Tecnologie Web : Internet

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STATO= LIBERO


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Internet

Internet è una federazione di reti di computer private e pubbliche interconnesse tra loro, che nel complesso formano un sistema distribuito di comunicazione su scala mondiale. Sulla base di vari protocolli comunicativi, di software e hardware specifico, Internet permette l'accesso, lo scambio e la condivisione di una vasta quantità di informazioni tra governi, aziende, utenti e cittadini.


Internet si è imposto, a partire dagli anni '90, come il principale mezzo di comunicazione di massa, la cui utenza è stimata in 2,1 miliardi nel 2011. (1) Esso ha ridefinito l'interazione sociale e le logiche comunicative mondiali, permettendo a chiunque di produrre informazioni per e verso chiunque. Ha messo a disposizione nuovi canali interattivi, tramite i quali erogare servizi, contenuti e risorse.
Ha creato nuove opportunità di business per le aziende: i settori dell'enterteinment, delle telecomunicazioni, del commercio, della pubblica amministrazione, della finanza e della cultura hanno avuto l'opportunità di ridisegnare le proprie logiche produttive e distributive.


Internet rappresenta anche una forma di rivoluzione culturale dal basso, che permette possibilità di condivisione pervasiva della conoscenza, intesa anche come libera circolazione di idee e di controinformazione, antitetica alla distribuzione informativa gerarchica e monodirezionale dei media tradizionali e degli apparati di governo.


internet

Foto di internet attraverso la mappatura delle sottoreti di classe c. www.opte.org/



Approfondimento [Valentina Tosca]

Il termine “Internet” comparì per la prima volta nel 1974, con il significato di “rete di computer basata su TCP/IP” nei documenti che descrivevano il protocollo standard di comunicazione TCP/IP appunto, ma la sua genesi risale agli anni Sessanta.
È in quegli anni infatti che, a scopi militari, nasce negli USA il concetto di rete distribuita: una rete distribuita è un sistema di collegamenti tra nodi (ad esempio computer) in cui non esiste un nodo principale a cui tutti sono vincolati, ma tutti i nodi sono collegati tra loro indipendentemente. In questo modo non è possibile distruggere il sistema attaccando solo un nodo.

Internet quindi non è altro che una rete di nodi eterogenei, i quali possono interagire tra loro tramite un protocollo comune, il TCP/IP, relativamente indipendente da specifiche hardware proprietarie, da sistemi operativi, dai formati dei linguaggi di comunicazione dei vari apparati (modem, router, switch, ecc.).


Storia

La prima pubblicazione in cui si teorizza una rete di computer mondiale ad accesso pubblico è "On-line man computer communication" dell'agosto 1962, degli statunitensi Joseph C.R. Licklider e Welden E. Clark. Nella pubblicazione Licklider e Clark, ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, danno anche un nome alla rete da loro teorizzata: "Intergalactic Computer Network".
Licklider concretizza questi concetti durante la direzione dell'IPTO, Information Processing Technology Office, un programma di ricerca creato dall'ARPA (successivamente DARPA), un'agenzia del dipartimento della difesa statunitense responsabile dello sviluppo di nuove tecnologie in ambito militare, istituzionalizzata nel 1958.
In quegli anni, in piena guerra fredda , la rivalità e la competizione tecnico-militare tra le due superpotenze mondiali, USA e URSS, porta le due nazioni a finanziare grosse ricerche scientifiche, i cui risultati da parte sovietica sono evidenti, con la messa in orbita del primo satellite artificiale, lo Sputnik.


I progetti dell'IPTO precursori degli studi sulle reti informatiche sono volti all’interconnessione di computer militari appartenenti al Pentagono, al Cheyenne Mountain Air Force Station e al Dipartimento della Difesa, nonché a temi di sopravvivenza delle reti di comunicazione.
I concetti di rete a commutazione di pacchetto (packet switching) e routing gerarichico (hierarchical routing), ovvero i fondamenti teorici su cui si svilupparono le reti ARPANET e Internet negli anni a venire, sono coniati grazie alle ricerche di numerose personalità dell’IPTO. Questi concetti portano, nel 1969, alla messa in opera del collegamento tra i primi due nodi di quella che sarebbe divenuta ARPANET, il precursore della moderna Internet. A partire da due università quali l'Università della California di Los Angeles e l'SRI di Stanford, nel 1971 ARPANET collega già 15 siti sparsi per gli states.
In quegli stessi anni progetti paralleli portano Gran Bretagna e Francia alla costruzione di simili reti private a commutazione di pacchetto.


