Trovare l’informazione : I motori di ricerca

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Cos’è: [Davide Landi ]

Il numero di siti Internet ormai ha raggiunto una crescita esponenziale. Ogni sito è costituito da diverse pagine alcune volte centinaia, da qui l’esigenza di un motore di ricerca che ne permetta all0utente di consultarli in modo veloce ed efficente.

Un motore di ricerca è programma raggiungibile attraverso la rete che è in grado di indicizzare e fornire informazioni presenti su internet. L’utente può facilmente, e in modo gratuito, utilizzare il motore tramite un interfaccia posta su un sito web. L’utente immetterà le parole chiave che rappresentano ciò che desidera trovare nel web e il motore di ricerca restituirà una serie di pagine internet che riterrà affini alla parole inserite.

 

Come funziona:  [Davide Landi ]

Il principio è semplice:

• l'utente indica una o più parole chiave

• il motore di ricerca esegue una ricerca nel suo data base e recensisce i siti, o le pagine, che corrispondono alle parole, chiave

• come risultato appare un elenco, in cui ogni nome di sito , costituisce un collegamento. L'elenco in gergo si chiama SERP. È sufficiente fare click su uno di questi collegamenti per visitare il sito Internet corrispondente.

Perché il sistema funzioni, il motore di ricerca deve aggiornare il data base che contiene gli indirizzi dei siti Internet. Questa operazione è assicurata principalmente dagli sviluppatori che rendono noti i loro siti ai diversi motori di ricerca. Questa operazione si chiama indicizzazione. Inoltre alcuni motori di ricerca esplorarano le pagine di ogni sito per cercare di recuperare collegamenti ad altri servizi che non potrebbero figurare nei loro database.

Funzionamento in dettaglio:  [Mazzotta Simone]

L'immagine sottostante raffigura i vari moduli in cui può essere scomposto un motore di ricerca web. Il compito ed il funzionamento dei vari componenti verrà quindi spiegato nel proseguo della trattazione. schema_motori_di_ricerca.jpg

Reperimento delle pagine [Mazzotta Simone]

Il reperimento, anche chiamato gatherer (raccoglitore), si può dividere in tre componenti:

In pratica, quando i siti vengono "registrati" dai motori di ricerca non fanno altro che far "leggere" tutte le pagine del sito da un programma "ragno".

L'indicizzazione [Mazzotta Simone]

Questa seconda fase inizia da dove hanno terminato gli spider. Nella fase di indicizzazione la pagina viene prelevata dal magazzino dopo di che viene analizzata e scomposta nelle varie parole che la compongono. Per ogni parola viene creato un piccolo registro che riporta varie informazioni: l'occorenza (numero di ripetizioni nella pagina), la dimensione del carattere, il marcatore in cui è inclusa oltre che, naturalmente, il codice identificativo della pagina (page IN). Ognuno di questi piccoli registri viene poi salvato nelle memorie di un computer appropriato.

Interrogazione e ranking [Mazzotta Simone]

Il motore analizza la sintassi della richiesta o query inserita dall’utente nella fase di search, ne individua le parole che la compongono ed effettua un'interrogazione presso i computer che contengono i registri appropriati per effettuare un recupero o retrieval dei documenti. A questo punto viene attribuito un valore alle varie pagine individuate (ranking), il punteggio dipende da come l'algoritmo del motore valuta le varie occorrenze della parola. Le pagine con il punteggio più alto vengono dunque inserite nella lista dei risultati e, per ogni pagina, oltre al collegamento diretto con la stessa, vengono fornite una serie di informazioni aggiuntive come: il titolo della pagina, una breve descrizione, le dimensioni, la misura dell'attinenza, la dimensione in Kb, ecc... Il motore da origine ad una lista di documenti, presentando in primo luogo quelli più rilevanti che meglio dovrebbero incontrare le vostre esigenze, a volte viene fornito anche un valore (espresso con un numero od una percentuale) per indicare l'attinenza del documento con quanto cercato. Il metodo che utilizzano è quello di memorizzare le parole chiave del testo della pagina.

Conclusioni funzionamento [Mazzotta Simone]

I motori indicizzano tutte le pagine che gli vengono sottoposte, alcuni sono addirittura predisposti a seguire i link per trovare autonomamente le informazioni, un sito può dunque essere presente con più pagine Web su uno stesso motore. I diversi motori disponibili forniscono risultati differenti anche se nell'interrogazione si usano le stesse parole. I fattori che determinano queste differenze sono: la grandezza del database, la frequenza con cui quest'ultimo viene aggiornato, la diversità delle opzioni di ricerca fornite e la tecnologia di ricerca utilizzata dal motore.

Ad oggi, la quasi totalità del mercato è in possesso di Google e del suo motore di ricerca, che è riuscito a sbaragliare la concorrenza. Mi chiedo però se questo sia il miglior motore di ricerca per ora disponibile, dato che molte delle mie ricerche non hanno esito positivo oppure lo hanno solo dopo molto tempo trascorso ad analizzare tutti i risultati proposti o a riformulare query molto simili fra loro.

Per maggiori informazioni sul funzionamento dell' information retrieval sul web:

Information retrieval da Wikipedia interessante trattazione sui modelli per la rappresentazione dei documenti;
webric.it breve guida con approfondimenti;
sitialtop.it presenta anche una breve spiegazione dei metamotori e delle guide gerarchiche;
laterza.it espone, oltre strumenti e strategie, anche interessanti esempi sul futuro dell' information retrieval.

Interessante video di un famoso documentario italiano che spiega in generale come funziona google, ma tratta anche del suo funzionamento:



 Diffusione:  [Davide Landi ]

Dopo la posta elettronica, i Motori di Ricerca sono gli strumenti più utilizzati su Internet. Oltre il 90% dei navigatori italiani cerca informazioni tramite i Motori di Ricerca e in tutto il mondo sono oltre 500 milioni le ricerche effettuate quotidianamente. Secondo i dati di Overture oltre il 40% degli acquisti portati a termine sulla Rete, sono determinati dai risultati prodotti dai Motori di Ricerca.

Dal punto di vista dell'Advertising, essi rappresentano in assoluto la più grande oppurtunità per produrre comunicazione mirata ottimizzando i costi. Con questi strumenti, le Aziende hanno la possibilità di mostrare i propri prodotti proprio nel momento in cui i Clienti li stanno cercando.

