Tecnologie Web : Ipertesti

Da Wiki Corso Web.

Indice

STATO=Libero

Ipertesto in ambito generale [Polidoro Alessio]


Che cos'è unipertesto? Rispondere a questa domanda può essere molto complesso. In realtà la risposta può essere invece piú semplice qualora si considerassero le nostre conoscenze comuni, non necessariamente informatiche.


Ciò che ogni uomo fa, nell’arco della giornata è comunicare. La comunicazione avviene attraverso linguaggi, codici di natura differente, i quali permettono principalmente una trasmissione di messaggi. In realtà ogni nostro pensiero è un atto comunicativo composto di elementi semplici (informazioni) che connessi tra di loro realizzano significati anche molto complessi. Il modo attraverso il quale le informazioni si connettono è variabile, ad esempio attraverso la logica, l'emozione o il ricordo.


Uno dei modi principali mediante i quali si è cercato di dare stabilità nel tempo ai nostri pensieri è il testo scritto. Esso ha bisogno di un medium fisico e tra quelli possibili la società umana in questi ultimi secoli ha utilizzato la carta. La fisicità della carta impone però alla scrittura dei limiti difficilmente superabili, in quanto è un supporto rigido, nel senso che il pensiero che trova forma attraverso di essa si dispone necessariamente in modo sequenziale, cosí come in sequenza si dispongono le pagine di un libro.


La contemporaneità, che sperimentiamo nella vita quotidiana deve necessariamente distendersi nel tempo (della scrittura e della lettura) e nello spazio (della pagina), trovando in questo modo un ordine, una struttura di tipo lineare. Naturalmente perché l'informazione sia dotata di un qualche significato, deve essere organizzata, e la struttura lineare soddisfa abbastanza bene questa esigenza. Abbastanza bene, ma non in modo perfetto, tanto che l'uomo ha sviluppato contemporaneamente anche altri tipi di linguaggi ed ha escogitato una serie di accorgimenti per ovviare, almeno parzialmente, agli inconvenienti della scrittura: note a piè di pagina, rimandi a fianco del testo, immagini, indici, eccetera. Tutti questi espedienti mirano ad attenuare la rigidità del medium cartaceo, dilatando l'originaria natura unidimensionale del testo.


Definizione [Alessio Polidoro]

Potremmo tentare a questo punto di definire che cosa significhi ipertestuale: ipertestuale è un'organizzazione dell'informazione non sequenziale. Ad esempio un libro-game può essere considerato ipertestuale; allo stesso modo sono considerate ipertestuali quelle tecniche o metodi che utilizziamo per tracciare relazioni tra le informazioni fisicamente collocate all'interno di un volume cartaceo. Non è dunque la tipologia di informazione (testo, immagine, suono, animazione) a far sí che si possa parlare diipertesto, quanto la loro organizzazione, le connessioni che tracciamo tra di essi, la multidimensionalità della struttura.


L'ipertesto è un testo multidimensionale. La struttura interna di un testo è unidimensionale” (Roy Rada).


Dunque il supporto con cui viene veicolata l'informazione non è sufficiente a far sí che si possa parlare di ipertesto: non tutto ciò che si trova su floppy-disk o su CD-Rom può essere definito ipertestuale. Molti prodotti cosiddetti multimediali non hanno affatto caratteristiche ipertestuali.


Come si giustifica allora l'interesse di oggi per gli ipertesti?


Le origini [Mariana Conte]

Il modello di ipertesto propriamente detto nacque all’inizio degli anni ’60 con le ricerche di Ted Nelson, che però, come vedremo, non portarono alla nascita di nessuna implementazione reale. Nella seconda metà degli anni ’60 cominciarono ad apparire alcuni sistemi ipertestuali, alcuni che utilizzavano come spunto le idee di Nelson, mentre altre nacquero in modo completamente indipendente. In ogni caso, durante quel periodo tutta la ricerca sull’argomento venne condotta nei laboratori di università e centri di ricerca (spesso sovvenzionati da enti governativi), mentre l’industria non mostrò - se non in modo assolutamente sporadico – alcun interesse nei confronti dei sistemi ipertestuali.


Gli anni ’80: l’ipertesto diventa commerciale [Mariana Conte]

Con l’inizio degli anni ’80, la ricerca sui sistemi ipertestuali ed ipermediali cominciò ad uscire dai laboratori delle università e dei centri di ricerca, per approdare in quelli delle aziende commerciali, le quali finalmente iniziarono a guardare con interesse alle potenzialità fornite da insiemi destrutturati ma organizzati di informazioni. Parallelamente, cominciarono ad essere disponibili computers personali (microcomputer e workstation) dotati d’interfaccia grafica, sulla quale era possibile implementare, efficientemente ed a costo relativamente basso, sistemi ipermediali particolarmente evoluti e piacevoli da usare. Questi due fattori portarono quindi alla creazione di moltissimi sistemi ipertestuali, e quasi tutti divennero dei prodotti commerciali; indicheremo quelli più significativi, ma è da notare che però solo HyperCard della Apple Computers raggiunse un sensibile successo commerciale.