Nel 1975 la Bolt, Beranek e Newman (BBN) commercializza la prima versione di ARPANET dedicata al pubblico: viene chiamata Telnet, ed è accessibile tramite postazioni analogiche sparse per le città americane.
La rapida crescita dei nodi interconnessi costringe scienziati come Vinton Cerf e Rober Khan a teorizzare un nuovo protocollo di comunicazione, pilastro della moderna Internet, con lo scopo di aumentare l’affidabilità della rete stessa. Nel 1983 tutti nodi e gli host appartenenti ad ARPANET sono migrati dal vecchio protocollo NCP al nuovissimo TCP/IP.


La crescita di ARPANET è esponenziale; nel 1985 viene commissionata la costruzione di una nuova rete universitaria a 56 Kbps che attraversi gli stati uniti, la NSFNET. La backbone della rete evolve a 1,5 Mbps entro il 1988, a 45 Mbps nel 1991 e sostituita nel 1995 con una backbone installata dai primi Internet Service Provider comparsi sulla scena. Nel 1989 vengono connessi ad essa i primi servizi di posta elettronica commerciali e altre reti a scopi commerciali ed educativi. La struttura a reti federate comincia dunque a prendere forma, grazie alla standardizzazione e all’utilizzo di specifiche tecniche di costruzione dell’hardware, che permettono alle aziende di costruire componenti interoperabili tramite i quali allacciare aziende e utenti ad internet.
Nel 1991 il CERN, sulla base degli studi di scienziati come Tim Barners-Lee, pubblicizza e inaugura il progetto World Wide Web; è il preludio ad un successo che i primi browser come ViolaWWW e Mosaic concorreranno a raggiungere.
Nella seconda metà degli anni 90 Internet è maturo ed è ormai comunemente usato da milioni di persone, spesso associato in maniera univoca con il termine World Wide Web.



Storia di internet, infografica.


Storia Moderna

Ci affidiamo ad alcune infografiche per sottolineare i principali passaggi che caratterizzano l'evoluzione moderna di Internet.


internet

Video sulla storia di Internet [Simona Anelli]

La struttura di Internet [Valentina Tosca]

La semplicità d’uso dei browser, e la vasta diffusione di computer ad uso personale, hanno consentito a milioni di persone l’accesso ad Internet, con una crescita nel numero di utenze in progressione esponenziale.

La caratteristica però più rilevante nel sistema Internet, non è tanto l’estensione globale, quanto piuttosto i criteri che regolano la trasmissione dei dati da un nodo all’altro. Ciò che viaggia in Internet sono i pacchetti, che costituiscono l'unità minima di informazione in questo vasto sistema di comunicazione. Tali pacchetti viaggiano usando una tecnica conosciuta come commutazione di pacchetto (packet switching) che consente di condividere un cammino piuttosto che fare uso di percorso dedicato. In pratica, un pacchetto che parte da un host e giunge a un altro host non segue un percorso di instradamento predefinito, ma quello più congeniale in quel preciso momento, in base alle condizioni di congestione della rete. Di conseguenza anche gli altri pacchetti di una stessa comunicazione possono seguire percorsi diversi.

L'utenza casalinga accede a Internet mediante l'appoggio a un Internet Service Provider ("Fornitore di servizi Internet", abbreviato in "ISP"): ogni ISP è connesso a sua volta a ISP di livello superiore che utilizzano router ad alta velocità e link in fibra ottica nella rete di trasporto.

Dunque la struttura di Internet non è uniforme, ma la "ragnatela" è composta da un'ossatura molto veloce e potente (rete di trasporto) a cui si connettono molteplici sottoreti. Queste sottoreti possono essere protette e consentire quindi l'accesso a Internet solo in maniera condizionata. Si tratta delle Intranet e la protezione è tipicamente un firewall (“muro tagliafuoco”).
I collegamenti tra i vari nodi Internet si fondano su criteri statistici di disponibilità e non su criteri deterministici: i processi sono distribuiti piuttosto che centralizzati.