 

I principali motori di ricerca:  [Davide Landi ]


Google [Davide Landi ]

Il Motore di Ricerca più popolare è sicuramente Google. Non è stato il primo a comparire sulla scena (debutta solo nel 1998) ma è diventato il miglior motore disponibile con oltre 4.5 miliardi di pagine indicizzate. La parola "Google" è un gioco di parole che richiama la parola "Googol", che fu inventata da Milton Sirotta, per descrivere il numero 1 seguito da 100 zeri. Il termine riflette la missione del motore di ricerca: organizzare un' immensa mole di informazioni e documenti disponibili sul web. La caratteristica principale di Google è certamente il PageRank: un algoritmo che si basa sulla premessa che l'importanza di una pagina web può essere valutata dal numero di citazioni (link) che puntano ad essa e presenti su altre pagine. Il meccanismo di funzionamento di Google evita all'utente di scaricare pagine irrilevanti ai fini della ricerca consentendogli ulteriori risparmi di tempo e connessione: nei risultati vengono estrapolate solo le porzioni di testo contenente i termini della ricerca. A differenza di suoi concorrenti, Google si differenzia innanzitutto per l'assenza di qualsiasi Banner sia sulla Home che sulle pagine di ricerca. Il sistema di Pubblicità creato da Google si chiama AdWords che permette agli stessi inserzionisti di generare annunci esclusivamente testuali che vengono pubblicati accanto ai risultati di ricerca e da questi ben distinti.


L'evoluzione di Google dal '98 al 2007 [Valeria Gennari]

Google.com e il suo logo sono cambiati nel corso degli anni, questo video-omaggio ripercorre la loro evoluzione dall'inzio dei suoi servizi alla Stanford University per l'intera comunità di internet fino a qualche anno fa...



La storia dei Doodle in un click [Valeria Gennari]


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Doodle, ovvero le immagini interattive che sostituiscono di tanto in tanto il logo Google sulla homepage del celebre motore di ricerca, sono ormai un marchio di fabbrica del colosso di Mountain View. Google ha anche ricevuto in concessione dalle autorità competenti un apposito brevetto. L’importanza dei Doogle è tale da convincere i vertici dell’azienda ad aprire un mini-sito dedicato che da oggi raccoglie tutti i Doodle mai resi pubblici su Google dal 1998 ad oggi. Un viaggio alla scoperta delle curiose immagini studiate per rappresentare un particolare evento storico o di attualità. Dal 1998, quando erano solo semplici versioni differenti del logo standard, fino al 2009, anno in cui è stato introdotto il primo Doodle interattivo che permetteva di interagire con alcuni dolci per Halloween. Da lì è partita una serie di Doodle interessanti e alcuni persino pericolosi in ufficio, poiché in grado di distogliere l’attenzione dal lavoro. Si pensi al livello di Pac-Man costruito intorno il logo Google, al filmato dedicato a Charlie Chaplin, agli assoli di chitarra da comporre in memoria di Les Paul e molti altri ancora, tutti caratterizzati dalla capacità di attirare l’attenzione dei visitatori e di lasciarli “incollati” al monitor del proprio computer per diverso tempo. Google tiene particolarmente alle sue creazioni. Questo mini-sito ne è la dimostrazione, ma lo è altrettanto il fatto che siano ancora tutti perfettamente funzionanti. «Guai a toccarli», si dice in quel di Mountain View, e quindi ecco che è possibile di nuovo mandare l’uomo sullo spazio per la prima volta, assistere alle coreografie di Martha Graham o ammirare il logo “cartoon” di Google dedicato al centesimo compleanno di Mary Blair.

Ecco il link al sito: doodles

Yahoo! Search  [Davide Landi ]  

Prima dell'avvento di Google, è stato indubbiamente il più popolare. Yahoo, non nasce come Motore di Ricerca vero e proprio, bensì come Directory, ossia un elenco di siti web (e non di singole pagine) suddiviso per argomento. Successivamente ad una partnership con Google, negli ultimi due anni gli utenti hanno potuto utilizzare Yahoo alla stregua di un vero motore di ricerca poichè i risultati proprietari erano di Google. In seguito ad una scissione da Google, Yahoo ha cominciato ad offrire propri risultati mediante l'utilizzo di un agente (crawler) denominato Yahoo Slurp. Con l'acquisto di Overture, Yahoo è diventato il concorrente principale di Google e del suo AdWords.


Microsoft: Msn- Search  [Davide Landi ]

Nel Febbraio del 2005 ha debuttato il motore della Microsoft: MSN Search. Questo motore ha indicizzato oltre cinque miliardi di pagine web e prevede un continuo aggiornamento (ogni due giorni): una frequenza maggiore quindi del rivale Google. Integrato con l'enciclopedia Encarta, questo motore di ricerca presenta alcune caratteristiche innovative: potrà fornire, ad esempio, risposte dirette a domande quali “il nome del primo uomo atterrato sulla luna”, e simili sfruttando quindi il linguaggio naturale.


Microsoft: Bing [Melania Mauri]

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Bing è il motore di ricerca Microsoft, nato nel giugno 2009; è disponibile in 40 lingue e offre, oltre alla semplcie ricerca, servizi quali: maps, news, images, videos, shopping, translator e molti altri. Il nome "Bing" è un'onomatopea, ovvero è un vocabolo che rimanda ad un suono, in questo caso il "bing" sarebbe il suono associato ad una lampadina che si accende e quindi alla scoperta di qualcosa; secondo altri "Bing" sarebbe un acronimo per "Bing is not Google". Secondo le statistiche, Bing è il terzo motore di ricerca al mondo(3% degli utenti), dopo Google(91% degli utenti) e Yahoo(4% degli utenti).

Partnership con Facebook

A partire da maggio 2011 Bing ha stretto un accordo con Facebook, nel tentativo di offrire un servizio migliore di Google; Bing ha infatti lanciato una ricerca di tipo social, ovvero che ricalca il mondo reale, basandosi sulla convinzione che i consigli dei nostri amici valgono molto di più di qualunque pubblicità. Esistono già siti come Yelp o Tripadvisor, contenenti raccomandazioni e recensioni pubblicate dagli utenti, ma nessuno di questi siti propone contenuti o interazioni provenienti dalla propria rete di amici. Tale funzione invece è presente su Bing, che grazie all’integrazione con Facebook, renderà più ricchi e personalizzati i risultati della ricerca. In serp (serach engine result page) compariranno infatti elementi social, come l’avatar ed i like assegnati dalla nostra rete di amici di facebook ad un dato sito presente nei risultati della ricerca. Questo vale naturalmente anche per ricerche correlate ad hotel, voli e destinazioni.
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Il futuro di Bing

Secondo indiscrezioni, Microsoft sarebbe in procinto di lanciare un nuovo motore di ricerca social chiamato Tulalip. (Fonte: http://mashable.com/2011/07/15/tulalip/)

Altavista  [Davide Landi ]

Altavista è uno storico Motore di Ricerca (molto utilizzato in Italia) creato dalla Digital e successivamente rilevato dalla Compaq. Nel 2002, è stato acquistato da Overture.


Ask Jeeves  [Davide Landi ]

Prende il nome dal famoso maggiordomo inventato dall'umorista Pelham Grenville Woodehouse. La particolarità di questo motore è la sua capacità del motore sfruttare il linguaggio naturale e rispondere a domande dirette.


