale e obbligarono Napster a chiudere, ma ormai il sistema era stato appresso, e gia erano nati nuovi e più efficienti programmi di file-sharing, i quali non si basavano più su un server centrale, ma su un nuovo sistema, quello in cui siamo allo stesso tempo sia client che server.

I programmi di peer to peer più diffusi sono:



Sharing tra consumatori [Chiara Villa]



Secondo uno studio pubblicato dalla Interactive Advertising Bureau (IAB) il 1 ° agosto 2011, i consumatori benestanti sono più disposti a condividere le loro informazioni online in cambio di un'esperienza maggiormente personalizzata rispetto alla popolazione generale.


L'indagine condotta da una società di ricerca di marketing (Ipsos Mendelsohn), effettuata su 2.088 adulti, ha riscontrato che il 32% dei consumatori benestanti - cioè quelle con un reddito familiare di più di 100.000 dollari - erano disposti a condividere le loro informazioni online, rispetto al 26% della popolazione generale . Inoltre essi passano più tempo su Internet, si stima intorno alle 26 ore settimanali online, mentre la popolazione in media ne trascorre on line 22.
Il 98% degli intervistati ricchi e il 79% della popolazione generale ha dichiarato di utilizzare Internet.


Sherrill Mane, SVP di servizi del settore a IAB, ha detto che i risultati indicano il desiderio dei consumatori benestanti 'per ulteriori pubblicità.

Questi consumatori sono aperti alla condivisione: ""io ti darò qualcosa di me, se mi dai ciò che è rilevante per me." Mostrando quanto è importante capire la value proposition di condivisione delle informazioni al fine di ottenere qualcosa. Queste persone essendo molto occupate, si presteranno a partecipare a questo processo solo se ritengono che la pubblicità può aiutare ad organizzare le loro vite e renderle più efficienti.


Mane sostiene che è importante per gli inserzionisti di mercato riuscire a raggiungere i consumatori benestanti attraverso i canali digitali, rispetto che con mezzi tradizionali. Secondo lo studio, i consumatori benestanti spendono solo 18 ore settimanali a guardare la TV, rispetto alla popolazione generale di 34 ore settimanali.

Lo studio ha anche scoperto che i consumatori benestanti, in media, ricordano 21 della pubblicità che hanno visto in un dato periodo di 7 giorni.


I consumatori benestanti hanno una maggiore probabilità rispetto alla popolazione generale di imparare a conoscere un nuovo prodotto attraverso un annuncio on line, il 55% contro 51%. Mane sostiene che è importante per il marketing mantenere i loro prodotti di fronte ai consumatori benestanti perché hanno due volte in più la probabilità di fare un acquisti e di spendere 3,2 volte di più degli altri consumatori.

Jason Fried parla del marketing by sharing

L'intervento di Jason Fried sullo sharing nel marketing.

Estratto: "[...]So I realized that all the stuff I bought, I bought bacause someone told me something, I didn't see any ads for these products [...] I simply remebered them because someone told me something and I realize how valuable actually was that, when somebody teach you something, you have a different leve of respect for them and you kinda trust them on a different point, on a different level [...]. "

Link [Melania Mauri]

FileServe sospende il file sharing (permanentemente)[Samar Ramadan]

File-sharing-internet.jpg

Dopo le recenti vicissitudini occorse a Magaupload, tempi duri per la condivisione di file in rete, il file sharing è stato bloccato da quasi tutti i portali che fino alla settimana scorsa permettevano questo servizio agilmente, a partire dal numero due in questo campo, promosso suo malgrado a numero uno e per questo a rischio di una azione similare a quella che ha portato agli arresti del fondatore di MegaUpload. FileServe come misura precauzionale ha sospeso il file sharing, al di là dal contenuto del file.

A dire il vero non solo FileServe, in rete i servizi analoghi hanno operato le medesime mosse: rimozione dei file dal server per presunte e improvvise violazioni, chiusura degli account che avevano operato le suddette violazioni e sostanziale modifica dei servizi dei portali in oggetto da siti di condivisione a hard disk remoti, in pratica sono tutti diventati dei “Dropbox” passateci il termine, che non permettono nessuna sorta di condivisione.

Tempi duri per chi aveva dei telefilm da guardare (sul web), le modifiche ai servizi di sharing e la sostanziale sparizione di tutti i contenuti ritenuti illegali sancisce in qualche modo la vittoria delle major che, a fronte di una SOPA che probabilmente sarà modificata o rivista, anticipa i tempi di pulizia del web in modo, per così dire, duro; la chiusura con arresti e altro dello staff di MegaUpload è servita da monito per tutti gli altri che non si sono fatti scrupoli fino alla settimana scorsa di condividere e guadagnare da traffico e abbonamenti.

Tra l’altro la trasformazione di tutti, salvo il vero la maggior parte, i servizi di condivisione in servizi di cloud storage potrebbe turbare i delicati equilibri di quelle aziende che nascono come aziende di cloud storage, si legga dropbox, ma anche quei servizi che fano capo ad altre soluzioni come SkyDrive o iCloud;


Kopimismo, il file sharing diventa una religione [Stefano Manicone]

Il file sharing non è più un crimine, ma una vera e propria religione. Almeno in Svezia. Il governo della nazione scandinava ha infatti concesso il riconoscimento ufficiale come organizzazione religiosa alla Chiesa Missionaria del Kopimismo, che dal 2010 tentava di ottenerlo dopo essere stata rifiutata più volte. Potrebbe sembrare uno scherzo, eppure si tratta di un’associazione che ha ben 3000 membri e destinata a crescere ancora, adesso che ha ottenuto l’ufficialità.


kopimism.jpg


L’idea è stata partorita dal gruppo svedese Kopomi (che significa ‘copiami’) nel tentativo di rimuovere i pregiudizi di natura etica e legale sul file sharing. Fondatore è stato lo studente di filosofia Isak Gerson, che ha ammesso di essere un pirata informatico e di credere che la ‘comunicazione è sacra’. ‘Molte persone si preoccupano ancora di finire in galera quando copiano file,’ ha spiegato in un’intervista-manifesto a TorrentFreak. ‘Spero nel nome di Kopomi che questo cambierà.’
‘Noi Kopimisti dipendiamo in questa lotta non solo l’uno dall’altro, ma anche da tutti coloro che copiano le informazioni. A tutti coloro che dispongono di una connessione a Internet dico: continuate a copiare!’ Naturalmente, i simboli sacri di questa Chiesa non potevano che essere il CTRL+C e il CTRL+V. Lo status di ufficialità concesso a questo culto non significa ovviamente che ora è permessa l’infrazione del diritto d’autore, anche se Gerson spera che il suo credo sia considerato nella futura legislazione (già in Olanda il file sharing per uso personale è considerato legale).
Durante gli ultimi sei mesi la Chiesa Missionaria del Kopimismo ha triplicato il numero dei suoi membri e chiunque è interessato può unirsi al movimento gratuitamente attraverso il sito ufficiale.





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