Molti nodi sono collegati tra loro in diversi modi e tramite diversi path. Questo tipo di collegamento può essere compreso alla luce delle motivazioni che negli anni Sessanta dettarono la nascita di ARPANET: creare una rete di elaboratori decentrata che potesse resistere a un attacco nucleare da parte dell'Unione Sovietica. Una rete decentrata sarebbe sopravvissuta a molti attacchi, dato che un attacco a un singolo elaboratore non avrebbe impedito il funzionamento generale e i collegamenti ridondanti avrebbero sostituito quelli distrutti.

È facile capire quindi come la struttura stessa della Rete scoraggi l’applicazione di filtri: Internet è progettata affinché i dati riescano sempre a giungere a destinazione scegliendo di volta in volta il percorso più appropriato; se un nodo impedisse il trasferimento di un certo contenuto, il pacchetto sceglierebbe semplicemente un altro path.

In questo senso Internet è stupida: a differenza di altre reti intelligenti, come ad esempio quella telefonica, la quale può sapere in ogni momento l’identità del chiamante, il luogo in cui si trova e quanto è distante dalla persona che sta contattando, Internet comprende solo una cosa: la necessità di trasferire i dati nel miglior tempo possibile.

«Ci sono delle buone ragioni di tipo tecnico per cui questa stupidità è in effetti una buona cosa. [...] Se un router si rompe, i pacchetti di dati trovano un percorso alternativo, e la rete funziona comunque. Grazie alla sua stupidità, Internet accetta nuovi dispositivi e nuove persone ed è di conseguenza in grado di svilupparsi velocemente ed in ogni direzione. Inoltre è semplice per i progettisti includere un accesso alla rete in qualunque dispositivo - telecamere, telefoni, sistemi d'allarme - che esistono alle estremità della rete.»
David Weinberger


Approfondimento Video [Mariana Conte]

Un po' di statistiche su internet [DANIELE BEGOTTI***]

Ora vedremo alcune statistiche che ci aiutano a valutare il fenomeno della rete.

La prima di queste statistiche riguarda la velocità di download nrl mondo ed è frutto di una ricerca della Pando Networks.

La Pando Networks è una compagnia che si occupa di media distribution tramite peer-to-peer e quest'anno ha voluto fare una ricerca globale su 224 paesi. Da gennaio a giugno ha monitorato 27 milioni di download da 20 milioni di computer. Lo scopo? Esaminare l'accessibilità ai dati nelle diverse zone del mondo.


via chartsbin.com

I paesi in cui è più facile scaricare sono in alcuni casi insospettabili: nella top 3 si collocano Bulgaria (al terzo posto con 1,611 KBps), Romania ( al secondo con 1,909 KBps) e la Corea del sud (al primo posto con 2,202 KBps). La media mondiale è di 580 KBps, panorama in cui l'america (che sembrerebbe solitamente la più avanzata a livello tecnologico) si colloca nella media con i suoi 616 KBps.

La top ten è sempre dominata da paesi dell'est europa, come Lituania , Lettonia e Ucraina. I posti più bassi della graduatoria sono invece occupati dai paesi africani, con la velocità di download minima di 13 KBps in Congo, seguita poi dai 14 KBps nella Repubblica dell'africa centrale e dai 23 KBps nelle Comore.

La seconda invece riguarda piuttosto quei paesi in cui l'utilizzo di internet è limitato se  non addirittura proibito.

Come potete vedere dalla cartina, la libertà del web non è così scontata come sembra. Le nazioni segnate in giallo corrispondono ai governi che tengono sotto sorveglianza il web. Le nazioni rosse sono invece quei governi che vedono nelle 3 W un vero e proprio nemico del potere costituito.


via chartsbin.com

I governi che sorvegliano il web sono Bielorussia, Yemen, Emirati Arabi, Eritrea, Zimbabwe, Australia, Corea del Sud, Malaysia e Tailandia. Generalmente in questi paesi vengono bloccati alcuni contenuti. Questo avviene con il pretesto di proteggere la moralità o la sicurezza nazionale, delle minoranze etniche e di quelle religiose, persino il "potenziale spirituale, culturale e scientifico della nazione".