Lycos [Davide Landi ]

Lycos è stato uno dei primi motori di ricerca ad essere stato realizzato. Sviluppato da Michael "Fuzzy" Mauldin professore alla Carnegie Mellon University. La struttura basilare di Lycos è quella del classico motore di ricerca, con un database generato sia attraverso le richieste di registrazione fatte dagli utenti, sia mediante un programma detto spider che analizza automaticamente i siti Web e ne censisce le singole pagine. Lycos è stato il primo motore di ricerca internazionale ad avere una completa interfaccia in italiano e la sua presenza nel nostro paese. La versione italiana di Lycos, dopo aver utilizzato la directory realizzata da Virgilio, ha invece predisposto un catalogo con le principali risorse Internet italiane, interamente sviluppato da un gruppo di suoi redattori. Attualmente Lycos opera in diverse decine di paesi nel mondo. Il suo mercato principale rimane quello degli Stati Uniti mentre le attività europee sono gestite tramite joint venture con operatori locali. Il modello commerciale del sito è di tipo misto e comprende quindi sia gli introiti pubblicitari delle inserzioni presenti sul sito, sia la vendita di servizi a valore aggiunto come ad esempio l'hosting di siti web.


Virgilio [Chiara Villa]

Logo virgilio.jpg
Virgilio è un portale Internet italiano nato nel 1996 come motore di ricerca e web directory curata manualmente da redattori, per evolversi via via come portale di accesso ai contenuti informativi più disparati, organizzati in canali, e a servizi quali webmail, messaggistica istantanea e chat. Il nome del portale si rifà alla guida di Dante nella Divina Commedia, come sottolineato anche dal suo primo payoff pubblicitario: "la guida italiana ad internet". Infatti in origine la peculiarità di Virgilio è stata quella di affiancare alla ricerca realizzata da un computer anche la categorizzazione di siti, con indicatori significativi per il pubblico italiano, realizzata dal gruppo di redattori che setacciano la Rete. Una delle sue peculiarità, legata al nome, era l'essere uno dei pochi out-side portal, in controtendenza con il mercato del periodo, che ridirigeva i naviganti verso "il meglio dell'argomento richiesto" dovunque fosse nel Web. In quegli anni (1999-2002) era, a pieno titolo, il miglior motore di ricerca Italiano, obiettivo e giornalistico. 


[iFrame by Davide Landi]

Alice [Chiara Villa]

 Images.jpeg Alice è stato il marchio con cui Telecom Italia commercializzava i servizi Internet per gli utenti finali.
Nasce all'inizio degli anni 2000 quando Tin.it esce dal perimetro di Telecom Italia per essere fusa in Seat Pagine Gialle per dare un nuovo nome all'offerta internet, soprattutto ADSL, commercializzata dalla casa madre. Il marchio prende progressivamente sempre più piede fino alla decisione della fine del 2005 di eliminare lo storico marchio Virgilio.it anche sul portale web del gruppo e di rinominarlo appunto Alice: verranno modificati anche tutti gli URL da virgilio.it ad alice.it. Dal 12 gennaio 2011 Telecom Italia, con l'intenzione di promuovere il marchio Telecom, ha eliminato il sito alice.it sostituito da telecomitalia.it.


Telecom Italia [Chiara Villa]

<img src="/images/thumb/c/c9/Logo.png/165px-Logo.png" _fck_mw_filename="Logo.png" _fck_mw_location="left" _fck_mw_width="165" _fck_mw_height="45" alt="Logo.png" class="fck_mw_left" /> Telecom Italia è la principale azienda italiana di telecomunicazioni, che offre in Italia e all'estero servizi di telefonia fissa, telefonia cellulare, telefonia pubblica, telefonia IP, Internet e televisione via cavo (in tecnologia IPTV). In Italia opera nella telefonia fissa e nell'accesso ad Internet con il marchio Telecom Italia, nella telefonia mobile con il marchio TIM, nella telefonia IP e nella televisione via cavo (IPTV) con il marchio IPTV di Telecom Italia.



Volunia, il motore di ricerca italiano che sconfiggerà Google ...Forse... [Simone Compagnone]

Dopo tre anni di lavoro inizia la fase di beta testing di Volunia, il motore di ricerca tutto italiano che farà morire di invidia Google. È stato creato da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Marchiori">Massimo Marchiori</a>, il padre di <a href="http://www.w3.org/People/Massimo/papers/WWW6/">Hyper Search</a>, il precursore del PageRank di Google. Per ora si potrà accedere solo su invito.

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Si chiama Volunia il nuovo motore di ricerca tutto italiano che partirà <a href="http://launch.volunia.com/">in fase sperimentale entro metà dicembre</a> in dodici lingue differenti, fra cui ovviamente quella nostrana. A presentarlo è stato Massimo Marchiori, il papà di Hyper Search e in un certo qual modo del PageRank di Google (<a href="http://www.tomshw.it/cont/news/inventa-google-nel-1995-e-ora-fa-ricerca-in-italia/33610/1.html">Inventa Google nel 1995 e ora fa ricerca in Italia</a>).

Al momento non ci sono molti particolari su quello che Volunia potrebbe offrire, Marchiori ha spiegato che "la beta è rigidamente su invito, e questi arriveranno solo una settimana prima di partire sul serio. Il fatto è cheuna realtà come Google, per fare un esempio, non ci mette niente a mettere cento ingegneri a lavorare giorno e notte sulla nostra idea e a uscire prima di noi".

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Da queste parole sembra che Volunia abbia i numeri per attirarsi le invidie di Google, e se fosse stato uno qualunque a dirlo forse potrebbe sembrare presuntuoso. Il punto è che a dirlo è Marchiori, autore dello standard mondiale P3P per la privacy del Web, e fondatore del progetto XML Query nel W3C, dove svolge la funzione di ricercatore scientifico. Volunia è frutto del lavoro di tre anni insieme a un gruppo di ricercatori dell'università di Padova, dove lavora come professore associato.

Parlando di Volunia, Marchiori ha detto che tende a essere realistico, ma "se non avessi pensato che era una cosa grossa, in grado di competere con i big della ricerca online, non mi ci sarei mai messo". Nel descrivere la filosofia di base del progetto, Marchiori ha detto: "se Google usa la clava, noi opereremo con il fioretto. Emergeremo grazie alla differenza del nostro motore. E perché Volunia sarà davvero utile alla gente".


<iframe width="500" height="300" src="http://www.youtube.com/embed/LNPap4IZb3c" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe>

La curiosità a questo punto è alle stelle e non vediamo l'ora di mettere mano su questo nuovo strumento, il cui nome fonde le radici dei termini Volo e Luna per rappresentare "la voglia di volare veramente alto, di raggiungere un traguardo ambizioso e da sogno". Marchiori ha confessato che se lui e il suo gruppo di lavoro fossero stati all'estero Volunia sarebbe online da un anno, a causa delle difficoltà burocratiche.