L'Ipertesto [Francesca Mangione]

Di cosa si tratta? [Silvia Antognazza]

Ipertesti e Ipermedia from Andrea Garavaglia on Vimeo.


Ipertesti in ambito informatico [Alessio Polidoro]

La comparsa dei moderni computer, dotati di capacità di memoria molto elevate, dei floppy-disk prima e dei CD-Rom poi, ha dato invece la possibilità di immagazzinare una grande quantità di informazioni all'interno di uno stesso “luogo”, il quale può essere visitato da ognuno di noi in qualunque momento, senza necessità di spostarsi da casa o dal luogo di lavoro, e in tempi molto rapidi.


Il diffondersi delle reti telematiche come Internet ha moltiplicato a livello esponenziale le possibilità di accesso all'informazione. Per quanto riguarda gli ipertesti in ambito informatico, il computer ha automatizzato il passaggio da un documento all'altro. I documenti sono leggibili a video grazie a un'interfaccia elettronica e le parole chiave in esso contenute appaiono visivamente marcate in maniera da renderle riconoscibili.


L'ipertesto consiste in un collegamento alla parola chiave, la quale può apparire a schermo anche sotto forma di icona o immagine. Selezionando la parola oppure l’oggetto attraverso il mouse si ottiene come conseguenza l'apertura di un altro documento. Quindi le parole chiave funzionano come collegamenti ipertestuali, i quali consentono all'utente di navigare verso informazioni aggiuntive.


Dopo la nascita del World Wide Web l'ipertesto ha avuto un notevole sviluppo. Il web è stato infatti concepito dal suo inventore, Tim Berners-Lee, come un ipertesto globale in cui tutti i siti mondiali possono essere consultati da tutti, navigando tramitelink e attraverso il browser. Concludendo l'ipertesto è rappresentato come un metodo attraverso cui si trasmette conoscenza.


<head></head><body><center><img src="http://www.cs.sfu.ca/CC/365/mark/material/notes/Chap1/hypertext.gif"></img></center></body>


Ecco un esempio di creazione di un link in HTML:

<img class="FCK__MWTemplate" src="spacer.gif" _fckfakelement="true" _fckrealelement="0" _fck_mw_template="true">


Riferimenti [Alessio Polidoro]

http://www.webalice.it/jack.rota/news3.htm&nbsp;: Link nel quale viene fornita una spiegazione di ipertesto, valutandone inoltre i vantaggi e gli svantaggi di questo approccio.

http://www.funzioniobiettivo.it/glossadid/Ipertesto.htm&nbsp;: Link nel quale viene affrontata la progettazione di mappe dell'ipertesto (collegamenti fra contenuti informativi).




<a href="http://wikicorsoweb.altervista.org/index.php/Tecnologie_Web">back</a>


Problemi di disorientamento nella navigazione in ipertesti  [Ferioli Francesca]

La navigazione all'interno di un sistema ipertestuale come Internet non è un processo privo di ostacoli. I problemi associati a questo processo sono principalmente due:

Quest'ultimo viene inteso come la tendenza dell'utente a perdere la sua direzione in un documento ipertestuale. Queste difficoltà sono comunemente descritte dall'espressione "perso nell'iperspazio". Gli utenti non riescono a identificare la loro posizione, né a tornare ai contenuti visitati precedentemente; non riescono a raggiungere le informazioni che desiderano; non riescono a ricordare che cosa hanno visitato nelle pagine precedenti, né a identificare i punti chiave della loro navigazione. Questo fenomeno sperimentato con continuità può frustrare l'utente e influire negativamente sul processo di interazione, addirittura spingendolo a non usare più il sistema che viene percepito come inutile e privo delle informazioni necessarie.

In altre parole, viene meno l'obiettivo fondamentale di un ipertesto, quello di fornire un facile accesso alle informazioni. Diversi autori hanno tentato di individuare strategie di progettazione che consentano di ridurre questi fenomeni. In generale, la sensibilità al carico e al disorientamento è legata alla scarsa familiarità dell'utente con le strutture concettuali e organizzative del sito che sta navigando, oppure si verifica quando viene richiesto alla memoria a breve termine uno sforzo che non è in grado di sostenere. Spesso gli utenti arrivano in un punto particolare all'interno del documento e non ricordano che cosa stavano cercando. Questo effetto è stato denominato Art Museum Phenomenon: l'utente riporta di provare la sgradevole sensazione di emergere da una lunga sessione di lettura e di essere incapace di ricordare ciò che ha letto o visto. Alcune evidenze sperimentali hanno mostrato che possibile facilitare la navigazione fornendo all'utente aiuti contestuali in grado di evidenziare la situazione corrente e tener traccia dei nodi esplorati in precedenza.

Park e Kim (2000) per esempio, hanno esaminato gli effetti di due tipi di informazioni contestuali (strutturale e temporale) attraverso la valutazione dell'efficacia degli aiuti contestuali alla navigazione in due differenti tipologie di sistemi: un sistema e-commerce gerarchicamente strutturato e un sistema informativo "a contenuto sparso". I risultati di questo studio hanno mostrato come l'informazione contestuale fornita fosse in grado di modificare il pattern di navigazione degli utenti, rendendo la loro navigazione più lineare e meno soggetta a fenomeni di disorientamento.