Talvolta capita anche che l'uso di internet sia conservato grazie a un tacito accordo in cui il governo lascia libero internet e non oscura siti. Dall'altra parte si chiede che gli utenti navighino auto-disciplinandosi.

Le 12 nazioni dove vi sono le maggiori restrizioni sono Birmania, Cina, Cuba, Egitto, Iran, Corea del nord, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam. Questi paesi hanno praticamente trasformato la rete nel loro paese in una intranet: nulla entra e nulla esce, navighi solo nei siti della tua nazione. 

Ultima (ma  non certo per  importanza, anzi tutt'altro) una statistiche che ci mostra gli utenti effettivi di Internet. Si tratta di una ricerca condotta dall'ITU (International Telecommunication Union). L'ITU è un agenzia delle nazioni unite specializzata nelle tecnologie dell'informazione e della telecomunicazione. La "mission" di questa agenzia è quella di connettere tutte le persone del globo, per preservare il diritto del singolo alla comunicazione. La cartina riportata qui sotto mostra quanti sono gli utenti di internet ogni 100 persone. Per utente di internet in questa mappa si intende non solo chi effettivamente usa internet ma più in generale le persone che hanno accesso alla rete globale.


via chartsbin.com


C'è un dato molto indicativo da sottolineare: la media attuale di utenti su tutto il pianeta è di 29,7 persone ogni 100. Sembra quasi ovvio notare come in paesi più ricchi l'utilizzo è molto radicato, a fronte di paesi più poveri in cui viene fatto un uso molto scarno o quasi addirittura assente, come in africa, nel centro america, o in india, indonesia e nella regione del medio oriente.

Internet e il 2012 [Silvia Assi]

Nell’infografica che segue vengono snocciolati alcuni dati (o meglio, previsioni) sul tempo che spenderanno online le persone in questo anno.
In particolare, il 51% degli utenti Internet soffrirà di “ansia elettronica“: cioè l’ansia di non poter controllare Facebook oppure la posta elettronica.
Tumblr potrebbe salire al secondo posto come social network più visitato.
Continua la crescita del mercato dei giochi online.
I libri sono il prodotto che gli utenti vorranno comprare di più online nel 2012.

Come funziona internet [Silvia Assi]

Forse il modo più semplice per spiegare il funzionamento di Internet è quello di seguire passo passo una comunicazione, cioè il passaggio di un’informazione da un computer di origine (o client) ad un computer di destinazione (server). Va infatti notato che, anche se un computer può comunicare con diversi altri in rapida successione, di fatto questa comunicazione avviene sempre tra due computer (client/server) di cui il client è l’emittente del messaggio e il server è il suo ricevente, o computer remoto.

La comunicazione tra computer
La parola Internet, prima ancora di indicare una electronic highway (autostrada elettronica) è anzitutto una espressione inglese formata da due parole intere net (rete), con cui si indica un collegamento tra due reti (di computer) attraverso una gateway (via d’accesso): è questo collegamento che permette a qualsiasi computer di una rete di comunicare con un qualsiasi altro computer di un’altra rete. Si capisce meglio allora quale sia la potenzialità comunicativa di Internet se la rete, come abbiamo già detto, è un’immensa ragnatela fondata da migliaia di reti di computer sparse in tutto il mondo e tutte collegate tra loro, questo significa che col nostro computer, connesso ad una delle reti, possiamo in teoria comunicare con tutti i milioni di computer che formano la "rete delle reti" o che sono a queste connessi.
Accesso a Internet
Va subito chiarito che normalmente l’utente privato non ha il computer fisicamente collegato alla rete Internet, ma che deve accedervi attraverso il computer di un access o service provider.
Per connetterci a Internet dobbiamo anzitutto collegare, con un modem, il nostro computer ad una linea telefonica che, a sua volta ci collega, sempre con un modem, al computer del provider.
Naturalmente il provider presso cui chiediamo l’accesso a Internet per poter sostenere le richieste di più clienti deve possedere più modem che a loro volta devono essere ben più potenti del nostro come capacità di trasmissione. La bontà di un provider si misura infatti anche dalla velocità con cui la sua attrezzatura ci permette di ottenere l’accesso a Internet.
I modem del provider sono a loro volta collegati ad un grosso computer che tecnicamente si chiama host (ospite) e che fa la funzione di server rispetto al computer del cliente (client).
È importante tenere presente che l’host è fisicamente parte di Internet, cioè è un nodo di una delle tante reti che compongono la "rete delle reti". In questo modo anche il computer del cliente, finché dura la connessione con l’host del provider, viene ad essere fisicamente parte della rete; può quindi usufruire di tutti i servizi che Internet è in grado di offrire, dalla posta elettronica alla ricerca sui cosiddetti motori di ricerca, fino naturalmente alla consultazione delle pagine Web.