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Si chiama Volunia il nuovo motore di ricerca tutto italiano che partirà <a href="http://launch.volunia.com/">in fase sperimentale entro metà dicembre</a> in dodici lingue differenti, fra cui ovviamente quella nostrana. A presentarlo è stato Massimo Marchiori, il papà di Hyper Search e in un certo qual modo del PageRank di Google (<a href="http://www.tomshw.it/cont/news/inventa-google-nel-1995-e-ora-fa-ricerca-in-italia/33610/1.html">Inventa Google nel 1995 e ora fa ricerca in Italia</a>).

Al momento non ci sono molti particolari su quello che Volunia potrebbe offrire, Marchiori ha spiegato che "la beta è rigidamente su invito, e questi arriveranno solo una settimana prima di partire sul serio. Il fatto è cheuna realtà come Google, per fare un esempio, non ci mette niente a mettere cento ingegneri a lavorare giorno e notte sulla nostra idea e a uscire prima di noi".

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Da queste parole sembra che Volunia abbia i numeri per attirarsi le invidie di Google, e se fosse stato uno qualunque a dirlo forse potrebbe sembrare presuntuoso. Il punto è che a dirlo è Marchiori, autore dello standard mondiale P3P per la privacy del Web, e fondatore del progetto XML Query nel W3C, dove svolge la funzione di ricercatore scientifico. Volunia è frutto del lavoro di tre anni insieme a un gruppo di ricercatori dell'università di Padova, dove lavora come professore associato.

Parlando di Volunia, Marchiori ha detto che tende a essere realistico, ma "se non avessi pensato che era una cosa grossa, in grado di competere con i big della ricerca online, non mi ci sarei mai messo". Nel descrivere la filosofia di base del progetto, Marchiori ha detto: "se Google usa la clava, noi opereremo con il fioretto. Emergeremo grazie alla differenza del nostro motore. E perché Volunia sarà davvero utile alla gente".


<iframe width="500" height="300" src="http://www.youtube.com/embed/LNPap4IZb3c" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe>

La curiosità a questo punto è alle stelle e non vediamo l'ora di mettere mano su questo nuovo strumento, il cui nome fonde le radici dei termini Volo e Luna per rappresentare "la voglia di volare veramente alto, di raggiungere un traguardo ambizioso e da sogno". Marchiori ha confessato che se lui e il suo gruppo di lavoro fossero stati all'estero Volunia sarebbe online da un anno, a causa delle difficoltà burocratiche.

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Ora è tutto superato e arriva la fase di beta testing, con il reclutamento di un numero di tester selezionati che potrà variare fra 50 mila e 100 mila persone, che avranno il compito di verificare che il sistema risponda in modo corretto in tutte le lingue e regga all'impatto delle richieste degli utenti.

Per conoscerne di più, ecco qualche link interessante: <a href="http://mmfanclub.altervista.org/">http://mmfanclub.altervista.org/</a> , <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-11-18/massimo-marchiori-tornato-nuovo-182549.shtml?uuid=AaRFjiME">articolo del sole24ore</a> e <a href="http://mag.wired.it/rivista/storie/massimo-marchiori-c-era-una-volta-google.html">articolo su wired </a>.

Volunia: prime critiche e osservazioni [Silvia Antognazza]

Luci e ombre su Volunia, il nuovo motore di ricerca italiano di Massimo Marchiori: interessante la connotazione sociale dei contenuti e la mappa grafica ma delude il supporto esclusivo iframe e i risultati delle ricerche.
Dopo la presentazione e il lancio ufficiale delle versione beta, si cominciano a raccogliere i primi commenti su Volunia, il nuovo motore di ricerca social, nato dal progetto tutto italiano di Massimo Marchiori, tra gli autori della tecnologia HyperSearch alla base del PageRank di Google.

Le prime impressioni d’uso sottolineano alcuni aspetti positivi del progetto, evidenziando tuttavia alcune sue zone d’ombra: se i punti di forza sono aspetto sociale e capacità di rappresentare il Web sotto forma di mappa visuale, i punti deboli sono l’aspetto grafico dell’interfaccia, l’impossibilità di partire da una base di amici prelevata da altri social network con cui manca la comunicazione e le limitate capacità del motore di ricerca.

E’ proprio su quest’ultimo aspetto che si sono concentrate le critiche al progetto: non è possibile visitare Google, Facebook, Twitter o YouTube e una considerevole quantità di altri siti web, in pratica tutti quelli che – per motivi di sicurezza – non supportano la tecnologia iframe, o bloccano l’accesso se caricati all’interno di un iframe.

Al di là dei problemi legati agli iframe, i risultati delle ricerche appaiono comunque in linea di massima lacunosi e insoddisfacenti se paragonati agli altri motori di ricerca; come spiegato da Marchiori, ciò sarebbe dovuto al fatto che Volunia indicizza ad oggi solo l’1% del Web.

«Siamo solo all’1% dell’indicizzazione di tutta la Rete. Il motore semantico è ancora in cantiere, servono altri sette mesi di lavoro. C’è solo una briciola di quello che Volunia sarà in futuro», spiega infatti Marchiori.

Nonostante alcune carenze e problematiche di gioventù, Volunia appare comunque un’idea interessante, soprattutto per via della sua singolare visione sociale dei contenuti; un’idea, che se opportunamente portata avanti, potrebbe aprire alle aziende in un prossimo futuro nuove strade a livello di marketing pubblicitario.

La prova di Volunia [Marco Carisio]

Il quotidiano nazionale "Il Corriere della Sera", dopo la presentazione avvenuta all’università di Padova ha ricevuto le credenziali per l’accesso di prova a Volunia, il seguente articolo è stato estratto scritto con le informazioni tratte dalle pagine del quotidiano. Iniziamo questo viaggio:

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Inserite la Mail e password siamo dentro alla home, che subito a prima vista impressiona per essere l’esatto contrario del presunto rivale, Google: non è pulita ed essenziale, al contrario destabilizza per la presenza di pulsanti e icone colorati. Bisogna usare un po’ l’interfaccia prima di sentirsi a proprio agio. Perché Volunia si presenta come servizio di “Seek & Meet”: cerca e incontra. Non solo motore ma anche social networking. In una definizione, sempre in inglese: social browsing. Qui sta la novità della creatura del professore di matematica Massimo Marchiori. Che ha voluto fortemente andare online, seppur in fase molto “beta”, proprio perché l’idea in Volunia c’è “ed è fondamentale ora trovare la fiducia del popolo del Web e di nuovi investitori perché questa idea possa diventare una straordinaria realtà della Rete”. Centomila power-user in costante aumento e la sensazione che la faccina sorridente che simboleggia il nuovo servizio sia una sorta di demo live per attrarre nuovi capitali. “Siamo online per scuotere un po’ il torpore italiano e quello dei motori di ricerca”, chiosa Marchiori.