Possibili soluzioni

I sistemi ipertestuali, siano essi semplici o complessi, possono essere migliorati rendendo disponibile all'utente strutture o aiuti che facilitino la navigazione o progettando sistemi dotati di un'architettura "cognitivamente orientata", di metafore appropriate e di relazioni tra strutture fisiche e semantiche. La coerenza è una caratteristica fondamentale per ottenere delle buone architetture dell'informazione. Una volta scelto un criterio di classificazione delle informazioni, esso va applicato all'intero sistema. Questo accorgimento può rivelarsi estremamente importante non solo per garantire agli utenti un'interfaccia coerente e prevedibile, ma anche per poter impostare una navigazione agile ed intuitiva fra i vari contenuti.

Una serie di strumenti (interni all’ipertesto o piuttosto integrati nel browser o più in generale nel visualizzatore) cercano di porre rimedio all’effetto di disorientamento mediante: mappe del sito, anche con funzione di indice; tasti di navigazione; l’uso della grafica per distinguere links interni ed esterni; la visualizzazione della lista delle pagine visitate; visite guidate all’ipertesto; motori di ricerca per parole chiave; una funzione segnalibro.

Sarà compito del progettista dell’ipertesto fornire questi strumenti in maniera opportuna. Di conseguenza la maggior parte dei siti che si rispettino mettono a disposizione degli utenti menu, link rapidi, mappe del sito e motore di ricerca interno.

Quindi in fase di progettazione bisogna:

Nella fase di realizzazione bisogna:

Infine nella fase di test bisogna:


L’operazione della tematizzazione e della sua organizzazione in sottoinsiemi di interesse è di fondamentale importanza e richiede una selezione ben definita e coerente con l’argomento generale che verrà presentato nell’ipertesto. Si può immaginare una corrispondenza tra gli argomenti scelti e le unità di contenuto da preparare. Ad ogni tema corrisponderà un nodo informativo o un gruppo di nodi che svilupperanno le sotto-tematizzazioni. In questo modo si eviterà la scelta di temi troppo ampi, che difficilmente potrebbero essere sviluppati in modo efficace evitando il vincolo della pagina sullo schermo. Un corretto lavoro di articolazione tematica può restituire ai progettisti una prima visione d’insieme già abbastanza chiara e definita delle aree di contenuto da sviluppare e ne prefigura una prima possibile segmentazione negli spazi rappresentativi dei nodi e delle pagine del nostro ipertesto. Tale visione grafica dell’architettura dei contenuti in via di costruzione è anche una prima visione d’insieme dei percorsi che l’autore intende offrire al lettore. Costruendo in questo modo la mappa dell’ipertesto si adotta una strategia cognitiva di organizzazione dei contenuti che si chiama top-down (dall’alto verso il basso), che si muove dalla struttura generale ai singoli elementi che la compongono.



Fonti: Di Nocera F. "Che cos'è l'ergonomia cognitiva", 2004

         www.donatantonio.net/blog/tag/ipertesto-disorientamento




I collegamenti ipertestuali (inserire link) [Fabrizio Pontiggia]


Internet è nato ed è diventato grande grazie alla teoria ipertestuale, ovvero alla possibilità offerta agli utenti di poter navigare comodamente tra le pagine di un sito e di raggiungere altri siti con un semplice click su quello che viene definito, appunto, collegamento ipertestuale o link.

In HTML i link si generano col tag a che sta per ancora, inteso come ancoraggio tra più pagine.

La sintassi è semplice:

<a href="pippo.html">Pippo</a>

Si utilizza l'attributo obbligatorio href (riferimento ipertestuale) per specificare la pagina da raggiungere.

Le URL (acronimo di United Resource Locator) che si possono specificare sono di due tipi:

relative - si specifica solo il nome del file;
assolute - si specifica l'intero percorso, come nell'esempio:

<a href="http://www.sito.ext/pippo.html">Pippo</a>

Attraverso più link si possono creare interi menu di navigazione:

<a href="pippo.html">Pippo</a><br>
<a href="pluto.html">Pluto</a><br>
<a href="paperino.html">Paperino</a><br>

Il tag a ha una serie di interessanti attributi:

title - specifica un'etichetta al link;
target - permette di aprire il link in una nuova finestra;
name - permette di creare link interni alle pagine.

Vediamo un esempio di ognuno.

<!-- Crea un'etichetta -->

<a href="pippo.html" title="Pagina di Pippo">Pippo</a>

<!-- Apre un link in una nuova finestra col valore _blank -->

<a href="pippo.html" target="_blank">Pippo</a>

Passiamo ad un esempio più completo e complesso di link interno ad una pagina HTML:

<html>
<head>
<title>Titolo della pagina...</title>
</head>
<body>

<a name="inizio"></a>

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<a href="#inizio">Vai a inizio pagina</a>

</body>
</html>

Si testi l'esempio per comprenderne a fondo il funzionamento.





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