Modem
Abbiamo già detto che per connetterci a Internet bisogna anzitutto collegare il proprio computer alla normale linea telefonica con un apparecchio che si chiama modem.
Il termine modem deriva dalla contrazione di due parole inglesi (MODular e DEModulator), che servono ad indicare due tipi di operazioni: MODulate, trasformazione degli impulsi digitali del computer in segnali analogici, cioè suoni trasmissibili da una normale linea telefonica;
DEModulate, cioè, all’arrivo, l’operazione contraria di trasformazione di suoni (o segnali analogici) in impulsi digitali leggibili da un computer.
L’unità di misura della velocità di trasmissione di un modem è chiamata bps (bit per second, o bit al secondo) e dal loro numero dipenderà la velocità della trasmissione dei dati. Oggi la misura standard di un normale modem è 33.600 bps.

Provider
Seguendo lo schema con cui ci siamo proposti di illustrare il funzionamento di Internet, dal nostro computer chiediamo via telefono (e modem) ad un provider di connetterci alla rete Internet. È abbastanza evidente che, per evitare bollette telefoniche con cifre astronomiche, conviene che il telefono del provider sia dentro la rete urbana, o comunque che in essa abbia un nodo di collegamento. Importante è infatti tenere presente che quando l’utente si collega ad essa o dall’ufficio via telefono utilizza la normale rete telefonica per il tratto tra il proprio modem e il modem del provider pagando la relativa tariffa, che naturalmente varia a secondo che la telefonata sia urbana o interurbana.
Provider è la semplificazione di un acronimo IAP che in inglese sta per Internet Access Provider (o fornitore di accessi a Internet), ossia qualcuno che, con un contratto di abbonamento, ci dà la possibilità di collegarci alla rete, essendo egli in possesso di un computer permanentemente funzionante che fa fisicamente parte della rete stessa (cioè di un sito Internet). Oggi, forse più propriamente, si parla di ISP (Internet Service Provider) che identifica chi oltre alla mera connessione offre altri servizi all’utente, tra cui le pagine Web.
Il provider ha sulla rete Internet un proprio computer a cui l’utente si collega. Tale computer si chiama host (in inglese host chi ospita distinto da guest che invece è chi viene ospitato).
Tecnicamente, mentre il collegamento fra un utente e un host è un collegamento diretto su linea commutata, cioè un normale collegamento telefonico, sulla rete Internet la trasmissione dei dati avviene ad una velocità non compatibile con i normali modem (in genere 64.000 bps). Il provider deve quindi avere una attrezzatura in grado di ridurre la velocità di trasmissione dei dati per renderla compatibile con quella del modello posseduto dall’utente.
C’è qui da ribadire che, una volta attivata la connessione tra il computer dell’utente e l’host del provider anche il computer dell’utente - limitatamente alla durata della connessione - fa fisicamente parte della rete Internet ed è quindi in grado di comunicare, almeno potenzialmente, con tutti gli altri computer ad essa collegati in tutto il mondo, diventando eventualmente a sua volta server di qualche altro utente.
Internet è una rete mondiale formata da milioni di computer, che tra loro possono essere molto diversi e funzionare con differenti sistemi operativi. C’è quindi da porsi non solo il problema di come avvenga la trasmissione dei dati nella rete, ma anche della loro intelligibilità; cioè di come fa un computer a decifrare un messaggio scritto con un computer ed un programma di scrittura completamente diversi.

Protocollo
Va allora chiarito che in Internet due computer connessi possono comunicare tra loro solo utilizzando lo stesso protocollo, intendendo per protocollo l’insieme delle regole che ne permettono la comunicazione: si tratta in pratica di un insieme di convenzioni che definiscono un linguaggio comune, il quale a sua volta rende possibile la comunicazione fra computer dotati di sistemi operativi diversi.