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L'inventore, Massimo Marchiori, informatico e matematico italiano, è conosciuto come l’inventore dell’algoritmo di Google e ha definito Volunia come l’anti-Big G. Ma le prime prove non vanno tanto bene, la delusione si cela dietro quasi ogni ricerca: nessun risultato per esempio per grandi siti come “Corriere della Sera”. Il risultato è agghiacciante: senza virgolette otteniamo uno sconfortante “non ha prodotto risultati in nessun documento”. Con le virgolette otteniamo Corriere.it (vedi sopra), poi però come secondo risultato, un’inutile pagina di Wikipedia sul film “L’ombra della sera”. Provando con “iPhone”: il primo risultato è un sito in cinese! Disorientamento, delusione. Marchiori risponde: “Siamo solo all’1% dell’indicizzazione di tutta la Rete, il motore semantico è ancora in cantiere, servono altri sette mesi di lavoro. C’è solo una briciola di quello che Volunia sarà in futuro. Anche l’indice alla base del motore è “conservativo”, rigido”. Da qui gli errori, il puntare solo su siti grossi – quelli indicizzati -, i continui risultati che si basano non sul contenuto ma sul nome dei domini (con “Monti” non troviamo il premier ma un’agenzia matrimoniale con il nome nell’indirizzo).

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Con Volunia si naviga in un frame, caratteristica un po’ da “vecchia” Internet e che per esempio rende impossibile l’accesso a Google, Facebook e Twitter. In alto nella schermata compaiono le faccine delle persone presenti in quella pagina in quel momento e quelle che sono appena transitate da lì (ovviamente se si è arrivati sul sito tramite Volunia o se il servizio è stato attivato tramite un widget che può essere inserito nel sito), a destra una finestra con la chat in diretta tra questi utenti. Social browsing, dicevamo: su Facebook diventiamo amici dei nostri conoscenti reali, tramite Volunia intrecciamo relazioni in base ai nostri interessi, ai nostri percorsi web. Una sorta di servizio social trasversale che non toglie “page views” al sito di riferimento. E che in ottica futura, quando Volunia funzionerà a regime, potrebbe diventare molto utile per i siti stessi. Anche solo aumentando il tempo di permanenza degli utenti.

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Tralasciando la parte “Media”, che dovrebbe portare in rilievo le risorse multimediali di un sito cercato ma che ora sostanzialmente non funziona, Marchiori ci tiene a sottolineare quella che secondo lui è la parte meno capita e più innovativa della sua creatura: la visione grafica (vedi sopra) a casette (un po’ in stile Geocities, personalizzabile, al momento per esempio anche in stile spaziale), dei siti e dei loro link e relazioni online. “Ora questo ambiente è fortemente statico”, ammette Marchiori, “ma è un concetto nuovo di navigazione della Rete. Tramite estensioni, e la maggior partecipazione degli utenti, diventerà un luogo vivo e interattivo, dinamico, dove alla visualizzazione grafica si aggiungerà anche una forma di entertainment legata alla navigazione che renderà il Web un posto diverso, più familiare e personale”. La metafora di Marchiori è quella delle galline chiuse in gabbia: Volunia vuole liberare i navigatori dai legami stretti di Facebook, di Gooogle e di tutti i colossi che perseguono la strada degli ambienti chiusi e proprietari. Ma il motore di ricerca dovrà funzionare a dovere, essere un vero servizio al navigatore. Altrimenti la sensazione è che un bel progetto rischi di rimanere solamente tale,un bel progetto mai decollato verso la Luna.


Volunia: ecco cosa ne pensano all’estero [Samar Ramadan]

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Il motore di ricerca Volunia è uno dei maggiori temi di discussione nel mondo del web e dei social network. Qui in Italia, gli utenti Twitter si sono scambiati opinioni, impressioni… a colpi di tweet, a volte non risparmiando critiche e commenti ironici. Ma cosa ne pensano all’estero di Volunia?, come è vista oltreoceano la creazione di Massimo Marchiori?. Volunia ha sicuramente avuto il merito di far parlare di sè, nel bene e nel male, vediamo quindi coda pensano del nuovo motore di ricerca gli esperti del settore.

Un primo riscontro di come sia visto Volunia all’estero è dato da GigaOM che (un po’ come tutti noi) si chiede se il clamore attorno al nuovo motore di ricerca, non sia destinato a portare ad una generale delusione. La prima delusione è stata la presentazione stessa, fatta in italiano e con evidenti problemi “comunicativi”. Volunia sembra voler combinare la ricerca e l’interazione sociale, il punto è che il motore di ricerca sta cercando di risolvere un problema che, al momento, nessuno ha bisogno di risolvere. Google, Bing e Yahoo dominano il mercato delle ricerche sul web, mentre per l’aspetto “sociale”, Twitter e Facebook sono più soddisfacenti per gli utenti.

Una menzione a Volunia la fà anche il Bangkok Post che, più che altro, si limita a riportare le dichiarazioni di Marchiori. Forbes incentra il suo articolo più su Massimo Marchiori che su Volunia stesso. La testata ritiene Volunia un progetto sorprendente, soprattutto considerando il fatto che la sfida al colosso Google non viene da una ricca e aggressiva società, ma da un’antica università italiana. Sia sui giornali che sui social network, le opinioni sono molto contrastanti, la tendenza generale sembra però quella di aspettare che Volunia esca dalla fase “Beta” per dare un giudizio adeguato. In fondo dare un’opinione su un prodotto che non è ancora stato aperto al pubblico potrebbe essere fuorviante.

Motori di ricerca sui social network [Chiara Pedullà***]

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I motori di ricerca all’interno dei social network sono sempre più importanti per due ragioni:

La tabella  mostra lo stato delle possibilità offerte dai motori interni di alcuni social network ed è utile a sottolineare:

Fonte: Vincosblog


Come farsi trovare dai motori di ricerca [Alessio Bellino]

Vediamo adesso come farsi trovare dai motori di ricerca tramite una serie di punti schematici.

  1.  Il codice delle pagine deve essere il più pulito e schematico possibile: evitare quindi tabelle che sporcano il codice e cercare di separare nettamente i contenuti (html) dall'impostazione grafica (css).
  2.  Scrivere le pagine con le giuste parole chiave esaltandole: sarebbe opportuno inserire all'interno del titolo (che dovrebbe essere scritto con il tag H1) il maggior numero di parole chiave mantenendo comunque un linguaggio naturale (accostare parole inutilmente potrebbe essere dannoso).
  3.  I motori di ricerca tendono a dare importanza per gradi ai titoli (da H1 - più importante - fino a H6 - meno importante) e alle parole segnate in grassetto.
  4.  Il sito deve avere una struttura dal, punto di vista dei link, chiara. Evitare quindi il passaggio di parametri (es. index.php?pagina=001), cercando quando possibile di riscrivere i link di contenuti dinamici facendoli apparire statici (utilizzando il file .htaccess su web server Apache); ricordare inoltre che i contenuti a livello più profondo saranno giudicati meno importanti (es. www.miosito.com/importante/meno-importante/ancora-meno-importante/).
  5.  Scrivere il tag TITLE in maniera chiara e con parole chiave che si considerano rilevanti.
  6. Il nome del file sul web dovrebbe anch'esso contenere parole chiave (es. www.miosito.com/parola-chiave.htm).