Indirizzi
Quando si manda o si cerca una informazione via Internet, è evidentemente indispensabile che il destinatario sia chiaramente individuato da un preciso indirizzo, altrimenti la comunicazione rischia di perdersi nella rete.
Quindi due computer per comunicare tra loro tramite Internet hanno bisogno almeno di:
un indirizzo che li individui con precisione assoluta, cioè di un IP address;
un protocollo, cioè un linguaggio comprensibile da entrambi.
Nella rete Internet incontreremo almeno due tipi di indirizzi:
gli E-mail, cioè gli indirizzi per la posta elettronica;
gli Url, cioè un indirizzo che si usa per gli altri protocolli di comunicazione gestiti da un browser, cioè da un programma di gestione di servizi Internet.
L’Url permette di arrivare con sicurezza al server, cioè al computer remoto presso cui l’oggetto da noi cercato si trova. A questo punto servono naturalmente le informazioni normali per cercare un oggetto nel computer di un utente, cioè la directory, le eventuali sottodirectory e il file che lo contiene.
Il messaggio di posta elettronica finisce in una casella all’interno del server del provider dove risiede l’indirizzo di destinazione. Il messaggio rimarrà nel server finché l’utente non si collegherà alla rete e scaricherà nel proprio computer tutti i messaggi arrivati alla sua mailbox (cassetta delle lettere). Se l’utente è collegato, potrebbe aver attivato un programma che ad intervalli regolari controlla l’arrivo di nuova posta segnalando con un avviso sonoro eventuali nuovi messaggi arrivati.

Cosa fare in Internet [Silvia Antognazza]

Il browser

Internet fornisce una serie di servizi, ciascuno dei quali fino a non molto tempo fa, e in parte ancora adesso, ha bisogno di un suo specifico protocollo e di un suo particolare programma di esecuzione. Oggi tutti questi servizi sono gestiti da un unico programma, detto browser, dal verbo inglese to browse, cioè sfogliare (in realtà lo si dovrebbe tradurre in italiano con il termine navigatore): il browser è quindi il programma cliente inizialmente sviluppato per poter visualizzare le pagine Web, ed esteso poi anche agli altri servizi Internet. Attualmente i browser più conosciuti sono due, entrambi scaricabili direttamente dalla rete. Netscape Navigator in concorrenza con il gigante mondiale dell’informatica, cioè la Microsoft di Bill Gates. Microsoft Internet Explorer, prodotto dalla Microsoft. Tecnicamente un browser sarebbe un programma ma che permette di leggere, ma non di modificare un dato tipo di file: in riferimento specifico a Internet, un browser (o navigatore) è quindi un programma che permette al computer utente di visualizzare gli iperoggetti della Web. È cioè il programma che, in base alla Url, permette di accedere ai vari iperoggetti di Internet.

La posta elettronica (E-mail)

La posta elettronica o electronic mail è stata definita dagli informatici la killer application di Internet, tanto il suo uso è prevalente e diffuso, anche se oggi ha un grosso concorrente nel www. I vantaggi dell’E-mail rispetto alla posta normale sono:

L’indirizzo E-mail

È evidente che anche per mandare una E-mail ad una persona bisogna conoscerne l’indirizzo a cui si può raggiungerlo sulla rete Internet, cioè il suo E-mail address (o indirizzo di posta elettronica).
Armando@tin.it Questo E-mail è composto dai seguenti elementi: nomeutente - dominio Cominciamo dall’elemento più a destra, cioè il dominio (raggruppamenti di sistemi collegati in rete), che individua la categoria del dominio (negli Usa) o la nazione (nel resto del mondo): nel nostro caso il dominio tin significa che l’utente è collegato alla rete in Italia e il nome TIN indica il provider presso il cui sito l’utente ha l’accesso ad Internet. Il simbolo @ (chiocciola) sta per l’inglese "at", cioè "presso". + It nome ARMANDO evidentemente indica il nome (o lo pseudonimo) dell’utente a cui si vuole fare arrivare il nostro messaggio.

FTP (Trasferire File)

Quando invece che mandare o ricevere messaggi si vuol mandare o ricevere interi file, Internet offre uno strumento che si avvale di un protocollo chiamato FTP (File Transfer Protocol, protocollo per il trasferimento di file). Il protocollo FTP funziona con il sistema client-server, cioè con un computer server in grado di fornire risorse ad altri computer detti client. Per accedere ad un sito FTP basta conoscere il suo indirizzo (IP). Esiste un grande numero di biblioteche che contengono archivi, cioè raccolte di file trasferibili. Si tratta in genere di programmi che vengono offerti in due modi principali:

Newsgroup

Si può partecipare a discussioni sui più ampi generi di argomento attraverso delle vere e proprie conferenze elettroniche (o forum pubblici) chiamate newsgroup o gruppi di discussione; un newsgroup si può infatti definire un punto di ritrovo (bacheca elettronica) per persone che hanno interessi simili e sui quali vogliono discutere, inviando o leggendo dei contributi che si chiamano articoli. I newsgroup sono quindi delle conferenze aperte da cui i partecipanti possono ricevere messaggi e a cui possono contribuire inviando messaggi pubblici che vengono distribuiti a tutti i sistemi collegati. In realtà i newsgroup (abbreviato in news) sono nati con una propria rete, la Usenet, che poi è stata conglobata all’interno di Internet. Tanto per farsi un’idea i gruppi di discussione esistenti nel mondo sono circa 10 mila, e ce ne sono almeno 2.500 così diffusi da poter essere considerati mondiali, nei quali quindi la lingua usata è l’inglese. Non si contano poi i newsgroup locali, dove si possono usare anche altre lingue.

Ricercare nella rete

Internet presenta il problema tipico di qualsiasi sistema che contenga troppe informazioni, cioè il problema di trovarle quando ci servono. Ormai cresciuta la rete ogni oltre limite controllabile, non esiste un indice completo dei siti di Internet e del loro contenuto. Questo pone il problema di come cercare su Internet quello che ci serve. Oggi la ricerca in Internet si fa principalmente attraverso i cosiddetti motori di ricerca che sono dei grossi database che si muovono all’interno delle pagine del World Wide Web (www) per catalogare le informazioni secondo il metodo di ricerca proprio dei database. Spesso la ricerca si fa per parole chiave e condizioni altre equivalenti, per trovare o eliminare corrispondenze.

I virus in Internet

I virus altro non sono che semplici e a volte banali programmi che sfruttano errori e malfunzionamenti dei programmi usati sul vostro computer, fanno eseguire operazioni più o meno dannose non desiderate. Difendersi dai virus è una impresa più o meno difficile a seconda del sistema operativo usato. I programmi chiamati "antivirus" offrono una limitata garanzia, visto che evidenziano il virus una volta che questo è già entrato nel sistema e tenta di compiere danni. Con la rapida evoluzione del software in Internet, gli antivirus tendono ad invecchiare molto presto e ad essere inefficaci con i virus particolarmente recenti. Pericoloso possono essere anche alcune pagine web, specialmente se contenenti chiamate particolari e visualizzate con browser che non filtrano i comandi da eseguire nel sistema. Per difendersi conviene controllare sempre eventuali programmi provenienti da fonte insicura. I grossi archivi di software in Internet sono controllati, ma non lo sono invece i piccoli archivi di competenza di gente comune. Non esistono virus che si propagano nei messaggi di posta elettronica, salvo messaggi contenenti programmi eseguibili (che però è sempre l’utente ad estrarre od attivare) o documenti contenenti sequenze di comandi (macro) eseguiti automaticamente (specialmente documenti MS Word). I messaggi di posta che chiedono di essere diffusi a tutte le persone o mailing list conosciuti sono da ignorare completamente a prescindere dal contenuto, nella gran parte dei casi si tratta di messaggi in circolazione da tempo e ormai inutili da diffondere. Generalmente creano soltanto spreco di risorse.