L'importanza di un sito web dipende inoltre dal numero di anni di attività e dai link in ingresso. Se ci sono molti link (a loro volta autorevoli) che puntato a una pagina è probabile che quella pagina assuma grandissima rilevanza per i motori di ricerca.

Unfalso mito da sfatare: i motori di ricerca ignorano del tutto i metatag keyword e description. Ciò è dovuto al fatto che spesso si mettevano parole chiave che poi non c'entravano nulla con i contenuti al fine di attirare visitatori, per tale motivo i motori di ricerca si concentrano esclusivamente sui contenuti reali della pagina facendone un'analisi testuale.

Un piccolo esperimento: agli inizi del 2008 si dimise il governatore della Sicilia Cuffaro e ci fu un gran trambusto per la rete per varie petizioni che si promossero. Feci quindi un esperimento e i risultati sono ancora visibili.

http://www.google.it/#sclient=psy-ab&hl=it&site=&source=hp&q=petizione+cuffaro


Come ottimizzare un sito web per i motori di ricerca e per le persone [Stefano Manicone]

Dalla nascita dei motori di ricerca sul web -come Google- ad oggi, poche cose hanno segnato più profondamente l’editoria online come la search engine optimization – SEO -, per l’ottimizzazione di un sito web. Nel tentativo di ampliare il proprio pubblico e quindi di guadagnare di più, molti tra coloro che pubblicano per il web si sono concentrati per nutrire i motori di ricerca di Google con metadati, ripetizioni di parole chiave, link interni e molto altro ancora. Ma la progettazione dei siti web e la conoscenza del linguaggio SEO ha anche un rovescio della medaglia: una scarsa esperienza di questi ‘trucchi’ per l’ottimizzazione dei contenuti web da parte dei comuni mortali.


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Il SEO di fatto serve soltanto ad aiutare Google anziché lettori in carne ed ossa.
La buona notizia è che le cose cominciano a cambiare anche grazie a social network come Facebook e Twitter, che permettono agli utenti di linkare i contenuti di altri utenti, e così via in una catena di rimandi che finalmente mettono in primo piano la persona.
Uno sviluppo in questa direzione è fondamentale per gli editori del web, che possono così strutturare i contenuti del proprio sito Internet in favore degli esseri umani anziché dei motori di ricerca come Google. Oltretutto, il livello di coinvolgimento del pubblico in questi casi è sempre più elevato.
Se ci pensiamo bene, questi cambiamenti non devono sorprendere più di tanto: in definitiva, l’accesso ai contenuti di ricerca di solito avviene per ottenere la risposta ad una domanda. Se Google facesse il suo dovere alla perfezione, le persone non avrebbero bisogno di navigare accuratamente all’interno di un sito di un editore per trovare ciò che stavano cercando. Allo stesso tempo, come fanno gli utenti a trovare dei contenuti originali tramite un motore di ricerca se non ne conoscono neanche l’esistenza? E’ impossibile. Il tentativo di dare delle risposte alle richieste di informazioni degli utenti del web è ammirevole, ma non è il naturale punto di partenza per scoprire contenuti interessanti.
Questo grande cambiamento richiede anche un diverso tipo di impegno da parte degli editori, che devono riuscire a creare contenuti facilmente reperibili anche dagli utenti che non sanno che esistono. Un’altra questione piuttosto complessa, poi, è di far restare le persone sul sito, una volta che l’hanno scoperto, proponendo contenuti interessanti ed originali.
Ecco quindi alcuni consigli per controllare l’ottimizzazione del proprio sito ottenendo un miglior posizionamento sui motori di ricerca.


Rendete interessante il titolo della notizia [Stefano Manicone]


I titoli delle notizie devono essere curiosi ed interessanti per il lettore, non semplicemente centrati sulla densità delle parole chiave e le ripetizioni. Un buon titolo aumenta il numero dei click, soprattutto dai social network come Facebook o Twitter.
Gli editori più famosi sanno, ad esempio, che la gente ama le liste; ad esempio, un titolo come ‘I 9 motivi per cui amiamo i cibi grassi‘ attirerà il pubblico, anche se vi trovate posizionati su Google solo con la parola chiave ‘alimenti’.


Usate le immagini [Stefano Manicone]


Aggiungete alla vostra notizia un’immagine in miniatura accattivante che la rappresenti. Proprio come le foto attirano le persone verso i contenuti di giornali e riviste, una bella immagine ottiene lo stesso effetto sui lettori digitali. Soprattutto adesso che siti come Facebook pubblicano quest’immagine in miniatura quando le persone condividono la vostra notizia, è importante scegliere una bella immagine in miniatura per catturare l’attenzione dei lettori e degli utenti dei social network.


Concentratevi sui lettori che già avete [Stefano Manicone]


Molti editori tendono a cercare sempre nuovi modi per accaparrarsi una nuova fetta di pubblico, ma è altrettanto importante concentrarsi sui lettori che già si sono acquisiti e soprattutto sull’offerta di contenuti supplementari di lettura per coloro che sono approdati al sito. Questo significa analizzare l’indice di gradimento del pubblico utilizzando ogni dispositivo di navigazione della pagina.


Create i migliori contenuti possibili [Stefano Manicone]


Scrivere pezzi originali è più facile a dirsi che a farsi. Ma ora che la scoperta di nuovi contenuti passa sempre più da persone reali che li condividono e ne raccomandano la lettura ad altri utenti, la tattica utilizzata per ottimizzare i contenuti per il web continuerà ad evolversi.
Il linguaggio SEO dovrebbe essere visto ormai come il pezzo di un puzzle ben più grande, in un mondo in cui diventa sempre più importante creare contenuti destinati agli esseri umani e non ai motori di ricerca.


Strumenti utili per l'ottimizzazione web nei motori di ricerca [Daniele Begotti]

Hit Tail[Daniele Begotti]

HitTail è un servizio fornito da The Numa Group in modalità freemium. Il servizio base infatti è gratuito ma è possibile fare un account a pagamento che fornisce opzioni aggiuntive.