Perchè Internet [Amedeo Martone]

Internet è un mezzo di comunicazione che sta diventando sempre più potente e multifunzionale: chi possiede un sito efficiente ha la possibilità di dare e ricevere informazioni 7 giorni alla settimana, 24 ore su 24, dialogare con i propri clienti (acquisiti e potenziali), fornire servizi, ampliare il raggio d'azione e i confini geografici della propria comunicazione e del proprio mercato di riferimento. A fronte di tutte queste possibilità, i costi di realizzazione di un sito sono relativamente contenuti, soprattutto rispetto ai mezzi tradizionali, come per esempio un catalogo, che ha alti costi di produzione, non è più modificabile una volta stampato e va distribuito fisicamente. Date queste premesse è facile comprendere come la realizzazione di un sito stia diventando un'azione sempre più strategica non solo per le grandi aziende, ma anche per piccole imprese e liberi professionisti, a patto che si tratti di uno strumento di comunicazione efficace, realizzato ad hoc e la cui progettazione parte proprio dalle esigenze specifiche del committente.


Utilizzare internet [Amedeo Martone]

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UTILIZZARE INTERNET Grazie allo sviluppo di Internet, il periodo attuale è stato definito era delle comunicazione globale. Comunicazione che puo' avvenire in tempo reale e non, per lavoro o per diletto e in diverse forme. Grazie alla Rete è possibile trovare, pubblicare e scambiare informazioni relative ai più disparati argomenti in svariati modi:

World Wide Web: è per molti sinonimo di Internet, in quanto rappresenta il servizio più conosciuto. La maggiorparte dei contenuti sulla Rete, viene offerta mediante questo tipo di media, le cui pagine danno forma a molteplici tipologie di siti: Portali tecnico-informatici, di medicina, per la ricerca di lavoro, servizi di Home Banking, Virtual Shop, o Weblog sono solamente alcuni dei possibili contenuti. Il web è la più grande ragnatela globale di informazioni, organizzata in ipertesti, i quali possono essere collegati tra loro. La ricerca delle informazioni, avviene solitamente tramite i cosiddetti motori di ricerca (Google, Altavista ecc) i quali offrono una guida nell'enorme quantità di dati disponsibili.

Posta Elettronica: tra le applicazioni più diffuse vi è senz'altro l'E-Mail, usata ogni giorno da milioni di persone per lavoro, o semplicemente come mezzo di comunicazione in luogo delle tradizionali lettere cartacee. Grazie alla posta elettronica è possibile infatti inviare e ricevere quasi istantaneamente messaggi contenenti testi, immagini suoni o allegati di varia natura quali fogli elettronici, disegni Cad, programmi ed altro.

Mailing List: si basano sull'utilizzo della posta elettronica. Iscrivendosi ad una maling list di proprio interesse (ne esistono su svariati argomenti) si ricevono periodicamente email contenenti informazioni riguardanti l'argomento desiderato.

Newsgroup: una sorta di bacheca elettronica sulla quale postare e leggere messaggi inerenti ad argomenti di interesse comune. Tramite un newsgroup client è possbile sottoscrivere l'iscrizione al gruppo di proprio interesse e leggere o scrivere messaggi discutendo con gli altri partecipanti. I newsgroup, anche chiamati gruppi di discussione, sono disponibili collegandosi ad un news server e sono organizzati in modo gerarchico. Alcuni esempi di newsgroup sono it.lavoro.informatica in cui si discute di informatica (.informatica), in relazione ai rapporti di lavoro (.lavoro) ed in italiano (.it).

Transferimento di file: il quale permette di scaricare programmi, immagini, file musicali in MP3, Video MPEG da appositi server o siti in rete, oppure trasferire su server in Internet i propri file per esempio al fine di costruire un sito web.

Chat e Instant Messaging: Le chat nate grazie allo sviluppo del protocollo IRC nel 1985, permettono di comunicare in tempo reale, collegandosi ad un IRC server. Su un IRC Server gli utenti posson formare dei canali e riunirsi. L'evoluzione dei software di chat possono essere rappresentate da quelli Instant Messaging, in quali permettono di identificare l'utente in modo univoco e di recapitare i messaggi anche qualora il destinatario non fosse in quel momento collegato.

Stream Audio Video: La diffusione crescente della banda larga, permette un'utilizzo più multimediale della rete, quindi non solamente testo e immagini statiche ma anche video ed audio come per esempio la possibilità di effettuare videoconferenze oppure seguire progammi televisivi scelti dall'utente (Tv on demand) e utilizzare il telefono.

Internet è comunque un mondo in continuo movimento, sia per quanto riguarda i contenuti, che i media tramite i quali vi si accede.





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