Si basa sul concetto di coda lunga di Anderson. La considerazione è che gli utenti arrivano ai siti dai motori di ricerca per due possibili vie. La prima è trovando i risultati che contengono le parole chiave che magari il web designer ha inserito in un tag H1 o che vengono utilizzate maggiormente nelle pagine. La seconda via è invece quella rappresentata dalla coda lunga di utenti che giunge al sito attraverso keywords che, magari, non erano state giudicate rilevanti da chi gestisce o ha costruito il sito. Questa coda può diventare più importante della massa critica di utenti che accede attraverso parole chiave già ottimizzate per il motore di ricerca.

HitTail aiuta a cercare le keyword più interessanti nel caos della coda lunga. Il sito fornisce allo sviluppatore, che ha registrato il suo sito presso il servizio, un codice JavaScript da inserire nell'html del sito. Dopo ciò si potrà controllare dal sito di HitTail le parole chiave attraverso le quali gli utenti hanno trovato come risultato l'indirizzo di chi ha registrato l'indirizzo su HitTail. Inoltre è in grado di suggerire tra le parole chiave scovate nella coda lunga quali possono essere interessanti.

L'evoluzione [***]

La seguente infographic mostra come si sono evoluti i motori di ricerca sul web dagli anni '90 fino ad oggi, fornendo anche informazioni relative alle tecnologie introdotte al fine di migliorare efficacia ed efficienza delle ricerche.

via

Google Search Plus Your World: la ricerca diventa social [Daniele Begotti***]

La notizia dell'uscita di Google Search Plus (il nuovo modo di concepire il motore di ricerca targato Big G) è fresca: del gennaio 2012. Per ora è ancora limitato a google.com, ma in futuro potrebbe essere estera a tutti i dominii. Quello che fa google Search Plus è semplicemente includere nei risultati elementi online dell'utente stesso che lo utilizza, le persone e i contenuti che ha condiviso, e ciò che al momento non conosce ancora, ma che sarebbe interessante per lui utilizzare.

Le funzioni introdotte sono tre:

  1. I risultati personali: con questa funzione si possono trovare informazioni che, non essendo pubbliche, non troveresti nel motore di ricerca. Sono informazioni che provengono dalle proprie cerchie di Google + (a cui l'utente deve essere iscritto per utilizzare questa funzione e a cui google Search Plus Your World si appoggia).
  2. i profili nella ricerca: aggiunge i propri contatti nei risultati che si può ricevere effettuando la ricerca;
  3. google +: include le pagine google + che fanno riferimento a un argomento o a un area di interesse dell'utente;

Google Search Plus Your World apre una nuova frontiera nelle tecniche di ottimizzazione SEO finora utilizzate.

E per i più piccoli.... KIDSEARCH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! [Melissa Colombo]

Le nuove tecnologie della comunicazione coinvolgono direttamente la famiglia e il rapporto genitori – figli. In questa fase di rapido mutamento sociale e culturale tale rapporto è sovente caratterizzato da un forte divario di istruzione, quindi di conoscenza e di comprensione dei nuovi strumenti di comunicazione e fra questi Internet primeggia. Ecco un motore di ricerca ideato per i più piccoli:

www.kidsearch.it/it

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ECOSIA: Il motore di ricerca ECOLOGICO [Melissa Colombo]

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www.ecosia.org

Ecosia funziona proprio come qualsiasi altro motore di ricerca, ogni volta che qualcuno clicca su un link sponsorizzato, la società sponsor paga Bing o Yahoo per ogni clic effettuato e questi cedono ad Ecosia la parte maggiore dei guadagni realizzati.Ecosia dona almeno l’80 % di questi guadagni per sostenere il lavoro del WWF per salvare le foreste in Amazzonia.

Vedi il video per capire meglio come funziona:



Costo posizionamento sui motori di ricerca [Fabrizio Pontiggia]

Il costo del posizionamento dipende dal livello di competitivita` del settore, dal tipo di prodotto, e dalle frasi di ricerca scelte. E` impossibile standardizzare il costo del lavoro di posizionamento sui motori di ricerca. Lo sforzo e di conseguenza il costo per il lavoro di ottimizzazione e posizionamento variano a secondo del sito web, del settore, del tipo di prodotto/servizio proposto, del mercato di sbocco che ci si propone di raggiungere e, in generale, di quanto e' forte la competizione per determinate parole/frasi di ricerca.

E' intuitivo che il lavoro di posizionamento richiesto per una frase di ricerca per cui esistono 2 milioni di pagine online e' maggiore del lavoro di posizionamento richiesto per una frase di ricerca che ha solo 20000 pagine concorrenti indicizzate su Google o Yahoo ad esempio.

Richiedete un preventivo e confrontate i costi con quelli offerti da altre societa` di consulenza per capire quanto potrete risparmiare lavorando con noi.

Faremo un`analisi preliminare, gratuita e, senza alcun impegno, indicheremo il costo che dovrete sostenere e le garanzie chiare e trasparenti di InetItalia.


Attenzione al servizio di posizionamento sui motori di ricerca che state VERAMENTE comprando. Spesso viene spacciato per posizionamento sui motori di ricerca il semplice lavoro di richiesta di registrazione ai motori di ricerca.

Il lavoro di posizionamento sui motori di ricerca e' un lavoro che richiede tempo, che necessita' un'analisi delle frasi di ricerca per cui si desidera posizionare il sito. Vanno ottimizzate le pagine esistenti, ne vanno create di nuove, si deve lavorare sui testi e sui link del sito.

Chi vi offre un servizio di posizionamento sui motori di ricerca al costo di 200-300 euro non si propone di fare un lavoro di posizionamento. Nel migliore dei casi vi sta offrendo di segnalare il vostro sito a centinaia o anche migliaia di motori di ricerca. Che e' una cosa molto diversa dal posizionamento sui motori di ricerca.

Innanzitutto e' un lavoro che viene fatto da software che inviano in maniera automatica la segnalazione ai motori di ricerca, perlopiu' motori di ricerca sconosciuti, e che ripetono nel tempo queste segnalazioni semnpre in maniera automatica. E' comprovato che alcuni di questi software hanno creato problemi con Google ad esempio che non gradisce richieste di registrazione automatiche e ripetute nel tempo.

A parte cio', la segnalazione del sito al motore di ricerca non sortisce alcun effetto positivo se il sito e le pagine non sono ottimizzate per ottenere un buon piazzamento sui motori di ricerca.

Infine, nessun motore di ricerca da' corso alle richieste di registrazione solo perche' le avete fatte. Sono semplici segnalazioni al motore di ricerca, Yahoo, Google, MSN o altro, che non garantiscono affatto che il vostro sito venga indicizzato ne' tantomeno che si posizioni al top per le frasi di ricerca per le quali si desidera il posizionamento.

Riassumendo i motori di ricerca hanno la possibilità di visualizzare degli annunci a pagamento ai propri visitatori (quelli che vediamo normalmente sulla destra dei risultati di ricerca e talvolta anche in testa ai risultati di ricerca naturali, non a pagamento per intenderci).

Questi annunci hanno dei costi per chi li pubblicizza e dal punto di vista del revenue management è essenziale tener presente la natura di questi importi.

In pratica quindi si deve avere una stima ben precisa di quanto impatterà l’investimento pubblicitario da dedicare a questo tipo di annunci.

Pena il fallimento della campagna di internt marketing, ancor prima d’iniziare.

Dalla nostra prospettiva, come Revenue Manager o Marketing Manager, dobbiamo chiederci come viene generato il prezzo che dobbiamo pagare a Google, ad esempio, per pubblicizzare il nostro hotel.

Esistono diversi modelli di prezzo ma i principali sono 3:


► CPM (costo per impressioni)


► CPA (costo per azione)


► CPC (costo per click)


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Yauba [Fabrizio Pontiggia]

Yauba il motore di ricerca sviluppato in India è un motore che definire funzionale sarebbe riduttivo vista l'abbondanza di feature disponibili in realtime. La caratteristica principale di Yauba è l'attenzione posta verso la privacy dell'utente che normalmente ricerca i contenuti che più gli interessano.


Come riportato dai testi presenti nelle pagine nero azzurre, di Yauba i dati sensibili non vengono per nulla memorizzati come al contrario può succedere utilizzando altre piattaforme.

Fatta questa dovuta precisazione utilizzando la normale funzione di ricerca (corretala da filtri) è possibile notare che molto "normale" non risulta, questa funzionalità di quotidiano utilizzo è arricchita da una tendina scorrevole nella quale l' utente potrà scegliere quali contenuti visualizzare, che in questo caso sono:

   Siti internet
News
Social bookmark
Blog
Answers
Immagini
Video
Pdf
Word
Powerpoint


Volunia [Sarah Cillo]



Volunia [Fabrizio Pontiggia]

Volunia, ecco com'è il motore di ricerca un po' social network.

Più un concorrente di Facebook che di Google, la nuova web app dell'italiano Massimo Marchiori permette di creare comunità a partire dalle persone che visitano lo stesso sito 06 febbraio 2012 di Silvio Gulizia

Se ne parlava come l’anti-Google, ma Volunia comincia a sembrare più vicino a Facebook. Il nuovo motore di ricerca ideato da Massimo Marchiori, il docente italiano che scrisse l’algoritmo da cui Larry Page derivò Google, è stato presentato in anteprima ieri su Nòva24.

Volunia si propone di aiutare le persone a incontrarsi nel Web. Seek & meet è il motto dell’azienda. Quando finisce la ricerca, comincia l’incontro e la scoperta. Le pagine dei risultati della query si aprono dentro a Volunia grazie a un bottone la cui funzione è in un certo qual modo simile al circle di Google Search Plus, perché permette di connettersi con quella pagina.

A quel punto si apre un nuovo mondo. Il sito che visitiamo viene vivisezionato da Volunia e trasformato in un villaggio in cui ogni contenuto è un quartiere diverso e una mappa del sito ci aiuta a navigarlo, suggerendoci dove ci sono altri utenti. Scendendo in piazza in uno dei quartieri creati da Volunia si può chiacchierare con gli altri utenti presenti. Una funzione già offerta da WhoIsLive, di cui abbiamo già parlato su Wired.it. Alla social box con i commenti aveva per altro già pensato Google con Sidewiki, dismesso un anno fa. Volunia in più consente di diventare amici, come si dice in gergo Facebook, gli altri utenti che stanno visitando quella pagina web. Utenti che evidentemente hanno i nostri stessi interessi.

“ Il Web è un posto vivo - questa l’intuizione di Marchiori - Ci sono le informazioni, ma anche le persone. La dimensione sociale, già presente, deve solo emergere”. Stringere amicizie con altri che hanno i nostri stessi interessi non è poi molto diverso da quello che propone Twitter con il follow o Facebook con Subscribe. Stringere amicizie in Volunia però significa creare una comunità alla cui base c’è un interesse comune. Molto più simile ai gruppi di Facebook che a Google Search Plus. Forse proprio per questo a Mountain View l’attesa è tanta e alcuni degli ingegneri di Larry Page si sono dati da fare per procurarsi un invito per le beta.

E anche per questo Volunia pone non poche questioni di privacy, che gli sviluppatori promettono di prendere in seria considerazione, senza raccogliere dati sull’utente per profilare gli iscritti e vendere pubblicità. I banner però ci saranno, anche se arriveranno in un secondo momento. In fondo, che c’è bisogno c’è, se gli utenti si sono già profilati da soli utilizzando uno strumento che genera automaticamente micro-comunità attorno al singolo contenuto? Sapendo quante persone ci sono su una pagina in un determinato momento Volunia potrebbe anche diventare un termometro del Web.

Motore di ricerca e directory: qual è la differenza? [Silvia Assi]

Per Web Directory si intendono realtà (ad esempio Dmoz e Yahoo) che si caratterizzano per la loro struttura gerarchica ad albero, per l'indicizzazione della sola home page e, soprattutto, per l'inserimento manuale dei siti da parte degli addetti al servizio.
Possiamo immaginare una directory come una biblioteca, all’interno della quale vengono archiviati i siti web in diverse categorie a seconda dell'argomento trattato. Al suo interno ci spostiamo da un menù all'altro scendendo di livello fino a quando non troviamo il sito o la lista di siti che ci interessa. La finalità dei motori di ricerca e delle directory è la medesima.
I motori di ricerca sono strumenti che permettono la ricerca di termini (keywords) all'interno di siti web. Un motore di ricerca è un enorme archivio di dati riguardanti di pagine web (miliardi). A seguito di una ricerca condotta da un utente attraverso le keywords, i motori di ricerca presentano una lista di siti web che soddisfano tale richiesta. Le directory hanno la medesima funzione ma differiscono nelle tecniche e nei criteri di catalogazione e ordinamento. Distinguiamo quindi due attività fondamentali: la catalogazione dei siti web negli archivi e l'ordinamento in funzione di una ricerca condotta dagli utenti.
L'attività di archiviazione nei motori di ricerca è affidata agli spider, i quali ricercano e visitano continuamente in tutto il WWW (World Wide Web) una enorme quantità di siti web, ne leggono il contenuto (il codice HTML) (link) e ne estraggono parole chiave e termini che meglio identificano il tema del sito stesso. Per le directory, invece, tale compito è affidato a personale umano, il quale visita e valuta fisicamente siti web che vengono proposti o iscritti alla directory specifica. Categorie e descrizioni vengono suggerite dai webmaster ed esaminate dai redattori prima di essere pubblicate. Questa selezione manuale è in genere più rigida di altri sistemi, e sicuramente aumenta la qualità delle directory dato che elimina molti siti "spazzatura" che offrono informazioni poco utili.





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